APPUNTAMENTI 2017

 

20 agosto – Senigallia:

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Io sono la Chiesa di Marilù Oliva

(Racconto ispirato alla vicenda di Elisa Claps e scritto per la raccolta Nessuna più, 40 scrittori contro il femminicidio, edita da Elliot e patrocinata da Telefono Rosa. I nomi dei luoghi e quello della chiesa non sono reali, il racconto prende soltanto spunto dal terribile fatto accaduto).

 

Io sono la Chiesa.

Non immensa ma massiccia. La mia facciata reca traccia, nella recente pietra a vista, dell’antica sobrietà cui furono obbligati i primi costruttori. Domino Via Pretoria, la piazza e le strade che mi toccano i fianchi da quasi mille anni, alcune hanno cambiato il nome, altre nemmeno esistevano.

Sono la Chiesa intitolata alla Santissima Annunziata: il nodo inesplicabile del concepimento verginale. Quante volte è stato menzionato sull’altare, questo termine carico di mistero. Una dedica illimitata mi è stata tributata, se non fosse che non ne capisco la destinazione: dei poteri di cui gli uomini mi investono, io non mi curo. Non seguo i loro slanci verso le divinità, le atmosfere d’incenso e devozione, le omelie: questi uomini, per quanto si sforzino di toccare i cieli, restano sempre con i piedi ancorati a terra. Io pesto il suolo con loro, li ospito sui miei pavimenti, ma la differenza tra me e le persone è che io sono costruita di mattoni. Non ingannino gli architravi lignei né gli affreschi del Seicento: di pietra sono le mie ossa, le mie cartilagini e l’epidermide scolpita.

Non ho un cuore, non ho una fede, ma accolgo chiunque si presenti.

Non prego, però osservo.

E ricordo. Ricordo le miriadi di passi che hanno pestato il mio sagrato. Tra tutti ricordo lei, i suoi sandali gommati, la catenina portata con grazia, il sorriso così bianco da spezzare il cielo azzurrino di quella tarda mattina di settembre.

Non è domenica, né si celebrano cerimonie, eppure oggi la mia porta è gremita di gente. Via vai, bisbigli, sospetti. I ragazzini si avvicinano sgomenti, silenziosi. Alcuni adulti tengono gli occhi bassi, altri piangono. Non si capacitano. Non può essere successo, non in questa tranquilla cittadina, nell’epicentro della comunità.

Molti depositano mazzi di fiori di fianco ai miei due gradini, ben presto il cemento sotto alla facciata si punteggia di lilla, bianco e altri colori tenui. Macchie di rosa e di verdino. Il profumo delle rose si irradia oltre l’olezzo delle bugie sottaciute. I passeggeri si avvicinano con cautela, affiggono biglietti al portale e ai muri, sopra vi hanno scritto frasi di affetto e di cordoglio, tutte dedicate a lei, la ragazza scomparsa diciassette anni fa, i cui resti hanno trovato ieri nel sottotetto, quaranta centimetri nella parte interna del soffitto. L’adolescente dal sorriso candido e dai sandali con la suola in gomma, quella che in una mattina d’autunno esitava, mentre un ragazzo cercava di convincerla a seguirlo.

Un pugno ha colpito dritto allo stomaco gli uomini della scientifica, quando l’hanno vista, qualche ora fa. Di lei rimangono le ossa, i vestiti logorati dallo scorrere delle stagioni e un senso di ineluttabile che appestava l’aria. Il medico legale accerterà che la giovane è stata uccisa con tredici colpi di un’arma da taglio e a punta.

Hanno trovato i resti coperti di tegole, dichiarano che probabilmente il cadavere è stato offuscato da assi di legno e altri coppi ancorati tra loro coi chiodi. Si vocifera – e io so che ciò risponde al vero, perché conosco tutto ciò che accade dentro di me e negli spazi limitrofi – che non è possibile tenere nascosto un cadavere per tanti anni in un posto come questo. Sarà pur passato qualcuno, lassù dove l’hanno trovato, in più di tre lustri.

Qualcuno sapeva?

Sì, qualcuno sapeva. Continua a leggere

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Il controsgobbo di Alessandro Canale

Recensione di Raffaella Tamba

Romanzo giallo, sociale, psicologico e di formazione insieme: Canale tesse un intreccio che entra in un tunnel sempre più sordido, estraendo immoralità e perversione dagli ambienti benestanti e generosità ed abnegazione dagli strati più umili e disagiati.

Una trama intrigante, avvincente, ricca di colpi di scena, battute e personaggi di grande originalità che si dipana nell’arco di dodici anni, dal 1988 al 2000 con una tecnica che non è quella della successione cronologica né quella dei classici flashback: è un originale passaggio continuo dal 1988, anno in cui si verifica l’evento che scatena la storia, al 2000; è un andare avanti e indietro in due momenti cruciali della storia di una famiglia del basso ceto romanesco, ambiente di furti, droga e prostituzione, dove per sopravvivere si devono accettare compromessi tra il bisogno e la legalità.

L’autore tesse una trama avvincente, ricca di humour, con personaggi di grande umanità, fra i quali spicca il protagonista, Duilio Sciobbica, detto Mortaretto, figura straordinaria, emblema di chi ha dovuto farsi strada nella vita partendo dal nulla e crescendo professionalmente grazie all’impagabile dote di saper imparare da chiunque avesse una conoscenza da trasmettere, riuscendo così a conciliare una vita onesta, come attrezzista a Cinecittà con un’attività sotterranea di furti abilmente progettati (in gergo, sgobbi). Continua a leggere

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Le ragazze di Emma Cline (Einaudi, 2016)

Recensione di Piera Carroli

Un debutto straordinario – quello di Emma Cline – il durissimo The Girls, è un inquietante intreccio sulle ragazze della ‘mitica’ California di fine anni Sessanta. Il romanzo prende spunto dalla ‘famiglia’ di Charles Manson e si ispira all’omicidio da loro commesso nel 1969. Il thriller è perciò anche Una retrospettiva spiazzante sull’ultima estate degli anni Sessanta” (Michele Lauro, Panorama, 22 ottobre 2016).

Destinataria del premio Parigi recensione Plimpton nel 2017, la californiana Cline è stata nominata uno dei migliori giovani romanzieri americani di Granta. Cline non solo è autore ma anche madre e terapista del dolore. In quanto tale, riesce a mettere a nudo il dolore, a descriverne l’esperienza e le conseguenze sul corpo e sulla psiche delle ragazze.

“Non so che cosa sia più stupefacente, se la capacità di comprendere gli esseri umani o la bellezza della sua scrittura” Mark Hudson

“Le ragazze annuncia l’arrivo di una voce formidabile nella narrativa americana” Jennifer Egan

” Le ragazze è un romanzo magnifico e struggente. Straordinario non solo per un’autrice così giovane, ma per qualsiasi scrittore di ogni tempo” Richard Ford

“Ma al di là del clamore che suscitato, questo romanzo è davvero così bello? Preparatevi a ingoiare il vostro scetticismo” The Washington Post Continua a leggere

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Sul comodino della Rambaldi: LA GIUSTIZIA DI PULCINELLA di Massimo Torre (Edizioni e/o, collezione Sabot/Age)

 

Massimo Torre è nato a Napoli nel 1958 e vive a Roma. Sceneggiatore di film e serie televisive di successo, fa parte della giuria del Premio Solinas, il più prestigioso premio di sceneggiatura italiano. Per le Edizioni e/o ha pubblicato nel 2014 Chi ha paura di Pulcinella? e nel 2015 Uccidete Pulcinella.

In un piovoso aprile che fa somigliare Napoli a una location di Blade Runner gli abitanti del Quartiere Sanità sono nettamente divisi tra chi parteggia per Pulcinella come paladino dei deboli e chi lo nega.

Dietro la maschera partenopea in cuoio si nasconde un esperto hacker abile nelle arti marziali che protegge il rione e che deve assolutamente punire chi ha osato torturare Don Andrea, il parroco del quartiere, per estorcergli l’identità di Pulcinella.

Il sacerdote ha resistito alle torture ma ha rivelato il nome a due cardinali che non hanno tenuto fede al segreto confessionale. Uno dei due è morto ma l’altro, Costanzo Filangieri da Candida vescovo di Napoli e custode del sangue di San Gennaro ha parlato, e Pulcinella sarà costretto a cercarlo fino a Roma per vendicarsi. Continua a leggere

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IL GIORNO DEGLI ORCHI di Divier Nelli (Guanda Editore)

Recensione di Romano De Marco

Non è una leggenda metropolitana quella delle giovani ninfette che abbordano uomini adulti su internet e li spingono a esporsi con foto e filmati espliciti per poi ricattarli. Sarà capitato a molti di coloro che stanno leggendo (come al sottoscritto) di ricevere richieste di amicizia su facebook da profili falsi con improbabili nomi stranieri e fotografie di adolescenti in bikini che sorridono in modo conturbante all’obiettivo. Immagino sia partito proprio da questo presupposto l’autore, editor, insegnante di narrazione Divier Nelli, (fiorentino ma nato a Viareggio) per imbastire la trama del suo ultimo romanzo Il giorno degli orchi. È una vicenda tesa, spietata, narrata con uno stile veloce e allucinato che cattura dalla prima all’ultima pagina scaraventando il lettore in un vortice di sensazioni, paure, emozioni dalle quali è impossibile staccarsi per riprendere fiato.

Aurora è una ragazza minorenne, consapevole del suo fascino irresistibile che sfrutta, senza ritegno, per manovrare tutti coloro che le stanno intorno. Insoddisfatta della sua vita, della sua famiglia, dei suoi coetanei, ha il solo l’obiettivo di guadagnare soldi in modo facile per permettersi ogni tipo di sfizio senza dover lavorare. È per questo che, con l’aiuto di due compagni di scuola, che tratta come schiavi, organizza il suo gioco perverso, a scapito di quarantenni e cinquantenni libidinosi a caccia di ragazzine giovani per sfogare i propri istinti repressi. E il gioco funziona bene, fino a quando non le si ritorce contro. Fino a quando qualcuno non scopre la sua vera identità e inizia a perseguitarla, minacciandola di farle del male. Continua a leggere

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Il nome del padre di Flavio Villani (Neri Pozza)

Recensione di Romano De Marco

Chi cercasse, nel romanzo di Flavio Villani, un rigido rispetto dei canoni narrativi di genere, resterebbe deluso. Più che alle “venti regole per scrivere un romanzo giallo” di S.S. Van Dine, siamo vicini a “La promessa” di Durematt. Ma non è nemmeno la destrutturazione del genere giallo l’obiettivo primario dell’autore, quanto quello di catapultare il lettore in una atmosfera completamente diversa da ciò che si respira nelle banali storie standardizzate dei tanti commissari clonati, verso i quali si orienta in maniera sempre più massiccia il mondo editoriale italiano.

Milano, 1972. In un ferragosto torrido e desolato, viene rinvenuto un cadavere fatto a pezzi, dentro a una valigia, nel deposito bagagli della stazione centrale. Già dall’inizio lettura ci si sente oppressi da quell’afa irrespirabile, quel fetore di corpo putrefatto, quell’odore di chiuso e di fumo stagnante degli uffici della questura centrale di via Fatebenefratelli. Continua a leggere

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Quasi Grazia di Marcello Fois (Einaudi, 2016)

Articolo di Piera Carroli

Ragnar (giornalista svedese): “Come si coniugano la religione e la superstizione?”

Grazia: “Con la purezza. Senza religione non c’è superstizione, senza superstizione non c’è religione … […] non c’è dolo nella purezza, nessuna ambiguità.” […]

Quasi Grazia di Marcello Fois è un “perfetto romanzo in forma di teatro”. L’opera, in tre atti, è stata presentata in una piazzetta di Olbia poco tempo fa con la lettura scenica di Michela Murgia e la regia di Veronica Cruciani. Emigrerà questa rappresentazione nel continente dall’isola amata e odiata dalla grande Deledda? We can only hope.

Fois dà voce all’unica donna italiana che abbia vinto il Premio Nobel della letteratura scegliendo, in modo destrorso, 3 momenti salienti della vita di questa donna forte, abile ed estrosa, che destò le invidie dei suoi contemporanei maschi, incluso Pirandello, il quale derise lei e il marito in una delle sue opere, rivelando così la sua meschinità. Continua a leggere

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