APPUNTAMENTI 2017

A breve il calendario degli incontri che partiranno a marzo 2018.

(sopra Marilù Oliva con Giulia Bandini e Elisa Tamburini)

A marzo 2018, infatti,  uscirà per HarperCollins il nuovo romanzo di Marilù Oliva, un thriller ambientato su una cittadina molto particolare ubicata sui colli bolognesi, Monterocca.

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Sotto lo stesso tetto, di Ann Brashares (Rizzoli)

Recensione di Raffaella Tamba

Se si è scritto tanto sulle complesse relazioni delle famiglie divise e allargate, c’è sicuramente ancora tanto da scrivere e Ann Brashares è riuscita a dare una visione della drammaticità di quelle relazioni in modo esemplare, forte, coinvolgente, a tutto tondo, toccando i vari livelli di età, dagli adolescenti più giovani, ai ragazzi già maturi, ai genitori. Ognuna di queste fasce vive la separazione in modo diverso, in una propria solitudine alla quale gli altri famigliari, pur profondamente amati, non hanno accesso.

Lila e Robert, avevano avuto tre figlie, Emma che ora ha 22 anni, Quinn, di 21 e Mattie, di 19. Poi si erano separati ed entrambi risposati. Dai loro secondi matrimoni erano nati due figli, a poca distanza l’uno dall’altro, entrambi, adesso dicassettenni: Ray e Shasha. I due ragazzi sono l’uno tabù per l’altra: mentre le figlie più grandi vivono liberamente con il padre o con la madre e conoscono perfettamente il fratellastro e la sorellastra, loro non possono incontrarsi. Non si sono mai conosciuti ma è come se si conoscessero da sempre, perché nella casa estiva, nella quale le due famiglie si avvicendano con una regolarità inderogabile, condividono la stanza: quella camera in cui si alternano lasciando tracce di sé, profumi, vestiti, oggetti, diventa per loro un rifugio in cui sfogare il proprio senso di solitudine: “Conducevano così una mezza vita all’interno di una mezza famiglia in una mezza casa per mezzo anno. A unire le due metà si sarebbe ottenuto un tutto, in qualche modo. Ma le due metà non si univano mai”. Continua a leggere

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LA REGINA DEI CUPCAKES di Elisa Della Scala

Recensione di Raffaella Tamba

Antonio Esposito, il protagonista di questo libro di Elisa Della Scala (nella foto sotto), è uno di quei personaggi che non dimenticherò più: semplice e complesso allo stesso tempo, fragilissimo quando deve affermare la propria personalità, inconsciamente forte e deciso quando qualcuno per la prima volta si appoggia a lui. Schiacciato fin dall’infanzia dalla prepotente e soffocante personalità del padre, il Patriarca, come viene emblematicamente chiamato in tutto il romanzo, Antonio forgia il proprio carattere chiuso, abitudinario, meticoloso, intorno al nucleo di insoddisfazione e plagio psicologico in cui il padre lo ha costretto,  fino a legarlo a lui con la promessa, strappatagli in punto di morte, di portare avanti lo Studio Commercialista di famiglia. Ed è quello che Antonio ha fatto, “calpestando a piè pari tutti i semi della sua passione”.

Così la sua vita, del tutto contraria a quella che avrebbe dovuto essere secondo le sue naturali inclinazioni che lo avrebbero portato a dedicarsi alla botanica, sbiadisce giorno dopo giorno: mancano i colori nella sua vita e in quella di tutti quelli che lo circondano, prime fra tutte la moglie Margaret, di origine inglese, e la figlia Viola (il caso, forse, gli ha fatto conoscere una donna con il nome di un fiore, ma quello della figlia lo ha scelto lui stesso). Anche la coppia che lavora nello studio, lo sprovveduto e ottuso assistente, dottore in economia e la rubiconda e chiacchierona Fiammetta, segretaria e moglie del giovane subiscono la sua negatività e gli restituiscono indifferenza e disprezzo.

La sua solitudine diventa completa quando viene abbandonato dalla moglie e dalla figlia, che egoisticamente fuggono in Inghilterra a cercare un po’ di vita, di ottimismo e di libertà. Continua a leggere

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Noir 2.0 – Il lato oscuro di Internet AaVv

Diversi autori, studiosi e professori universitari hanno affrontato il tema attualissimo dell’utilizzo di internet rapportato a un genere particolare come il noir. Siamo molto onorati che, tra i libri analizzati, compaia anche “Lo Zoo” di Marilù Oliva. Ecco una parte del’articolo a firma della professoressa Piera Carroli, che ha citato anche il nostro Romano De Marco e il suo romanzo “Io la troverò”.

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Katie Kitamura, Una separazione (Bollati Boringhieri, 2017). Traduzione di Costanza Prinetti

Recensione di Piera Carroli

Tit. orig. A Separation (UK, Riverbooks, 2017)

Gone Guy: A Writer Leaves His Wife, Then Disappears in Greece  (Gone Guy: uno scrittore lascia la moglie, poi scompare in Grecia) così  è stato riassunto il romanzo dal New York Times . In effetti, Una separazione è minimalista e sobrio – come lo è l’alta borghesia britannica, classe (sì esistono ancora) che mai si scompone e affronta le tragedie senza lacrime, e preferisce ‘tacere’ i fatti sgradevoli, per esempio le separazioni.

Al terzo romanzo, dopo The Longshot e Gone to the Forest, che non vedo l’ora di leggere, Katie Kitamura è un’abile scrittrice che tiene sul filo del rasoio chi legge, rivelando poco e nascondendo tanto. La struttura e lo stile sono in armonia con la caratterizzazione dei suoi personaggi, della protagonista traduttrice\traditrice, e anche con il mondo chiuso e diffidente del piccolo villaggio del Peloponneso Grecia. Traditrice forse a causa dell’ambiguità dei pensieri della protagonista narrante – non sappiamo mai con sicurezza se ciò che la voce narrante senza nome (potrebbe trattarsi di qualunque donna in simili frangenti), immagina o predice, sia in effetti la verità o solo frutto della sua immaginazione. La traduzione in italiano è perciò piena di imperfetti , impersonali e di frasi ipotetiche: si diceva che, e se fosse. Continua a leggere

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“Elvis e il Colonnello” di Piergiorgio Di Cara (il Palindromo)

Recensione di Claudio Guerra

Ci sono libri che sono la prova provata che l’importante non è la storia in sé ma il come la racconti. Se facessi un rapido riassunto del romanzo di Di Cara usando un filo di disonestà, omettendone cioè le originalità e calcando la mano su quanto è rubato da altre storie, potrei far sobbalzare qualcuno facendogli esclamare “Ma questo è … !!!” Potrei anche tirar fuori gli antenati nobili dai quali hanno copiato, in letteratura e cinematografia, quelli che lui riconosce essergli stati d’ispirazione. Come pure ammette che anche Stephen King si è cimentato in qualcosa che ha molte analogie con quello che racconta lui. Di Cara dice di esserne venuto a conoscenza che la sua prima stesura era già stata completata. Lo dice nella nota finale e io gli credo.

Ci sono storie talmente belle che nascono spontanee, perché sono fatte della stessa materia dei  sogni ricorrenti che arrivano quando la prima luce comincia a solleticare le palpebre. Sono fatte del desiderio che ci prende di tornare indietro, rifare qualcosa che ci era venuto bene o di cambiarlo se abbiamo scoperto che era sbagliato. Oppure ancora più indietro, dove non sei mai stato ma avresti tanto voluto essere. Continua a leggere

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Sul comodino della Rambaldi: UNO SPAZIO MINIMO di Rosalia Messina (Melville Edizioni)

Rosalia Messina, siciliana di nascita, vive, lavora e scrive tra Bologna, Firenze e Catania. Cura diversi blog letterari ed è autrice della raccolta di racconti Prima dell’alba e subito dopo (PerroneLab 2010) e dei romanzi: Più avanti di qualche passo (Città del Sole Edizioni, 2013), Marmellata d’arance (Edizioni Arianna, 2013), Gli anni d’argento (Algra, 2015), Morivamo di freddo (Durango 2016) e del libro per bambini Favole a colori (Algra, 2015).

Dal romanzo Marmellata d’arance ha tratto con la sorella Anna l’opera teatrale omonima, vincitrice del premio L’Artigogolo 2017.

Perché un padre e una madre vengono meno al dovere/istinto di amare incondizionatamente e proteggere i propri figli?

Il romanzo di Rosalia Messina ha al centro questa domanda e non è facile trovare una risposta.

Si potrebbe forse dare la colpa a una generica incapacità nel fare i genitori, ma questi figli non amati e non protetti si convinceranno di non essere degni d’amore con tutte le inevitabili conseguenze. Prima tra tutte quella di sentirsi sbagliati e questa convinzione li influenzerà nelle scelte e negli atteggiamenti. Purtroppo non esistono corsi per diventare buoni genitori Continua a leggere

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“Uomo Faber” di Fabrizio Càlzia e Ivo Milazzo (Nicola Pesce Editore)

Recensione di Claudio Guerra

Un paio di premesse prima di parlare di questo volume.

Quando morì Fabrizio De Andrè, nel sempre più lontano gennaio del 1999, una persona che mi conosceva bene arrivò a farmi le condoglianze. Per qualche tempo poi feci anche un sogno ricorrente, quello che ritrovavo, mi arrivava in qualche modo o non so cosa, un nastro con canzoni inedite di Faber. Recentemente mi sono indignato, privatamente e pubblicamente, contro chi aveva eseguito alcune sue canzoni, appiattendole o banalizzandole. Mi è pure sorto il dubbio che il mio entusiasmo per i monologhi di Lella Costa venga principalmente per la caratteristica di inserire citazioni dalle sue famose canzoni nel momento più giusto nel corso dell’affabulazione e con l’adeguata carica emotiva. Continua a leggere

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