Questo libro non esiste e La Squola – APPUNTAMENTI 2016

torta

  • 28 agosto GABICCE

Libreria Sogni e Bisogni

con Romano De Marco

*****

  • 7-11 settembre Mantova

Festivaletteratura

*****

  • 17 settembre Parma

Libreria Ubik – ore 18.30

con Stefano Piedimonte

*****

  • 19 settembre BOLOGNA

Libreria Festa Dell’Unità Parco Dozza

con Alessandro Berselli

(sopra: Torta ispirata alla copertina del libro,  ideata da Giovanna Geremicca)

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Emily Maguire, An Isolated Incident

Articolo di Piera Carroli

Emily Maguire, An Isolated Incident, Pan MacMillan Australia, 2016

Emily Maguire's new novel traces the effects of a senseless murder on the people of a small rural township.

La guerrera dell’emisfero sud? Non proprio… ma l’autrice ribalta la tradizionale crime fiction con il suo nuovo romanzo ambientato  in una fittizia e minuscola cittadina dell’outback australiano.

Anche nel libro di Maguire, come in Please don’t leave me here di Tanya Chandler On Brunswick ground di Sainte Phaille, la svalutazione delle donne regna suprema, purtroppo.

Nell’immaginaria cittadina di Strathdee, (dalle parti di Wagga Wagga, NSW) la desolazione dell’outback australiano e l’isolamento, in particolare delle donne, è molto più forte e degradante. Nella cittadina, ormai, si fermano solo i camionisti a mangiare o dormire, visto che si trova a metà strada tra Sydney e Melbourne, e la superstrada devia per evitare il paese.   La disoccupazione, l’alcool, la violenza giornaliera e la terra secca e brulla rendono la gente e la lingua  aspra, dura. Un linguaggio intenzionalmente sessista: “she heard it clearly this time  gash. her throat constricted…gash, slit, axe, wound, cunt” (pp.199-200)

Ma non induriscono Bella – che non conosceremo mai – e che nelle descrizioni di tutti pare una stella, un fiore che questo deserto non meritava.

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Maurizio de Giovanni – Serenata senza nome

serenata

Recensione di Marco A. Piva

Serenata senza nome

(Notturno per il commissario Ricciardi)

EDITORE: Einaudi

PAGINE: 386

Napoli, autunno del 1932. Piena era fascista. Il pugile Vincenzo Sannino, una volta “orgoglio della razza italiana” per aver vinto il titolo mondiale dopo essere emigrato negli Stati Uniti, è caduto in disgrazia presso il fascio per aver deciso di ritirarsi dopo aver accidentalmente provocato la morte sul ring di un avversario (e tra l’altro un uomo di una “razza inferiore”). È tornato appunto a Napoli, che aveva lasciato da ragazzo, per riconquistare il cuore di Cettina, la fidanzata dell’adolescenza che mai aveva dimenticato. Scoperto che, nel frattempo, Cettina ha sposato un commerciante di tessuti, Sannino non si da per vinto e, in preda ai fumi dell’alcol, anzitutto le organizza una serenata, poi minaccia il marito, Costantino Irace.

La mattina dopo, Irace viene trovato per strada, morto, ucciso a furia di botte. Non è una rapina, perché il cadavere ha in tasca una grossa somma di denaro. È logico che il sospetto principale sia proprio l’ex pugile, tra l’altro, come accennato più sopra, inviso dal fascio. Ma il commissario Ricciardi e il brigadiere Maione non ne sono del tutto convinti.

Oltre a occuparsi del caso, poi, Ricciardi – sempre tormentato dalla visione degli spiriti delle persone che hanno avuto una morte violenta – ha un problema di cuore piuttosto complesso: la giovane di cui è invaghito sembra infatti sul punto di fidanzarsi ufficialmente con un militare tedesco. Maione, nel frattempo, ha la famiglia intera in preda all’influenza e ha ricevuto una disperata richiesta di aiuto da parte di Bambinella, un femminiello (ora lo chiameremmo un trans) il cui “amico speciale”, un ricettatore, rischia la vita a causa di uno sgarro involontario commesso nei confronti di chi gestisce l’intero sottobosco criminale della città. Continua a leggere

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Molly Bloom, Scuola di scrittura

SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER I CORSI 2016/17

tenuti dalla Scuola di scrittura Molly Bloom

Leggere e scrivere sono attività che ci trasformano, sollecitando pensiero e immaginazione, volontà e sensibilità. La letteratura è uno «stato di eccezione» della lingua; e non si possono sperimentare i limiti della lingua senza sperimentare contemporaneamente i limiti della propria identità: «conosci te stesso!». Ecco perché scrivere è un’investigazione attorno all’io che ci è sconosciuto, un antidoto contro l’angoscia.

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a cura di Emanuele Trevi, Leonardo Colombati, Alessandro Piperno, Paolo Giordano e Sandro Veronesi

Si terranno a Roma i corsi di primo e secondo livello che attraverseranno le tappe più significative della scrittura: dalla parola, alla voce, alla coscienza, ai personaggi: lezioni, workshop e lectio magistralis per accostare gli aspiranti scrittori o gli appassionati al mondo della produzione narrativa creduta, a torto, tanto semplice da raggiungere. Scrivere è passione, ma è anche tecnica e sudore.

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Wulf Dorn, Incubo

wulfWulf Dorn, Incubo, Corbaccio 2016

Recensione a cura di Giada Trebeschi

Simon è un adolescente con la sindrome di Asperger, che perde i genitori in un incidente stradale di cui lui è l’unico sopravvissuto. Non vi racconterò altro della trama del romanzo perché questo è più che sufficiente per far sedere sul petto di Simon quel mostro, quell’incubo che, come nel quadro di Füssli, lo opprimerà dall’inizio alla fine del libro.

Ma chi è quel mostro?

È questo il punto chiave del romanzo. Quel mostro, generato dal sonno della ragione e dalla paura è il lupo cattivo che insegue e terrorizza Simon e il lettore. Proprio il lupo è il simbolo dualistico attorno al quale Wulf Dorn crea quella spirale terrificante che inghiotte non solo i protagonisti ma ogni cosa. Inghiotte e distrugge, esattamente come farebbe il Leviatano, mostro di biblica memoria, o il mostruoso lupo Fenrir della mitologia norrena, entrambi simboli duplici del caos primordiale e della fine del mondo, dell’alfa e dell’omega che si sovrappongono e si confondono. Non è un caso che il disegno del lupo in copertina si rifaccia alle più antiche e tradizionali rappresentazioni delle bocche del Leviatano e di Frenir tanto da potervi essere facilmente sovrapposto così come è illuminante il titolo originale in tedesco: Die Nacht gehört den Wölfen” – la notte appartiene ai lupi. Continua a leggere

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RubriCate: COMINCIA ADESSO

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FUGHE ED EVASIONI QUOTIDIANE

a cura di Simone Scaffidi

Eris edizioni

Quello che stringete tra le mani è un raro esemplare di galera narrativa. Una nave agile che solca il mare aperto delle inquietudini quotidiane, alla ricerca di un’onda liberatoria che restituisca il senso della fuga.

Inizia così la prefazione del curatore, Simone Scaffidi, che ha reclutato, per l’impresa, un equipaggio di narratori e illustratori strepitosi.

Raramente capita di imbattersi in un’antologia a tema i cui scrittori siano tutti caratterizzati da una potente voce autoriale e abbiano una prosa altamente professionale, incisiva, conturbante. Che siano, in altre parole, tutti così bravi, anche nel rendere una tematica tanto scabrosa e dolente, quella delle prigionie e dei tentativi di ammutinamento, fuga e liberazione, senza mai scivolare nella retorica o nel buonismo cari alla mentalità perbenista degli ipocriti.

I racconti, infatti, elogiano senza celebrazioni i fuggiaschi e le fuggiasche che iniziano la propria emancipazione, o meglio danno il primo strattone alle catene, nel momento in cui impugnano la consapevolezza di essere nei ceppi e intuiscono la possibilità di sottrarsi. Continua a leggere

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RubriCate: NELLE CURVE DEL SILENZIO di Antonio Giampietro

Opere pittoriche di Michele Condrò, FalVision Editore

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Nelle curve del silenzio” è una raccolta poetica di Antonio Giampietro, intervallata da riproduzioni di quadri di delicata bellezza. Anche le poesie sono molto belle, ma la loro bellezza è connotata da una cheta disperazione. Dallo sguardo sghembo del viaggiatore, persuaso che il mondo gli corra accanto. Il poeta si pone verso il proprio desiderio, e il subitaneo strazio di averne solo sfiorato l’oggetto, come un’anima tesa a captare. Le visioni e i suoni colti, tuttavia, sono insufficienti a descrivere, e persino a trattenere il ricordo. V’è sempre troppa, o insufficiente luce, e i volti amati che affiorano sono già intrisi di fugace rimpianto. Scintille e schegge colpiscono le immagini, quasi pittoriche. Persino i suoni sono frantumati. Talvolta, in questi accorati versi, che delicatamente avvolgono come un pudico ma irresistibile abbraccio, irrompono l’olfattività e i sapori. Il mondo allora si fa a tratti sapido e sensuale.

Mentre il tempo, mai ritmato, investe ed è già oltre come il vento. Continua a leggere

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A prima vista: stranger things

di Corrado Ravaioli


Preannunciata come la “next big thing” estiva è finalmente arrivata Stranger things, nuova serie targata Netflix. Un prodotto difficile da catalogare in un genere perché siamo di fronte alla produzione più citazionista di sempre. In particolare è presente tutto l’universo nerd e pop che ha segnato intere generazioni durante gli anni ’80, dai videogiochi a Tolkien, E.T. e i Goonies, e tanto altro ancora.

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Protagonisti sono quattro adolescenti appassionati di Dungeons and Dragons e storie misteriose che si trovano ad affrontare in prima persona un’avventura più grande di loro. Continua a leggere

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