Le Spose Sepolte Book-tour

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Il superstite di Massimiliano Governi (edizioni e/o)

Risultati immagini per Il superstite di Massimiliano Governi (edizioni e/o)Recensione di Patrizia Debicke

Il superstite di Massimiliano Governi è un romanzo breve, un noir con un titolo inquietante, parlante. Il narratore, che poi è il Superstite, è il protagonista di una storia terribile, ambientata – o almeno pare – nel Nord Italia. Una mattina, alle otto e mezzo il Superstite, che vive centocinquanta metri più in là, passa davanti alla casa dei genitori, vicina all’allevamento dei polli di suo padre. Stranamente le luci del giardino sono ancora accese e le imposte sbarrate nonostante sua madre abbia l’abitudine di svegliarsi molto presto e dar aria alla casa. E da sotto la porta d’ingresso esce un torrentello d’acqua. Un guasto, oppure? Perplesso, preoccupato entra lasciando la bambina nell’ingresso ad aspettarlo e scopre lo spaventoso massacro generale: padre, fratello, sorella, madre, uccisi, colpiti a morte. La sua famiglia era semplice, non certo abbiente, una famiglia di piccoli imprenditori campagnoli. Chi ha commesso un tale spietato delitto? E perché? Continua a leggere

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LA SETTIMA LAPIDE di Igor De Amicis (Dea Planeta)

Risultati immagini per LA SETTIMA LAPIDE di Igor De Amicis (Dea Planeta)Recensione di Romano De Marco

Definirlo esordiente non è del tutto esatto. Igor De Amicis ha alle spalle una lunga esperienza di scrittura, con racconti inseriti in prestigiose antologie e, soprattutto, con la pubblicazione (per Einaudi) di romanzi per ragazzi che hanno riscosso grande successo in Italia e all’estero.

LA SETTIMA LAPIDE è il suo primo romanzo per un pubblico di lettori adulti e sfugge a una collocazione più specifica nella galassia del genere. Un po’ thriller, un po’ noir, un po’ poliziesco d’azione. Al di là delle definizioni, che in alcuni casi lasciano il tempo che trovano, possiamo senz’altro affermare che si tratta di un gran bel romanzo ascrivibile alla galassia del genere “Crime”.

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Sul comodino della Rambaldi: “Un canto glamour in punta di coltello” di Andrea Biscaro (Meridiano Zero)

Risultati immagini per Un canto glamour in punta di coltelloAndrea Biscaro, scrittore, cantautore, e ghostwriter è nato a Ferrara e vive all’isola del Giglio.

Ha scritto: Illune, Nerone. Il fuoco di Roma, Ballate della notte scura (con Tiziano Sclavi) e Cuoco dell’inferno.

I suoi libri hanno prefazioni autorevoli come: Alda Merini, Erri De Luca, Eraldo Baldini, Roberto Piumini e hanno parlato di lui: Giovanni Mura, Marinella Venegoni, Sergio Zavoli e Franco Carratori.

Il milanese Zeno possiede tutto: fascino, donne, denaro, fama. Non dimostra i suoi quarant’anni, al massimo ne dimostra trentadue-trentatre. È liscio, tonico, palestrato, con zigomi alti e naso affilato da falco. Veste griffatissimo e si circonda solo di cose preziose e costose. Ha un intero staff ai suoi ordini e si è appena permesso il lusso di calarsi le braghe davanti alle telecamere alzando ulteriormente gli ascolti, semmai la sua trasmissione ne avesse avuto bisogno.

Purtroppo Zeno è anche depresso e paranoico e soffre di vuoti di memoria tanto da non ricordare nemmeno, mentre si rimira nello specchio del bagno dopo una nottata di sesso, chi ha lasciato in camera da letto. Continua a leggere

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L’oro dei Medici di Patrizia Debicke van der Noot (TEA)

Nessun testo alternativo automatico disponibile.Recensione di Raffaella Tamba

Dalle sue origini fiorentine, Patrizia Debicke van der Noot trae spunto per una storia che si svolge in uno fra i più complessi contesti della storia moderna: i conflitti di religione intrecciati ai complotti politici del quadro europeo della fine del XVI secolo visti dall’interno di una delle famiglie più potenti dell’epoca, quella dei Medici.

Profonda conoscitrice del genere del romanzo storico, l’autrice rivela uno stile molto particolare che rende la sua prosa nuova, fresca, molto eloquente: non prescinendo da corretti riferimenti ad eventi e personaggi storici, né trascurando la cura di dettagli relativi all’ambiente e alla quotidianità del tempo, utilizza un registro narrativo che ricalca l’asciuttezza e la scorrevolezza della fiaba arricchendola dell’incisività e degli effetti scenici del thriller. Il risultato è un romanzo fortemente evocativo e travolgente. I personaggi sono principi e principesse come nelle fiabe, ma molti di loro sono figure storiche e quindi vincolate a precise esigenze di aderenza alla realtà. Questo li rende credibili oltre che affascinanti. Analogamente, il complotto politico-economico che fa scoccare la scintilla del thriller chiama in causa le grandi potenze dell’epoca, la cattolicissima Spagna di Filippo II, la Francia divisa tra cattolici e ugonotti e l’Inghilterra che trama discreta e sicura. Nello stesso tempo, queste grandi potenze agiscono sulla scena dell’invenzione letteraria attraverso personaggi riconducibili ai classici antagonisti del genere fiabesco: foschi, viscidi, traditori. Coerente con questa sfumatura che la ricollega ad una tradizione narrativa orale (come quella della fiaba o quella delle chansons de geste) è l’originale prosa della scrittrice: breve, semplice, assolutamente lineare. Colpisce l’uso minimo delle subordinate (più che altro relative e dichiarative) e l’assoluta prevalenza di principali, coordinate, o semplici nomi e complementi che rendono la narrazione ed i dialoghi vivaci e penetranti. Continua a leggere

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“Zeig” di Ciano Martino – Giraldi Editore

Risultati immagini per "Zeig" di Ciano MartinoRecensione di Silvia Di Giacomo

Un futuro distopico, uno spunto continuo e ispirato di analisi della società attuale, delle sue distorsioni, i suoi pericoli e le sue trappole.

Con una narrazione raffinata, caratterizzata da un’analisi a tratti filosofica, Martino Ciano  ci porta, anzi ci catapulta, a Colpaca. E lì noi affondiamo, assieme al suo personaggio, Marselo, e all’anima del suo personaggio, Zeig.

Sono i loro occhi, unici e ambivalenti, assenti e rassegnati prima, poi consapevoli e infine corrosi, che ci guidano nella società di Colpaca, nata in seguito alla crisi economica.

Dopo la disoccupazione, la povertà, i suicidi di massa di ex operai, il malaffare, l’analfabetismo e la corruzione, con la ricetta lavoro, benessere e consumo è stato infatti fondato il social consumismo intorno a una grande fabbrica, la Titti-Teet-Troot.
Così, il mondo chiuso della Valle di Cristallo dona una rinascita – o presunta tale- attraverso un sistema che si autoalimenta in un circolo vizioso di lavoro, paura e repulsione della povertà, bisogni indotti, consumi compulsivi, attitudine all’apparire, rassicurazioni materiali e alienazione.
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“Ombre di vetro. Bologna non muore mai” di Fabio Mundadori (Damster)

Risultati immagini per Ombre di vetro. Bologna non uccide di Fabio MundadoriRecensione di Claudio Guerra

Ci sono molti modi per giocare al difficile gioco del thriller. Questa partita, la seconda in cui Fabio Mundadori chiama in campo l’oramai ex commissario Cesare Naldi, è una di quelle giocate a carte scoperte. Cioè una di quelle in cui l’ibridazione con il giallo, il cinema e il fumetto sono più evidenti: l’autore vi mostra rapidamente tutte le carte che ha intenzione di buttare sul tavolo, le più importanti almeno, sfidandovi implicitamente a capire come, quando e perché saranno giocate. Sta all’abilità della sua mano il confondervi, il compiacervi o lo stupirvi.

La storia si svolge intrecciando molte vicende che avvengono a circa trent’anni di distanza. C’è un serial killer che a Bologna si accanisce contro le donne in attesa di un bambino. Le rapisce, asporta il feto dal loro ventre e le uccide con una pugnalata al cuore. Ne fa poi ritrovare il cadavere così scempiato, accompagnandolo con un bigliettino in cui riporta una specie di filastrocca, battuta con una macchina da scrivere Lettera 22: Qualcosa di regalato, qualcosa di smarrito, qualcosa che non sarà mai restituito”. Difficile capire quale di queste cose siano la vita del bambino che non nascerà, la vita di quella che ne sarebbe stata madre o l’oggetto di una coppia che scompare fra quelli indossati dal cadavere. Un orecchino, una calza, una scarpa o un guanto. Continua a leggere

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La storia dell’amore di Nicole Krauss (Guanda 2005)

Risultati immagini per La storia dell'amore di Nicole Krauss (Guanda 2005)Recensione di Piera Carroli

Un caso letterario ebraico americano

La storia dell’amore (Guanda 2005) The History of Love di Nicole Krauss

Traduzione di Federica Oddera.

Nicole Krauss, vincitrice del Best American Short Stories 2008, and The New Yorker (“The Young Painters”, June 2010) e finalista al National Book Award in Fiction nel 2010 con The Great House \ La grande casa , ha raggiunto la fama mondiale con The History of Love \ La storia dell’amore, descritto come uno dei romanzi più amati del decennio. Di famiglia ebraica, madre inglese e padre americano cresciuto in Israele, Nicole Krauss ebbe nonni materni nati in Germania e in Ucraina e nonni paterni nati in Ungheria e Bielorussia. Molti di questi luoghi sono al centro dei suoi romanzi.

The history of love è stato adattato, con lo stesso titolo, dal regista Mihăileanu in lingua inglese e, al contrario del libro, si apre in Polonia. Continua a leggere

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