“Linea di sangue” di Angela Marsons (Newton Compton)

Recensione di Patrizia Debicke 

Nuova drammatica e coinvolgente avventura dell’ispettrice Kim Stone per la penna di Argela Marsons, autrice del celebre bestseller Urla nel silenzio. Mi pare indispensabile, nel caso qualcuno non avesse letto i suoi romanzi precedenti, presentare ai lettori la sua protagonista: Kim Stone, giovane donna tutta d’un pezzo, appassionata di moto, credibile, dura, quasi crudele con se stessa, spesso asociale al punto di sembrare priva di sentimenti, ma un ottimo poliziotto anche se spesso esce fuori dalle righe. Conosciamo già i suoi scheletri nell’armadio, il suo passato da incubo con l’agghiacciante morte a sei anni del suo gemello, ucciso da una madre schizofrenica. Poi anche se i successivi affidamenti non sempre felici le hanno “regalato” sfiducia generale nelle persone, è un bel personaggio che crede nel suo lavoro e che vorrebbe garantire sempre giustizia per tutti.

Kim lavora con la sua squadra nella Black Country, (l’area delle Midlands Occidentali inglesi, che comprende la parte nord e ovest di Birmingham e la parte sud ed est di Wolverhampton). Ogni volta si butta a capofitto nelle indagini, pretende il massimo da se stessa e dai suoi, che l’adorano e la lasciano agire a suo modo. L’unica persona e collaboratore da cui a conti fatti si lascia avvicinare è il suo vice e collega Bryant e l’unica abbastanza recente debolezza è stata l’accettazione nella sua vita di Barnie, un border collie rimasto senza padrone. Kim è una dura e pura, crede fino in fondo nel suo lavoro e vorrebbe sempre poter offrire giustizia a tutti. Tutti i romanzi di Angela Marsons che la vedono all’opera, pur narrando ciascuno una storia finita, fanno comunque parte di una concezione seriale. Quindi, se si volesse fare un approfondimento sui diversi interpreti che le fanno ala, quali Woody il suo capo, Bryant, il suo vice e poi Stacy e Kev, il resto del team, e una migliore comprensione delle loro personalità e delle scelte di vita, suggerirei senz’altro di leggere anche i precedenti. Ma torniamo a noi e a La linea di sangue. Non ci sia annoia al dipartimento di Investigazione criminale di Halesowen. Kim Stone e la sua squadra hanno appena messo a segno l’arresto di una stupratore seriale, quando una telefonata li spedisce a Coley Gate, una zona del famigerato quartiere di Tanhouse una donna quaranta/cinquant’anni circa è stata uccisa nella sua macchina una Vauxall Cascada, in sosta su una piazzola. La vittima, una stimata assistente sociale elegantemente vestita, è stata colpita da un’unica letale coltellata. Gli agenti che l’hanno trovata ipotizzano una rapina . Ma la donna ha ancora il cellulare, il suo Rolex al polso e nella borsa a terra il portafogli pieno fa bella mostra di sé, Quindi la rapina non quadra, bisogna scavare altrove. Quando pochi giorni una giovane tossicodipendente locale viene trovato ammazzata e con un’identica ferita, Kim Stone sa per istinto di avere a che fare con lo stesso assassino. Eppure non c’è niente a collegare le due vittime, tranne l’inquietante precisione con cui sono state eliminate: una unica coltellata. L’indagine si presenta subito difficile e con pochissimi appigli. E Mentre Kim è alle prese con il caso, un fantasma del passato torna a farle visita con un’inquietante lettera che riapre antiche ferite, non cicatrizzate. E già, perché nel frattempo a pochi chilometri di distanza la dottoressa Alexandra Thorne una psichiatra sociopatica che la Stone ha fatto mettere dietro le sbarre, una diabolica manipolatrice sta tessendo la sua rete dall’interno delle mura della prigione di Drake Hall, usando le peggiori arti della sua professione per minacciare, condizionare e plagiare i suoi compagni di prigionia, coinvolgendo nei suoi piani anche i carcerieri. La Thorne ha in mente un gioco molto pericoloso, addirittura letale ed è pronta a distruggere chiunque si metta sulla sua strada. E il suo perfido gioco che va a mischiarsi subdolamente con l’indagine in corso, riuscirà a togliere a Kim parte della sua lucidità. Lei e la squadra dovranno perciò districarsi in una doppia rete di bugie, inganni, pericoli mentre si sforzano di mettere insieme i pezzi dell’indagine. C’è in azione un killer che apparentemente non lascia scampo, un killer che colpisce e continua a colpire senza pietà. Se Kim Stone vuole riuscire a fermarlo, dovrà restare vigile per liberarsi dalle trappole che le si stanno stringendo attorno, anche se ciò significa mettere in grave pericolo la sua stessa vita. Non basta, qualcuno della sua squadra forse sta rischiando un pericolo mortale e stavolta Kim potrebbe non arrivare in tempo. Un thriller intrigante, in cui la molla di ogni male è solo la vendetta, che incolla il lettore dalla prima pagina alla drammatica e conclusiva svolta finale. Una serie centrata sull’eccellente caratterizzazione dei diversi personaggi. Ma anche su la crescita della squadra dipartimento di Investigazione criminale di Halesowen che funziona sempre meglio e diventa più coesa. E soprattutto su Kim Stone che a conti fatti sta cambiando. Forse anche il titanico scontro contro un malvagio avversario quale la dottoressa Alexandra Thorne, contribuirà a farle superare e accettare i suoi antichi demoni e in un certo senso a far pace con se , rendendola più aperta, più umana.

Angela Marsons è passata dal servizio di sicurezza al Merry Hill Shopping Center all’auto pubblicazione, sino a vendere più di tre milioni di copie. Tutto questo è iniziato nel 2015 quando è uscito il suo primo libro “Urla nel silenzio” che divenendo un successo internazionale ha consegnato all’immaginario collettivo Kim Stone, protagonista di quel romanzo e dei cinque successivi, tra cui anche “Linea di sangue“.

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