Marilù Oliva – Tour

 

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Mercoledì 5 febbario – Bologna, ore 20.30

CONOSCERE E SCRIVERE IL NOIR
Giallo, noir e thriller: le sfumature del male
Confini e contaminazioni nei romanzi dell’autrice e in quelli di altri autori “crime”
Corso organizzato dal Giardino Filosofico presso la Sala corsi del Residence Paolo Emilio Cavazza,
in via Arienti 6/8 (laterale di via Castiglione) dalle ore 20,30 alle 22,30.

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In arrivo il 10 febbraio un nuovo libro…

a breve qualche anticipazione e le date del 2020!

( Per questioni di tempo e organizzazione, non seguo più gli eventi e il calendario. Se siete interessati a una presentazione dei miei libri potete mettervi in contatto con ufficiostampa@mariluoliva.net )

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“Cuore a razzo farfalle nello stomaco” di Barry Jonsberg (Piemme)

Risultati immagini per "Cuore a razzo farfalle nello stomaco" di Barry Jonsberg (Piemme)Recensione di Raffaella Tamba

Mamma? Quando guardi papà ti di dilatano le pupille? Diventi rossa e senti farfalle nello stomaco?” – con questo romanzo dall’incipit che accende un flash abbagliante sulla scena del più tipico, ricorrente ma sempre individualmente nuovo problema degli adolescenti, il primo innamoramento – l’inglese Barry Jonsberg, trasferitosi dopo gli studi in Australia a Darwin, ha vinto nel 2019 l’Indie Book Award. Se la freschezza e simpatia di quell’incipit si manterrà per la gran parte del libro, conquistando il lettore con la schietta semplicità del racconto del protagonista, la parte finale del romanzo, una sorta di valanga emozionale, lo illuminerà sulle ragioni che hanno valso a Jonsberg quel premio.

Quando Rob, tredicenne narratore in prima persona, rivolge alla madre quella domanda a bruciapelo, lei non è altrettanto pronta nella risposta ed il suo primo impulso è quello di ripiegare sull’ironia “Non so se sono farfalle ma a volte in effetti lo stomaco mi si rivolta”. Poi, però, di fronte alla evidente attesa del figlio, si ferma e riflette prima di rispondere seriamente. Perché è trascorso del tempo da quando è capitato a lei e molte cose sono cambiate, ma vuole essere convincente per il figlio, precisa, sincera: “L’amore è più di questo. Ha a che fare con la fiducia, l’affetto, con il sapere cosa passa per la testa dell’altro senza che te lo dica. Ha a che fare con il condividere con qualcuno di speciale le faccende della vita di tutti giorni. Si lavano i piatti insieme, si pagano le bollette, si guarda la televisione, si ride. Ridere è fondamentale. L’amore non è scintillante, lo trovi nelle cose monotone”. Continua a leggere

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“IL TERZO AMORE” di GIORGIO SCERBANENCO (LA NAVE DI TESEO)

Recensione di Marco Valenti

Scerbanenco non è stato solo il grande giallista che siamo abituati a conoscere e di cui tanto si parla a distanza di mezzo secolo dalla morte ogni qual volta ci si ritrova a disquisire di letteratura di genere e si finisce per identificarlo come il “padre del giallo moderno”. C’è infatti, uno Scerbanenco sconosciuto ai più, che stiamo conoscendo grazie a La Nave di Teseo, e alla sua iniziativa volta a (ri)scoprire gli inediti degli inizi. Dopo “Luna di miele” (di cui abbiamo già parlato qui su Libroguerriero) la retrospettiva che dal nero degli ultimi anni vira al rosa degli esordi, ci regala questo interessantissimo “Il terzo amore”, identificato dalla biografia ufficiale dello scrittore come il primo romanzo in assoluto della sua produzione.

Il romanzo nasce da un episodio che lo stesso Scerbanenco racconta nelle note a margine.

“Una sera di molti mesi fa ho seguito una donna. Ero solo e sconsolato. Avevo visto quasi tutti i film che si proiettavano sugli schermi ambrosiani, ero stato già in due caffè a annoiarmi, e passeggiavo in una via centrale di Milano, quando vidi quella donna. La seguii automaticamente. Era alta, bionda , il sole le aveva brunito il viso e le braccia. Camminava con passo agile e rapido. A quell’ora tarda, nel buio grigio delle strade milanesi, la sua figura aveva un senso di avventuroso e di proibito”. Continua a leggere

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“La bambina e il nazista” di Franco Forte e Scilla Bonfiglioli (Mondadori)

Risultati immagini per "La bambina e il nazista" di Franco Forte e Scilla Bonfiglioli (Mondadori)Recensione di Patrizia Debicke

Germania, 1943. Hans Heigel tenente addetto agli approvvigionamenti delle truppe nel presidio militare di Osnabrück, cittadina della Bassa Sassonia, fatica a confrontarsi con l’aggressività con cui il suo Paese si è rialzato dalla Prima guerra mondiale. Non la capisce e come il suo capitano Meyer, reduce della Prima Guerra Mondiale, non la condivide ma il timore di ritorsioni sulla sua famiglia con cui vive nel piccolo centro, lontano dagli orrori del fronte e dei campi di concentramento, l’hanno convinto a tenere per sé i suoi pensieri, condizionandolo in una imbelle e tacita convivenza con le politiche più aberranti del Reich. Lui deve reggere per sua moglie Ingrid e, soprattutto, per l’adorata figlioletta, la biondissima Hanne. Ma il destino non perdona, Hanne è ammalata, ha la tubercolosi e forse solo la miracolosa penicillina, un nuovo medicinale da poco in circolazione, potrà salvarla. Ma a Osnabrück non si trova. E invece forse a Berlino i suoi superiori, o magari gli alti membri delle SS più vicini al Führer potrebbero aiutarlo. Ma proprio là, dove si è recato mandato dal suo comandante, che ha già affrontato la perdita di un figlio colpito dalla tubercolosi, ha trovato solo un gelido muro di negazione.

«Non c’è spazio per la debolezza in Germania». Continua a leggere

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“Non è un mestiere per uomini. I primi tre casi di Violet Strange” di Anna Katharine Green (Marsilio)

Recensione di Eleonora Papp

La scrittrice americana Anna Katharine Green (1846-1935, nella foto sotto), quando aveva quasi settant’anni, dà vita, in una raccolta di racconti intitolata The Golden Slipper and Other Problems for Violet Strange (1915), ad un brillante personaggio, arguto, elegante, mondano e intelligente, una giovanissima donna, una vera e propria debuttante “conformista all’esterno, ma ribelle dentro”, Miss Violet Strange, la quale occasionalmente collabora nella New York di inizio Novecento con un’agenzia investigativa, mantenendo segreto questo aspetto della sua vita privata e pubblica per motivi personali. La docente universitaria Alessandra Calanchi ci propone in traduzione italiana i primi tre dei nove racconti dedicati a questa figura innovativa che sofferma la sua attenzione e il suo acume su elementi investigativi generalmente trascurati dagli uomini.

Nelle prime tre vicende di indagine ci troviamo soprattutto di fronte a ritratti femminili sullo sfondo di un mondo benestante, lontano da scenari economici sociali di degrado. Nella prima narrazione la protagonista, Violet, deve risolvere una serie di furti collegati da un fenomeno di cleptomania trattata dalla Green con una sensibilità del tutto progredita per l’epoca. Continua a leggere

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“Ah l’ amore, l’ amore” di Antonio Manzini (Sellerio)

Recensione di Patrizia Debicke

Ah l’amore, l’amore”, indimenticabile canzone di Luigi Tenco, portata al successo da Ornella Vanoni, e imperdibile nuovo “canto” (secondo me il decimo) dello strepitoso romanzo a puntate sul vicequestore romano Rocco Schiavone. Antonio Manzini riprende la storia proprio dal punto in cui aveva lasciato il suo protagonista in Rien ne va plus: gravemente ferito, steso a terra, privo di sensi e in un lago di sangue. Uno storia grossa, culminata con una sparatoria all’alba, quando Schiavone e la sua squadra avevano incastrato e arrestato la banda di falsari, rapinatori e assassini con sulla coscienza due omicidi a Saint Vincent.

Risultati immagini per "Ah l’amore, l’amore" di Antonio Manzini (Sellerio)

Non si sa ancora chi gli ha sparato, l’addetta alla scientifica Michela Gambino, non ha avuto tempo e modo di chiarire, ma intanto sia la stampa che i superiori lo trattano da eroe.

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“Ritmi di veglia” di Raffaella D’Elia (Exorma)

Recensione di Martino Ciano

Avvolti in una nube, lontani dal tempo, come se il nostro attraversare le ore, i giorni, i mesi e gli anni fosse solo un camminar-recitando durante cui mai sveliamo ciò che siamo.

Il romanzo della scrittrice romana Raffaella D’Elia è un viaggio crudo nella solitudine quotidiana in cui ogni elemento che abita all’esterno del proprio io è sbiadito, in attesa di una ricollocazione nella coscienza. La protagonista del racconto, Ida, ama la danza così come adora la misantropia. Una solitudine che non è legittima difesa, ma una propensione dietro cui si nasconde un atteggiamento ieratico.

Proprio ballando, esercitandosi, sottomettendosi alle regole del movimento armonioso, delicato e soave, Ida si allontana dal mondo e dagli altri. La solitudine è sicuramente uno status difficile da accettare, soprattutto in un’epoca in cui siamo sempre connessi e nella quale ci accapigliamo per apparire e per non dissolverci nell’oblio. Ida è quindi anarchica nelle sue scelte; è lei e solo lei, senza vergogna, e per quanto tutto questo possa apparire distruttivo, addirittura narcisistico, tale approccio alla vita nasconde l’intima necessità di coincidere totalmente con la propria essenza. Continua a leggere

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GRANDANGOLO: “ELEFANTE A SORPRESA” di JOE R. LANSDALE (EINAUDI)

Immagine correlataRecensione di Marco Valenti

Sotto le piogge tropicali dell’East-Texas, Hap e Leonard s’imbattono in una donna in fuga da una banda di malviventi dalla pistola facile. È albina, asiatica e ha la lingua mezza mozzata. Ma soprattutto, ha alle calcagna i sicari piú spietati della Dixie Mafia… questo recitano le note di copertina del recentissimo “Elefante a sorpresa” di Joe R. Lansdale. Il prolifico autore texano torna a distanza di meno di un anno da “Il sorriso di Jack Rabbit” e da “Sangue e limonata” e lo fa alla sua maniera. Ormai Hap e Leonard sono parte della nostra routine di ogni giorno. Sono i compagni di scuola che non abbiamo perso per strada nelle intersezioni con cui la vita ha cercato di sabotare il nostro viaggio. Sono il nostro alter ego ideale che fa emergere quella voglia di “mettere le cose al loro posto” che purtroppo le contingenze del vivere quotidiano ci impediscono di sublimare. Perchè, è inutile negarlo, vorremmo tutti, almeno per un giorno essere come Hap e Leonard, con tutto ciò che ben conosciamo e ne consegue.

“Non mi domando più perchè la gente faccia cose orribili, so solo che capita molto spesso”. Continua a leggere

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