“Attraversare la notte” di Hervè Le Corre (e/o)

Recensione di Patrizia Debicke


Questa volta, Le Corre abbandona il XIX secolo e la capitale per un romanzo ambientato nella sua città, Bordeaux, durante il movimento dei “gilet gialli”, all’inizio del 2019. Il suo protagonista è il comandante  Jourdan, un poliziotto provato, che si sente alla deriva e ,ribelle e disilluso, cerca a suo modo di riparare ai torti. 
Le sue giornate, da tanto tempo ormai, sono diventate  un drammatico  susseguirsi di cadaveri, di balordi in fuga,  solo costellate da scene di orrore, disperazione  e sangue. Non ne può più, è esaurito e  disgustato dalla vita che fa. E in più  il suo lavoro ha finito con escluderlo dal mondo. Si sente  come se fosse  circondato da dei  fantasmi senza aver più tempo per una  vera  vita. E,  senza neppure poter reagire, in bilico tra tristezza e rabbia,  vede sua moglie e sua figlia,  che ha amato e continua ad amare , allontanarsi da lui progressivamente.
Ma un crudele assassino, un individuo spietato dall’aspetto qualunque, insomma insospettabile e che si scoprirà presto essere un killer seriale di  giovanissime  donne, imperversa a Bordeaux. E il compito di dargli la caccia graverà soprattutto sulle spalle  del comandante Jourdan,  considerato dai superiori  un eccellente poliziotto se non il migliore.  E proprio  lui  in una Bordeaux invernale, crepuscolare, affogata dalla pioggia, dalla nebbia o dal vento, con come unico indizio una somiglianza riscontrata in un test di DNA, si metterà sulle sue tracce, affiancato dalla sua  valida squadra composta da intelligenti  e duttili  collaboratori.
Finché per la denuncia di un’amica e vicina, che ha udito i colpi contro il muro  e le  grida di terrore  incontrerà Louise.
Louise, vive  in un piccolo appartamento con il figlio. È ancora molto giovane, ma risente della prima fase di un’ esistenza segnata dalle cicatrici della prematura  scomparsa dei genitori, colti insegnanti, seguita da alcuni anni in balia alla tossicodipendenza alla quale è miracolosamente sopravvissuta. Dopo tanti ostacoli  e difficoltà, stacercando di ricostruirsi insieme a Sam , il suo bambino di otto anni, oggi la sua unica gioia e felicità . Louise si mantiene lavorando come collaboratrice domestica, soprattutto facendo assistenza agli anziani a domicilio, ma nonostante abbia invano provato a sporgere denuncia, vive terrorizzata dal suo ex compagno Lucas, un drogato violento che la minaccia per telefono, la segue, la picchia e regolarmente si fa vivo per sfogare il suo odio su di lei. 

(la recensione prosegue a p. 2)

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