Spaghetti all’assassina

GenisiRecensione di Patrizia Debicke

Spaghetti all’assassina di Gabriella Genisi , Sonzogno, 2015, p. 190, Euro 12

Torna in scena il commissario Lolita Lobosco – e siamo al quinto romanzo che la vede come protagonista – la quarantenne belloccia, disponibile, che ha appena liquidato il compagno Giovanni, seducente, intelligente ma un po’ troppo farfallone, e si trova subito ad affrontare un delitto eccellente il giorno dopo la “baresissima” Festa di san Nicola.

Ma che dico eccellente, eccellentissimo perché il morto è nientepopodimeno che  il grande chef Colino Paprùss (Nicola) Stramaglia, proprietario del notissimo ristorante Al Ciuccio in Barivecchia, inventore degli Spaghetti all’Assassina. Colin Patrùss è stato incaprettato, evirato e, orrore e crudele beffa, finito a botte in testa con una padella di ferro, inventata e messa in vendita dal suo acerrimo rivale, uno chef più giovane ma già reso famoso da numerosi passaggi in televisione.

Quale mistero avvolge questa orrenda morte che rimanderebbe a mani o menti mafiose sicule (le mafie delocalizzano)? Colino era conosciuto come un bravuomo solo dedito al lavoro, perché mai è stato condannato? Chi può averlo ucciso? E perché? Qualcuno dei suoi dipendenti? O della sua famiglia? Concorrenti invidiosi del suo successo?

Lolita scoprirà che moventi ce ne sarebbero parecchi e nel corso della sua indagine dovrà approfondire ogni ipotesi con il capo cameriere del ristorante, con Pina figlia di Colino, fresca sposa di un giovanotto palestrato che non piaceva al suocero. Poi salteranno fuori le bugie di una ragazza brasiliana, che faceva la guardarobiera e una brandina nel retrobottega che il buon Colino non usava per dormire. Insomma di tutto un po’. E la bella Lolita (ah che, ohibò dimenticavo, è anche amica e collega di Salvo Montalbano) quando convocherà a testimoniare in questura lo chef numero due di Colino, il franco-algerino Benallal Matou – con papà proprietario di un noto ristorante parigino che cucina favolosi piatti speziati e per imparare altri sapori è venuto a fare uno stage a Bari – malgrado la sua indubbia professionalità, verrà affascinata dal suo galante corteggiamento. Poi come se non bastasse per confonderle vieppiù le idee compare Lorenzo Centrone, ex giovane collega del padre di Lolita. Insomma un mare di segreti. Non le resta che andare dritta per la sua strada senza farsi incantare e farsi aiutare dal fido Esposito, visto che Antonio Forte, il suo vice e amico di sempre, non la segue convinto che non abbia imbroccato la strada giusta per sbrogliare il caso.

Ingredienti dell’indovinata ricetta di Gabriella Genisi: amore, cucina e il servirsi con sfacciata ma simpatica ironia di un dialetto colorito per un romanzo divertente denso di colpi di scena e di stravaganti personaggi. Un linguaggio volutamente calibrato che fa vera e vivace l’ambientazione.

Narrazione in prima persona che mischia allegramente lavoro e affari personali. Le giornate del commissario Lolita sono piene di problemi lavorativi ma anche di sms della sua amica Marietta, procuratore capo a Bari, afflitta da drammi personali, di serate da sola a ripensare a l’“amoresuo” Giovanni, di discussioni con la sorella Carmela e di incisivi e determinanti flash sull’indagine in corso.

Un bel mixer di giallo, rosa e forse perché no? di noir.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in recensioni, romanzo e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Spaghetti all’assassina

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Beh grazie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...