“Superficie” di Olivier Norek (Nero Rizzoli)                       

Sul comodino della Rambaldi.

Olivier Norek – ha partecipato ai soccorsi umanitari durante la guerra nella ex Jugoslavia prima di entrare nella polizia giudiziaria,  dove è rimasto per diciotto anni. È autore di tre romanzi polizieschi con il commissario Coste, tradotti in 14 lingue. Ha venduto oltre due milioni di copie e ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Tra i due mondi (Rizzoli) è il suo primo libro pubblicato in Italia.

“Il pescatore che aveva scoperto il corpo vomitava la colazione dietro un albero, al riparo dagli sguardi. Sulla riva sabbiosa, i poliziotti aspettavano Chastain. Un perimetro di sicurezza era stato stabilito attorno a un fusto rosso alto ottanta centimetri e della capacità di circa duecento litri, il cui largo coperchio era stato svitato. Sebbene la scena avvenisse all’aperto, il violento odore nauseabondo sprigionato dava il voltastomaco a tutti. Bousquet porse un paio di guanti di lattice a Noémie, che inspirò a fondo prima di guardare con precauzione nel fusto. C’erano ossa, materiale organico trasformato in liquido vischioso, un cranio con la mascella sdentata e ciocche di capelli bruni aggrovigliati. Uno scheletro e della poltiglia.”

Stai per andare a convivere con la donna che ami che improvvisamente resta sfigurata per sempre.

Sedici minuti prima, in un edificio in periferia, la  squadra antidroga era pronta coi fucili spianati e i giubbotti antiproiettile.  Noèmie Chastain, la caposquadra, impugnava la pistola d’ordinanza. Avevano sfondato  la porta con l’ariete e un pericoloso latitante  le aveva esploso un colpo in faccia.  Si era ridotta a una maschera di sangue e per toglierle di mano la  rivoltella avevano dovuto spezzarle   un pollice. L’ambulanza l’aveva portata via. Era  rimasta  per sette ore e mezza in sala operatoria. La ferita  aveva compromesso mascella, occhio, naso e cuoio capelluto. I medici avevano fatto il possibile, ma i segni sarebbero rimasti per sempre assieme a probabili danni psichici  ancora da valutare.

Fuori dall’ospedale la squadra antidroga aveva atteso  notizie col collega-fidanzato Adriel che a quel punto aveva già deciso di lasciarla e quando l’aveva baciata, Noémie, aveva capito  che era un bacio d’addio.

Ora Noémie ha paura di uscire e veder gente e il ritorno alla normalità sembra impossibile.  Ha  una nuova vita di merda da affrontare e la superfice su cui Adriel faceva affidamento è inesorabilmente cambiata. 

L’aspetto fisico non conta?

(la recensione prosegue a p. 2)

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