“Ritratto di giovane donna con mostri” di Pola Oloixarac (Ponte alle Grazie)                   

Sul comodino della Rambaldi

Pola Oloixarac (pseudonimo di Paola Caracciolo) – Bueno Aires – il suo romanzo d’esordio Le teorie selvagge, è stato un bestseller in Argentina e in molti altri paesi ed è considerata tra le migliori giovani scrittrici di lingua spagnola. Collabora con il New York Times, il Telegraph e Rolling Stones.

“La bocca di Myriam doveva essere vicino al telefono perché Mona la sentiva respirare, l’aria che affluiva tiepida dalla caverna rancida dello stomaco.

“Il problema è che è… difficile! I personaggi sono difficili. Una sola cosa mi chiedo: dove sono finite tutta la freschezza e la vitalità del tuo primo libro? Qui non ci sono, te lo posso assicurare. I dialoghi sono praticamente incomprensibili. E inoltre mi viene da chiedermi: devo fare davvero questo sforzo per capirci qualcosa? Sul serio? Perché devo fare questo sforzo? Se non faccio lo sforzo, secondo questo libro sono stupida? È il libro che pone queste domande, non io”.

“Devo fare davvero questo sforzo per capirci qualcosa? Se non faccio lo sforzo, secondo questo libro, sono stupida?”  Ecco messo per iscritto quello che mi capita di pensare a volte di certi  libri, e solo per questa frase stringerei la mano all’autrice. Poi nel vedere il suo cognome capovolto mi sono ricordata di quando da piccola leggevo le sigle della TV in bianco e nero a rovescio: Ollesorac,  Ollavretni… e Paola Caracciolo ha ottenuto immediatamente la mia attenzione. Il titolo originale del libro, ottimamente tradotto da Silvia Sichel, sarebbe Mona come il nome della protagonista, titolo che in Italia non era il caso di mantenere.  Ma veniamo al romanzo.

Mona,  scrittrice peruviana  di successo,  per vincere i suoi mostri (beve,  fa uso di cannabis, psicofarmaci e abusa di sesso in Skype) decide di partecipare al più importante premio letterario europeo a cui è appena stata candidata a sorpresa, il prestigioso Basske Worrtz.  

(la recensione prosegue a p.2)

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