DALL’ODISSEA A BIANCANEVE ALLE SULTANE

Solferino Editore

Su La Lettura del Corriere della sera

Pubblicato in editoria, femminicidio, Nessuna più, presentazioni, racconti, Uncategorized | Contrassegnato , , , , , , , | 8 commenti

:: Liberi di scrivere Award dodicesima edizione: i vincitori

Biancaneve nel Novecento di Marilù Oliva vince Liberidiscrivere #Award!!!

Liberi di scrivere

Vince la dodicesima edizione del Liberi di scrivere Award:

Biancaneve nel Novecento di Marilù Oliva Solferino 2021

Giovanni è un uomo affascinante, generoso e fallito. Candi è una donna bellissima che esagera con il turpiloquio, con l’alcol e con l’amore. E Bianca? È la loro unica figlia, che cresce nel disordinato appartamento della periferia bolognese, respirando un’aria densa di conflitti e di un’inspiegabile ostilità materna. Fin da piccola si rifugia nelle fiabe, dove le madri sono matrigne ma le bambine, alla fine, nel bosco riescono a salvarsi. Poi, negli anni, la strana linea di frattura che la divide da Candi diventa il filo teso su un abisso sempre pronto a inghiottirla. Bianca attraversa così i suoi primi vent’anni: la scuola e gli amori, la tragedia che pone fine alla sua infanzia e le passioni, tra cui quella per i libri, che la salveranno nell’adolescenza.

Negli anni Novanta, infatti, l’eroina arriva…

View original post 506 altre parole

Pubblicato in Uncategorized | 1 commento

“Furore” da John Steinbeck, adattamento di Emanuele Trevi

Dalla poltroncina rossa di Claudio Guerra

Quella del 2021 è stata la mia estate di Furore. È cominciata a giugno, rovistando frettolosamente fra gli scaffali di una libreria, individuando una copia del romanzo di John Steinbeck nella traduzione più recente. Questo solo per ricordarmi di averlo già in una delle innumerevoli ristampe di quella del 1940 e rinnovare il desiderio di un’altra estate lontana. Quella in cui mi ero innamorato di quell’autore e mi ero riempito la libreria delle sue opere. Sicuramente mi ero perso fra le poche pagine di “Uomini e topi” o de “La perla”, ma i romanzi più corposi erano rimasti intonsi.

Nessuna descrizione disponibile.

Questa estate la mia copia di “Furore” è stata privata della polvere che stazionava sul taglio superiore ed è stata una lettura da far tremare i polsi. Strana coincidenza, ho scoperto fra i mie contatti Facebook un certo numero di persone che avevano letto lo stesso romanzo circa nel mio stesso periodo e ci siamo scambiati impressioni. Io partendo dalla mia versione di un romanzo come era stato pubblicato in un periodo in cui da noi molte cose non si potevano dire, e questo era un libro scomodo anche per gli Stati Uniti, e loro da quella finalmente integrale.

L’arrivo dell’autunno mi ha poi ridato la possibilità di tornare a sedermi sulle poltroncine rosse dei miei amati teatri. Prima a capienza ridotta e poi, finalmente, al 100%, consentendo anche ai teatri che ospitavano le produzioni economicamente più impegnative di riprendere la loro attività e ripartire da dove si erano fermati.

(l’articolo prosegue a p.2) 

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

“Brucia l’aria” di Omar Di Monopoli (Feltrinelli)

#grandangolo di Marco Valenti

Siamo a Languore, nel lembo di Salento che guarda a Levante. In una terra senza Dio, senza speranza, senza futuro. Una terra dimenticata in cui ci si barcamena per sopravvivere alla meglio, all’ombra e sotto lo sguardo silenzioso ma onnipresente della malavita locale. Lo scenario è il medesimo di “Uomini e cani”. Una desolante e squallida realtà di provincia all’estremo sud, in cui tutto è modesto, anche la stessa malavita locale, relegata ai margini dei traffici che contano, cui vengono concesse solo le briciole. Caldo soffocante, siccità, inquinamento ambientale, ma anche povertà, degrado e assenza di scolarizzazione fanno da sfondo alle vicende narrate da Omar Di Monopoli (nella foto a pag. 2) in questo suo ultimo romanzo, il primo per Feltrinelli.

Un luogo che persino i navigatori satellitari si vergognavano di rilevare […] eppoi escavatrici di metallo arenate nello scurore di cantieri agonizzanti, carcami di frigoriferi tra le agavi e vecchi divani lasciati a decomporsi ai bordi dell’asfalto, il lento cataclisma della miseria che anno dopo anno guadagnava terreno fagocitando i sogni degli abitanti di quel regno di nessuno.

È in questo contesto che si muovono i personaggi di “Brucia l’aria”. Perfetti per creare il terreno ideale su cui edificare una storia che non lascia prigionieri sul terreno di guerra. Legati, a vario titolo alla criminalità locale, sono immediatamente riconoscibili per la totale assenza di speranza che colora le loro giornate irrimediabilmente uguali, consacrate alla routinarietà di chi sa che non ha e non avrà modo di riscattarsi e attende paziente un destino segnato. Non c’è speranza per nessuno perché qui piove non sul bagnato, ma sull’indolenza che porta a incolpare il destino delle proprie sventure, senza fare realmente nulla per cambiare le cose

Rocco ha pagato il suo debito con la vita, dopo un passato malavitoso e il carcere, ora guida le autobotti che portano l’acqua, uno dei beni più preziosi in questo deserto. Vive nella (de)cadente masseria di famiglia con l’anziana madre invalida ridotta in sedia a rotelle e il fratello minore Gaetano, nullafacente indolente e ottuso, dedito alle scommesse canine. Nunzia, la sua ex ragazza, ha sposato Vittorio, metronotte, ex carabiniere tossicodipendente, da cui ha avuto un bambino, ed è nel frattempo diventata la badante della madre di Rocco. Intorno a loro i malavitosi locali, più o meno grotteschi, ma sicuramente uniti da una cattiveria e una spietata visione del mondo che li rende pericolosi proprio per la loro ignorante assenza di moralità e visione d’insieme che guardi a un futuro diverso.

Il tungsteno delle lampadine impiccate al soffitto diede forma alle cose. I locali della masseria erano ampi ma decrepiti, punteggiati da una mobilia rada e scolorita. L’acqua piovana aveva disegnato larghe macchie di salnitro sulle mura del soggiorno avaro di finestre, su una delle quali una lamina di plastica trasparente sostituiva il vetro. Una massiccia statua in celluloide di Padre Pio occupava una nicchia nell’angolo prospiciente al cucinotto, laddove la tela cerata che rivestiva il pavimento si arroncigliava qua e là in fessure luride e il rugliare accanito di un congelatore attaccava e staccava a intermittenza.

(la recensione prosegue a p.2) 

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

“Il baby killer della banda della Magliana” di Massimo Lugli e Antonio Del Greco (Newton Compton)

Sul comodino della Rambaldi

Massimo Lugli – si è occupato per 40 anni di cronaca nera per La Repubblica. Ha pubblicato: L’istinto del lupo, Il romanzo di Mafia capitale, la trilogia Stazione omicidi, Il giallo Pasolini e L’ultimo guerriero.

Antonio Del Greco – è stato dirigente della Omicidi ed è attualmente direttore operativo della Italpol.

Insieme i due autori hanno pubblicato: Città a mano armata, Il canaro della Magliana, Quelli cattivi, Il giallo di Via Poma e Inferno Capitale.

Dentro Regina Coeli c’è uno scalino. Chi nun salisce quello nun è romano”, canta un vecchio stornello malavitoso. Luigi Morani sale il famoso scalino con una stretta allo stomaco, la faccia contratta e dura e una strizza folle. Diciotto anni oggi. Un compleanno più schifoso non si può immaginare. Le mura del vecchio carcere che si affaccia su via della Lungara hanno qualcosa di tetro, di minaccioso e nascondono insidie, pericoli, minacce. Per un ragazzino di buona famiglia, reduce da due anni di minorile a Casal del Marmo (la classica reclusione all’acqua di rose, con educatori e psicologi che fanno l’impossibile per strappare i ragazzi a un destino già segnato), l’approdo alla galera vera, quella dei grandi, dei criminali, delle cosche, dei secondini maneschi, delle consorterie criminali d’alto livello, è come tuffarsi in un mare infestato dagli squali.”

Silvio Allevi, 34 anni, detto  Er Fichetto  perché veste come unfigurino, ha fatto casini con la cassa comune e quelli  della banda della Magliana gli stanno alle costole.

Viene ucciso sul Lungotevere da qualcuno che gli spara da una moto.

Tocca al capo della mobile  Tommaso Elleni  indagare sulla sua morte.

I sospetti  cadono su Er Fringuello  che una volta uscito di galera ha fatto perdere le sue tracce.

Elleni incarica i suoi di  raccogliere notizie  partendo dalla sua permanenza in  carcere, mettendo sotto controllo i telefoni di famiglia per scoprire dove abita. Ad aiutarlo nelle indagini trova il bravo cronista Marco Scalesi.

(la recensione prosegue a p.2) 

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

“L’ultima notte di Raul Gardini” di Gianluca Barbera (Chiarelettere)

#grandangolo di Marco Valenti

L'ultima notte di Raul Gardini – Gianluca Barbera - Casa editrice  Chiarelettere

La scelta dell’epigrafe talvolta è un esercizio di stile fine a se stesso. Ma non in questo caso. La scelta di Gianluca Barbera di aprire il suo “L’ultima notte di Raul Gardini” con una citazione di Chandler tratta da “Il lungo addio” è il modo migliore per farci capire in modo inequivocabile quello che sarà il tema portante del romanzo. I morti sono i migliori colpevoli del mondo. Non possono difendersi.

É il 1993 e siamo a Milano. Nonostante l’estate sia decisamente avanzata, un cielo nero non fa presagire nulla di buono. La giornata ha un’importanza vitale all’interno delle indagini di “Mani Pulite”. Il cerchio intorno alla “maxi tangente Enimont” si sta stringendo. Raul Gardini, a capo di un impero finanziario esteso a livello mondiale, è atteso in procura da Antonio Di Pietro per un interrogatorio che però non avrà mai luogo. Viene trovato morto la mattina del 23 luglio nella sua abitazione milanese. Suicidio, come si affrettano a sentenziare le autorità oppure omicidio come qualcuno sussurra sottovoce? Siamo nel pieno della storia recente italiana. Quella legata ad un sistema di malaffare basato sulla corruzione e sulla commistione tra ambienti finanziari e politici molto poco chiara. Da più parti si vocifera che sia già pronto un avviso di garanzia nei suoi confronti, ma che non sia stato ancora spiccato. I magistrati del pool milanese preferiscono che sia lui a presentarsi spontaneamente in procura, anziché arrestarlo come un qualunque ladro di polli. Tutte queste attenzioni rivolte al Gardini uomo prima ancora che magnate della finanza finiranno però per essergli fatali.

Di Pietro prese a balbettare: «Volevo dire che il suo interrogatorio avrebbe rappresentato una svolta per l’inchiesta e per la storia d’Italia. Ma purtroppo tutte le volte che arrivo vicino alla verità qualcuno o qualcosa riesce a fermarmi». «Lei dunque sa che cosa le avrebbe detto Gardini, se si fosse presentato?» «Certo, lo avevo concordato coi suoi avvocati: mi avrebbe raccontato tutto. A chi aveva consegnato il miliardo di lire portato a Botteghe Oscure, chi erano i giornalisti prezzolati, chi i beneficiari della tangente Enimont da centocinquanta miliardi, messa al sicuro tra i rivoli dello Ior. Se lo avessi arrestato il giorno prima, come avevo pensato di fare, e non avessi promesso ai suoi avvocati di farlo arrivare in procura coi suoi stessi piedi, sarebbe ancora vivo».

E se, come detto, non fosse suicidio? Chi avrebbe avuto da guardagnare dalla sua scomparsa, ma soprattutto dal suo silenzio? In tanti, forse in troppi, pensa Marco Rocca, il cronista che tra i primi arriva nell’appartamento di Palazzio Belgioioso, nel cuore di Milano.

(la recensione prosegue a p.2) 

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

“Ho ucciso” di Emiliano Pianini (Newton Compton Editore)                                            

Sul comodino della Rambaldi.

Emiliano Pianini – Carrara – avvocato con la passione per la storia e per l’Inter. L’incontro con La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Dino Buzzati l’ha spinto a scrivere. Ho ucciso è il suo romanzo d’esordio.

“Per nascondere la crescente sensazione di disgusto, si portò un pugno chiuso alla bocca e finse un leggero colpo di tosse. Girò gli occhi verso la parete opposta a quella del letto e vide la scritta.

I cattivi finiscono in modo infelice, i buoni in modo sfortunato. Questo è quel che significa la tragedia.

Il rosso scuro lasciava pochi dubbi: l’assassino aveva usato il sangue delle vittime. Dopo un primo momento di totale sconcerto, il brigadiere Luci si rivolse al maggiore Kaminsky che, fermo alla sua sinistra osservava impassibile la scena.

“Non vorrei disturbare il lavoro dei suoi uomini ma, ripeto, se ci avete chiamati deve esserci un motivo, e io vorrei poter guardare la scena del crimine più da vicino”.

Carrara è uno dei pochi posti al mondo dove non esiste un monumento a un sovrano ma ne è stato eretto uno a un regicida.

Il  romanzo d’esordio di Emiliano Pianini si svolge in  quattro giorni dall’11 al 15 maggio del 1944. La città sotto occupazione tedesca è ridotta alla fame. Nessuno  sa se il vicino è amico o nemico ed è imminente l’avanzata degli alleati. Carrara non è indulgente col fascismo e in  pochi hanno mantenuto i privilegi del regime di Mussolini. Tra questi ci sono  i conti Bigotti.

La loro lussuosa residenza è  immersa nel buio, sono appena passate le due di notte e i coniugi dormono serafici nel  letto  a baldacchino quando un’ombra furtiva striscia nella loro camera.

La misteriosa ombra ne esce indisturbata di li a poco, dopo aver fatto quel che deve fare, senza che la cameriera si accorga di nulla.

(la recensione prosegue a p.2) 

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

“I misteri di Mercurio – La luce delle muse” di Giada Pavesi – disegnato da Kalina Muhova (Emons Raga)         

Sul comodino della Rambaldi

Giada Pavesi – Cremona – ha studiato lingue e letterature straniere all’università di Milano e di Leicester, ha lavorato come traduttrice e bibliotecaria e pubblicato il romanzo MySelf con Piemme.

Kalina Muhova – Sofia – Bulgaria – vive a Bologna dove ha frequentato l’accademia di Belle Arti e co-fondato il collettivo di autoproduzione Brace. Diana sottosopra è il suo primo fumetto da autrice unica.

“Mercurio. Nel becco arancione reggeva un rotolino di pergamena. Fuori le nuvole si davano battaglia e i lampi facevano esplodere la luce nell’immensa sala. I quadri sembravano prendere vita. Il merlo si librò sulle loro teste, sfiorando il soffitto, e infine gracchiò lasciando cadere la pergamena a terra. Poi si posò sulla cornice del quadro in attesa. Lori la afferrò al volo e la srotolò, leggendo ad alta voce:

Mercurio dice: Il quinto mistero segue la luce che sulle sue ali avanti conduce, percorrete della driade le orme e risvegliate la naiade che dorme.”

Con uno smartphone, grazie ai QR Code nascosti tra le pagine de I misteri di Mercurio – La luce delle muse, potrete liberare le voci dei protagonisti e seguire la storia di Artemisia Gentileschi.

Inoltre, scaricando l’App Emons audiolibri potrete ascoltare l’intero racconto e partire per un nuovo viaggio nel tempo con i nostri Jamal, Nina e Lorenzo.

I   giovani  lettori  avranno così modo di immergersi in uno dei più famosi quadri  di Artemisia, quello dove Giuditta e la sua ancella  si apprestano a fuggire dalla tenda di Oloferne.

La  madre di Nina  dirige la Galleria Palatina, uno dei più importanti musei del mondo.

Il museo è un posto magico e lo sanno bene anche Lorenzo e Jamal.

(la recensione prosegue a p.2) 

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

“La volta di troppo” di Caterina Falconi (Clown Bianco Edizioni)

Recensione di Nuela Celli

Rebecca era una donna molto bella, vicina alla menopausa, intelligente, colta, di professione giornalista. Poi, in modo tortuoso ma inesorabile, le cose sono cambiate. L’uomo che adorava e di cui era l’amante, un artista bravissimo ma anaffettivo e dedito a un consumismo sentimentale dalla cinica ripetitività, le ha preferito una donna volgare, sia nell’intelletto che nell’aspetto fisico, innescando in lei, così, una spirale di gelosia e frustrazione. Il giornale per cui lavorava ha chiuso e l’unico vero compagno che abbia mai avuto, un veterinario che l’ha amata e accettata per quello che è, rendendola finalmente felice dopo il cocente abbandono del pittore bulimico di donne e sesso, è venuto a mancare.

A quel punto non le è bastato l’amore per il figlio, verso il quale prova dei dolorosi sensi di colpa, per darsi un senso. Un figlio che l’ha vista correre dal suo amante, negli anni, in un crescendo di strazio e frustrazione, fino all’epilogo finale, e che, di riflesso, ha sofferto per le sue scelte.

Così Rebecca ha iniziato ad ingrassare, a precipizio, non uscendo più dalla sua camera da letto, schiava del frigorifero, accesso facile a una rassicurazione immediata. Allo stesso tempo, mettendo a frutto anni di esperienza, è diventata una detective per cuori infranti. Dopo anni passati a setacciare il web alla ricerca di rivali sentimentali e di rassicurazioni affettive virtuali, è divenuta esperta nel cogliere le tracce che i social network conservano delle relazioni sia ufficiali che non, sapendo gestire come un mago le impostazioni della privacy e le diverse funzioni offerte dai profili personali e dalle pagine dei fan club, con un incrocio di dati che usa la cronologia come screening infallibile.

Il problema, però, si crea quando la sua antica rivale, che già da anni è stata scaricata dal pittore sessuomane, viene brutalmente uccisa e proprio il figlio di Rebecca, Angelo Gatti, deve indagare sul caso. Bello, intelligente e devoto, percorso da una fede profonda e non bigotta, che più volte si presenta tra le pagine di questo libro, il commissario Gatti ha scelto la solitudine dopo la morte dell’amatissima moglie. Rimasto solo con due gemelli, si dedica con tutto se stesso al lavoro, per dimenticare il dolore e la bruciante nostalgia per un passato felice che non può tornare. Il caso dell’omicidio di Colomba De Petris, però, non gli permette di essere sereno e super partes; tra le frequentazioni extraconiugali della donna, molto chiacchierata per la sua condotta sentimentale, c’è infatti Cesare Ferrara, il Picasso d’Abruzzo, come viene spesso appellato, un donnaiolo che ha per anni spento il sorriso sul volto di sua madre.

(la recensione prosegue a p.2) 

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Recensioni al massimo: “Lincoln Highway”

Titolo: Lincoln Highway

Autore: Amor Towles

Traduzione: Alessandra Maestrini

Editore: Neri Pozza

Anno: 2021

Emmett Watson è un ragazzo che ha commesso un errore e per questo ha scontato una pena di poco più di un anno in prigione. Il 12 giugno 1954 viene riaccompagnato a casa, in Nebraska, dal direttore del carcere minorile di Salina. Ad attenderlo c’è il fratellino di otto anni, Billy, con altre persone che si sono occupate di lui, come Sally Ransom, una ragazza battagliera e dalle idee molto chiare. Il piano di Emmett è semplice: sistemare alcune questioni e poi partire con Billy alla volta del Texas, per mettere a frutto le proprie doti da carpentiere. Il piccolo non è, però, d’accordo: avendo trovato alcune cartoline della loro madre che li ha abbandonati da tempo, si è convinto che lei li stia aspettando a San Francisco. Per questo, Billy è deciso a percorrere la Lincoln Highway, la prima strada a collegare gli Stati Uniti da costa a costa. A complicare ulteriormente il tutto, ecco apparire Duchessa e Woolly, che sono evasi nascondendosi nel bagagliaio dell’auto del direttore della prigione. I due sono intenzionati a recarsi a New York per recuperare centocinquantamila dollari e vogliono approfittare della Studebaker azzurra di Emmett. Come andrà a finire?

Il romanzo di Amor Towles può essere definito in vari modi: di formazione, generazionale, d’avventura. Fondamentale, di certo, è il tema del viaggio. Come ha dichiarato lo stesso autore, tre sono le opere che l’hanno ispirato in tal senso: l’Odissea di Omero, l’Eneide di Virgilio e l’Edipo re di Sofocle. Per Woolly il viaggio rappresenta una sorta di ritorno a casa; per Emmett andare verso qualcosa di nuovo (come Roma per Enea); per Duchessa, infine, è in agguato il fato, proprio lui che dalla strada e dal “capriccioso dito del fato” ha imparato tutto. Gli eventi del romanzo sono racchiusi nell’arco di soli dieci giorni. Strutturalmente, la narrazione è affidata al punto di vista dei protagonisti, con una sostanziale differenza: solo Duchessa e Sally “parlano” in prima persona. Un ruolo importante gioca Il compendio degli eroi, degli avventurieri e degli altri intrepidi viaggiatori, scritto dal professor Abacus Abernathe. Questo testo è composto da ventisei capitoli, tante quante sono le figure di cui si narrano le gesta, da Achille a Zorro.

(la recensione prosegue a p.2) 

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

“Il mistero delle dieci torri” di Marcello Simoni (Newton Compton Editore)                                                                                                                    

Sul comodino della Rambaldi

Marcello Simoni – Comacchio – ex archeologo e bibliotecario, laureato in lettere, ha pubblicato saggi storici e molti romanzi come: Il mercante di libri maledetti (premio Bancarella),  Codice Millenarius Saga e Secretum Saga. Tradotto in 18 paesi ha venduto oltre un milione e mezzo di copie.

“La gondola solcò le acque buie nei pressi dell’arsenale, imboccò un canaletto che serpeggiava tra locali di malaffare e proseguì per una diramazione ancor più stretta, accostando sul retro di una chiesa. Ne scese un figuro di media statura coperto da un mantello che malcelava le spalle robuste e la fierezza del contegno. Congedato il gondoliere, si calcò in testa un cappellaccio e allungò il passo per un calle deserto. Il luogo dell’incontro era vicino, e tuttavia quella notte di ottobre pareva ideale per ricevere una pugnalata alla schiena. Per questa ragione tenne l’orecchio teso e la mano pronta sull’elsa della spada, una lama corta buona a farsi valere negli arrembaggi.”

Il mistero delle dieci torri  è un castello che vede un personaggio per ogni torre con una storia da raccontare.  

Il terzo  libro del 2021 di Marcello Simoni  raccoglie  infatti dieci racconti  pubblicati nel corso degli anni per giornali e antologie. Dieci  storie altrimenti destinate ad andare perdute,  qui  ritrovate e rivisitate. Avventure che si ispirano  a Salgari,  al mystery e al gotico, in cui gli affezionati lettori ritroveranno alcuni personaggi  che  già conoscono ma anche tanti protagonisti  nuovi.

Il mistero delle dieci torri  è un vortice di avventure che raccoglie due racconti ambientati in Sicilia, quattro dedicati al mare e altri quattro ispirati al mistero, impreziositi  dai disegni dell’autore.

È  un viaggio nei secoli tra terra e mare che spazia dalla nascita della città etrusca di Spina, alle battaglie navali dei pirati del Mar Levante, passando per la Sicilia di Federico II e per i foschi acquitrini ferraresi densi in nebbie e segreti.

Ci troverete storie di alchimisti, di statue che si ribellano all’uomo, di scrigni misteriosi, di battaglie coi turchi, di mappe del Nuovo Mondo da ritrovare, di libri da difendere a tutti i costi, di  emozionanti arrembaggi, di tagliaborse, di  necropoli etrusche e di un guerriero con uno scudo d’oro sulla schiena.

(la recensione prosegue a p.2) 

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento