“Vuoto per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio De Giovanni (Einaudi, Stile Libero)

Risultati immagini per vuoto per i bastardi coverRecensione di Patrizia Debicke

Dopo un’anteprima, diciamo una specie di spuntino interpretato dall’autore a Boook city, Vuoto per i Bastardi di Pizzofalcone va in libreria oggi 27 novembre. Ma subito la prima domanda che si pone il lettore sarà perché si intitola Vuoto questo romanzo, in cui si riparla di questa sua ormai stracollaudata squadra di successo nella vita letteraria e sullo schermo dei Bastardi di Pizzofalcone? Mi pare, ma correggetemi se sbaglio, di interpretare che Maurizio De Giovanni abbia deciso di servirsi del termine vuoto nel suo più completo figurato significato di: mancanza, assenza, carenza, insufficienza, deficienza, lacuna ed omissione. Realtà oggettive che conosceremo, incontreremo e affronteremo tutte nel corso della trama venate come sempre da ansia, struggimento e da un malinconico senso di incertezza e incompletezza.

Ma torniamo a noi. Iniziare un romanzo nero, di quelli che vanno a cercare le ombre nei bui meandri delle anime, con il linguaggio di una carezza può forse sembrare strano. Ma se si tratta dei Bastardi di Pizzofalcone, che con le ombre proprie e altrui combattono sempre, forse tanto strano non è. Anche le vite all’apparenza più serene possono nascondere qualcosa. La protagonista di questa storia è Chiara Fimiani, una professoressa quarantaduenne che insegna lettere nell’Istituto Tecnico Siani. La donna è sposata da più di vent’anni con un ricco industriale, Marcello Baffi, ben noto ai media e con serie mire politiche. Ma quando la donna scompare nel nulla, solo la collega insegnante di matematica, quasi un’amica, che due giorni prima ha ricevuto da lei l’inquietante messaggio. “Questo stasera mi ammazza” e da quel momento non è più riuscita a mettersi in contatto, si preoccuperà e si farà accompagnare dal vice preside al commissariato di Pizzofalcone a mettere la polizia sull’avviso.

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Ma la Fimiani manca da meno di tre giorni, la famiglia non ha sporto denuncia, c’è solo quella strana telefonata, troppo poco forse per muoversi? Ciò nonostante la squadra di Palma, nella quale per coprire la forzata assenza di Pisanelli (operato e in ospedale), è stato provvisoriamente inserito un elemento di tutto rispetto e new entry di forte impatto emotivo, Elsa Martini, rossa e determinata vice ispettore, anche lei come i colleghi con una tara sul curriculum, pensa invece che gatta ci covi. Approfittando di un momento di calma in commissariato, dopo una delle loro consuete riunioni plenarie, i Bastardi decidono di intraprendere una prima indagine informale. Qualche particolare li mette in allarme, ma il marito, che ha sì avuto una discussione con lei, è invece convinto che la moglie si sia allontanata di propria volontà. Ancora arrabbiata probabilmente. Forse, ma? Altri corposi indizi tuttavia spingono presto i Bastardi ad approfondire le indagini, a imporsi il compito di ritrovarla. O almeno ritrovare il suo corpo. Saltano fuori tracce che poco a poco diventeranno prove, facendo loro scoprire anche quello che non vorrebbero e portando alla luce la perversione, il male nascosto negli angoli più bui di esistenze che sembravano specchiate, altruiste e che invece sono dominate da un’ombra, che le fa nere e diabolicamente disumane. Quindi un mostruoso vuoto, uno spaventoso buco nella coscienza. Ed è questo stesso vuoto, denso di sfumature per ogni paura e per ogni orrore, che dovranno fronteggiare anche i Bastardi. Vuoto nelle vite di quelle famiglie che la povertà ha costretto a privarsi degli affetti? Vuoto da colmare per Pisanelli, degente in ospedale dopo l’operazione che gli ha salvato la vita? Ma la perdita di colui che pensava degno di stima, fiducia e reciproco affetto di anni e quel letto in camera accanto a lui che diventerà vuoto potranno forse essere colmati dalla scoperta del maldestro ma sincero attaccamento di Aragona? Vuoto, incertezza e forse rimorso nella vita della rossa vice commissario Elsa Martini? Ma forse riuscirà a imparare qualcosa dagli altri? Vuoto per Lojacono costretto ad affrontare i suoi fantasmi e per Laura Piras. Potranno mai trovare una strada per colmarlo insieme? Vuoto per Palma e Ottavia, ma forse due anime tristi sapranno incontrarsi? Vuoto per Romano con quella tremolante luce, il sorriso di una bambina, che rischiara il fondo al tunnel? Vuoto per Alex da colmare vincendo ogni remora? Vuoto per Aragona, che saprebbe essere poliziotto e forse si scoprirà più debole ma più umano e più forte? Vuoto che poi è non accettazione della solitudine per Buffardi, il duro, il puro, forgiato da una vita difficile, che non voleva ma stavolta ha rischiato di lasciarsi fregare dai sentimenti? Ma forse, e vale per tutti, si può sempre arrivare coraggiosamente a riempire un vuoto? Arrivederci Maurizio e grazie davvero. Alla prossima.

Maurizio De Giovanni è nato nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora, è autore della fortunata serie di romanzi con protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta, su cui è incentrato un ciclo di romanzi, tutti pubblicati da Einaudi, che comprende finora: Il senso del dolore (2007), La condanna del sangue (2008), Il posto di ognuno (2009), Il giorno dei morti (2010), Per mano mia (Einaudi, 2011), Vipera (2012, Premio Viareggio, Premio Camaiore), Anime di vetro (2015) Serenata senza nome (2016), Rondini d’inverno (2017) e Il purgatorio dell’angelo (2018). Insieme a Sergio Brancato ha pubblicato due graphic novel sulle inagini del commissario Ricciardi: Il senso del dolore. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2017) e La condanna del sangue. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2018). È anche autore di: Storie azzurre (Cento Autori, 2010), una raccolta di quattro racconti lunghi dedicati al Napoli, la sua squadra del cuore; Il metodo del Coccodrillo (Mondadori, 2012, Einaudi 2016; Premio Scerbanenco). Con I bastardi di Pizzofalcone (Einaudi 2013) ha inaugurato un nuovo ciclo contemporaneo, sempre pubblicato da Einaudi, continuato con Buio per i Bastardi di Pizzofalcone (2013), Gelo per i bastardi di Pizzofalcone (2014), Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone (2015), Pane per i bastardi di Pizzofalcone (2016), Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone (2017) che vede protagonista la squadra investigativa di un commissariato partenopeo. Il suo racconto Un giorno di Settembre a Natale è incluso nella raccolta Regalo di Natale edita da Sellerio nel 2013. È uscita nel 2014 un’altra raccolta di racconti gialli dal titolo Giochi criminali dove il suo testo Febbre appare accanto a quelli di De Cataldo, De Silva e Lucarelli. Inoltre, il suo racconto Un telegramma da settembre è incluso nell’antologia Sellerio La scuola in giallo, del 2014. Nel 2015 pubblica Il resto della settimana (Rizzoli)e Skira Una domenica con il commissario Ricciardi (Skira). Nel 2017 partecipa con un suo contributo alla raccolta di saggi Attenti al Sud, edito da Piemme, e con Rizzoli

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