Recensioni al massimo: “Middle England” di Jonathan Coe (Feltrinelli)

Risultati immagini per "Middle England" di Jonathan CoeRecensione di Massimo Ricciuti

A sedici anni di distanza da La banda dei brocchi e a tredici da Circolo chiuso, Jonathan Coe riporta in scena alcuni personaggi dei due romanzi citati. Lo fa con Middle England, in cui racconta vari aspetti della vita pubblica e privata in Gran Bretagna, dal 2010 fino ai giorni nostri. Ritroviamo, in particolare, due dei fratelli Trotter, Benjamin e Lois, che fungono da collante fra le diverse vicende. I tre romanzi narrano quarantacinque anni di storia inglese, con al centro la vita politica del Paese. Ecco perché in Middle England assume un’importanza fondamentale il referendum del 23 giugno 2016, con cui il popolo britannico ha votato a favore dell’uscita dall’Unione europea, la cosiddetta Brexit. Un evento destinato a sconvolgere tante esistenze, comprese quelle di alcuni protagonisti del libro. A cominciare da Sophie, figlia di Lois e nipote di Benjamin: ricercatrice universitaria dalle idee progressiste, conosce e sposa Ian, che ha una visione diversa della vita e del mondo. Divergenze che vengono a galla durante la campagna per il referendum e dopo il suo svolgimento, causando un allontanamento fra i due. È la Gran Bretagna intera a essere spaccata e uno dei temi principali è il politicamente corretto, da molti avversato e visto come una sorta di razzismo al contrario.

Tornando ai fratelli Trotter, entrambi sono legati ad avvenimenti del passato dai quali non riescono a liberarsi. Lois, nel 1974, si trovava in un pub di Birmingham insieme al suo ragazzo quando esplose una bomba piazzata dall’IRA: il giovane Malcolm venne ucciso e lei, dopo più di quarant’anni, porta ancora dentro di sé i segni dell’accaduto. Benjamin (conclamato alter ego di Coe) è, invece, ossessionato da Cicely, che considera la donna della propria vita, pur non vedendola né sentendola da tempo. Si crogiola così nel ricordo di ciò che c’è stato fra loro, barcamenandosi fra l’assistenza all’anziano padre e il sogno di pubblicare un libro, alla cui stesura ha dedicato due decenni e il cui fulcro è la storia con Cicely.

Il romanzo alterna momenti drammatici a momenti quasi comici e si conclude con una nota di lirismo. Anche la musica riveste grande importanza nelle opere dell’autore e sulle note di Adieu to old England di Shirley Collins cala il sipario su quarantacinque anni di vita dei Trotter, una classica famiglia delle Midlands inglesi. Se La banda dei brocchi è uno dei punti più alti raggiunti da Coe e Circolo chiuso un seguito un po’ forzato, Middle England è la degna conclusione di questa saga, con uno sguardo di speranza verso il futuro. A meno che l’autore non voglia aggiungere un ulteriore capitolo… ma questo può saperlo solo lui.

Il punto massimo:

Si lasciò andare sulla sedia e sbirciò dalla finestra. Fuori non era ancora del tutto buio, ma indugiava una penombra delicata e tranquillizzante, tanto che pochi secondi dopo cominciò a gustare il piacere, che non mancava mai di rasserenarlo, di essere da solo. Era stato contento di vedere gli amici, ma preferiva la solitudine. Annoiato dai suoi pensieri, come spesso gli capitava, nondimeno trovava confortanti i loro schemi e le loro prevedibili traiettorie. Era seduto proprio lì, su quella sedia, dopo che i suoi colleghi se ne erano andati, nel gelido pomeriggio di un venerdì di gennaio del 1977, ma dopo qualche minuto si era reso conto di non essere affatto solo e che nella stanza accanto lo aspettava Cicely Boyd; seduta – o meglio, accucciata – al tavolo editoriale con la schiena alla porta e un piede nudo infilato sotto il sedere, i celebri capelli biondi raccolti in una coda di cavallo che scendeva fin quasi alle reni. La prima cosa che lo aveva avvertito della sua presenza (una presenza cruciale che gli avrebbe cambiato la vita) era stato l’odore del fumo della sua sigaretta. Il ricordo era ancora così potente – l’immagine così vivida – che riuscì quasi a sentire di nuovo quell’odore. Gli sembrava di vedere il fumo che si librava nella stanza, spostandosi in spirali e arabeschi verso la sua scrivania e davanti ai suoi occhi.

Ebbe un rantolo e si girò sulla sedia. Dietro di lui, una figura era seduta su una sedia con lo schienale contro il muro. Una figura amorfa, indistinta, l’unico tratto che la distingueva era il punto di luce rossa della sua sigaretta. Una figura che in quel momento pronunciò un’unica parola sinistra, a voce bassa ma con sconcertante enfasi mentre esalava un altro sbuffo di fumo e lo soffiava lontano . “Fantasmi…”

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Una risposta a Recensioni al massimo: “Middle England” di Jonathan Coe (Feltrinelli)

  1. patrizia debicke ha detto:

    ok

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