L’Inganno dell’Ippocastano di Mariano Sabatini (Editore Salani)

L inganno dell ippocastano_Esec.inddRecensione di Livia Frigiotti

Non ci inganna assolutamente Mariano Sabatini nel suo romanzo di esordio.

Un giallo classico in una Roma moderna. Omicidio in apertura, investigazione, soluzione del caso. Ma la parte investigativa qui si fa più accattivante perché non è nelle mani del “solito” commissario, bensì nel sapiente ingegno di un giornalista di assalto della cronaca.

Il personaggio di Malinverno è avvolgente e caldo, già nel nome così morbido da pronunciare e pieno di fascino (che torna facilmente alla memoria), che resta in mente a farti compagnia e a ricordarti che devi seguirlo fino alla fine. Non ci si può staccare dalla lettura, lo si vuole terminare il romanzo per sapere cosa succederà.

Il lettore si trova ad affiancare Malinverno nella sua ricerca della verità. Lo affianca nel suo quotidiano e nelle sue passioni. Non manca mai buon cibo e buon vino. E il fascino vero è lui e lo sfoggia tra le pagine. Non è un personaggio troppo definito ma è facilmente immaginabile. Stuzzica la fantasia al punto giusto fino a poterlo visualizzare nella sua ricerca della verità e della soluzione.

E’ un uomo dalle belle passioni, ironico, un uomo con una certa sensibilità e delicatezza, un uomo furbo, sa il fatto suo Malinverno.

E allora come farselo scappare, come non leggerlo e come non seguirlo ovunque mentre corre in una Roma, affascinante, severa, dai tempi stretti.

Raffinato scrittore ha una idea sua di come debba essere un romanzo. Una volta mi ha detto di aver scritto ciò che avrebbe voluto leggere in un giallo. Idea del tutto personale, ma ha avuto la capacità di trasferirla al lettore.

La scrittura di Mariano Sabatini è scorrevole, veloce, rapida ma non esageratamente; sa far riflettere il suoi protagonisti e il lettore. E il lettore è, in tutto e per tutto, spettatore e può giocare con la sua fantasia.

La lettura non è mai noiosa nonostante sia caratterizzata da una scrittura grammaticalmente attenta e ricercata, esce dal cliché dei romanzi di oggi dove il lessico è troppo legato al quotidiano. Ma resta pur sempre semplice e fruibile per chiunque, da appassionato, voglia incuriosirsi e leggerlo

Essendo un esordio parecchie sfumature sembrano essere in embrione, danno il via a un seguito dove alcune cose sicuramente saranno approfondite.

Il romanzo ha molti personaggi, forse a volte si fatica tra i nomi, ma la trama articolata necessita anche di queste presenze senza contorni definiti. I protagonisti alla fine nel romanzo sono tre. Malinverno, il commissario suo amico Jacopo Guerci (un po’ più defilato) e una giornalista, Viola Ornaghi, amica di Malinverno per la quale nutre un sentimento più articolato e profondo, di protezione, ma che per ora sembra solo sfiorato. Viola è il personaggio che in un certo senso da il via al romanzo ma dire altro tradirebbe troppo la trama. Leggete per sapere delle loro storie e delle loro vite, è l’unico modo per togliersi la curiosità e per capire cosa abbia creato e cosa stia tutt’ora creando l’autore.

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Una risposta a L’Inganno dell’Ippocastano di Mariano Sabatini (Editore Salani)

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Grazie

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