Francesco Rapiti – L’uomo delle favole

Risultati immagini per Francesco Rapiti – L’uomo delle favoleRecensione di Martino Ciano

Oltre cinquecento pagine per un romanzo che sa trasportare il lettore in una storia fuori dal comune. Da sempre sono convinto che l’editoria indipendente sia davvero una grande opportunità per chi vuole dar sfogo alla propria fantasia. L’opera di Rapiti, giovane scrittore romano, ne è la dimostrazione.

Partiamo dall’ambientazione. Little Wood è una piccola cittadina dell’entroterra immersa tra i boschi e la nebbia. È la tipica località in cui per lunghi periodi non accade nulla, ma dove tanti segreti riposano. Rosie, una donna amata da tutti e dalla vita impeccabile, è la prima vittima del serial killer, che si ispira ad alcune favole noir scritte da Marie Winter, la tipica autrice “locale” guidata da una passione sfrenata per la parola, ma la cui genialità non viene compresa. Come sempre, nessuno è profeta in patria.

A indagare sui misfatti, John Fahrenheit, poliziotto che dalla metropoli è stato trasferito nella ridente Little Wood per un periodo di correzione. Il suo amore per la giustizia, infatti, lo ha spinto a commettere qualche imperizia. A volte capita. Riuscirà a mantenere la calma nel corso di questa delicata situazione? Logicamente, lo scoprirete leggendo.

Man mano che andrete avanti con le pagine scoprirete che questa cittadina ha molto da raccontare, ed è proprio qui la capacità di Rapiti, ossia, quella di non rendere tutto scontato. È normale che in un thriller ci siano dei colpi di scena, che laddove alberghi la tranquillità si annidi qualcosa di macabro e di scabroso, ma a fare la differenza è il modo in cui si intrecciano verità e finzione. Se è vero che la letteratura è quel luogo in cui ogni logica può essere sovvertita, è anche importante tenere sempre vivi i legami con la realtà, senza mai dimenticare che anche la finzione deve avere una logica. In poche parole, il surreale dev’essere il fine e non il mezzo di una storia degna d’attenzione.

Importante anche la componente psicologica del romanzo. Ogni personaggio si racconta e ciò dà al lettore la possibilità di immergersi maggiormente in questa cittadina dalle mille sfaccettature. L’uomo delle favole di Rapiti, insomma, è un incubo a occhi aperti raccontato con lucidità e gusto e in cui si riscontra anche un certo amore dell’autore per quella letteratura tardovittoriana, in cui l’austerità era compensazione di turpi manie domestiche.

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