ROSSANA GIROTTO

rossana1ATTIVITA’:  Scribacchio qua e là, per passione. Ho un negozio di pietre e gioielli, per vivere.

SEGNI PARTICOLARI:   So tutto su Oscar Wilde, che considero il mio spirito-guida, e ho la fissa delle lingue straniere e degli alfabeti “diversi”.

LA TROVATE SU:  Facebook, nelle pagine “Effetti Personali” e “Leggiamoci di Torno” la mia trasmissione su NeverWas Radio.

Le tue origini e la tua formazione

Vivo da sempre a Sesto Calende, tra fiume e lago. Di origine veneta, trascorrevo le mie vacanze dalla nonna Maria, una grande narratrice. Devo a lei il mio amore per le storie.

Cosa rispondevi da piccola quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?

La scrittrice, naturalmente! Anche perché, se non lo dicevo io, lo dicevano gli altri. Già dalle elementari, i miei temi facevano il giro della scuola e vincevano concorsi.

E adesso, quando ti chiedono che lavoro fai?

Rispondo che scribacchio qua e là. Dire “scrittrice” mi sembra eccessivo. Ho avuto esperienze nel giornalismo, sia cartaceo che web, anche con ottimi risultati, ma non sono mai riuscite a vivere di questo.

“Ofelia sapeva nuotare” (RSWitalia.com Editore) è una raccolta di racconti con prefazione di Lilli Luini. Un sottotitolo al libro.

Piccole rivoluzioni femminili

La soluzione del racconto illustrato è molto suggestiva, tanto più che le bellissime illustrazioni di Sarah Sudcowsky ben si conciliano ai tuoi racconti, che in alcuni passaggi ricordano le atmosfere delle favole. Come avete proceduto, lei è stata libera di scegliere il soggetto o avete deciso assieme?

Sarah è stata ispirata da un paio di racconti che mio marito (la conosceva lui prima di me) le ha mandato per aiutarla in un momento difficile. Quando è stato il momento di editare il libro mi sono ricordata di questa cosa, glieli ho mandati tutti e lei ha scelto quali illustrare. L’unica cosa che le ho espressamente chiesto (ma è stata più una precisazione visto che è nel suo stile) è stato il nudo, lei poi ha deciso per quali testi usarlo e per quali no.

rossana2In questi racconti uno dei fili conduttori sembra quasi essere la Natura, coi suoi elementi, in primis l’acqua. Forse questa presenza c’entra qualcosa col fatto che vivi vicino a un fiume?

Sicuramente, anche se non è una cosa voluta. Questa raccolta parla di donne, è questo il senso che volevo dare al libro. Una volta finito, mi sono resa conto (come se ne rende conto il lettore) che l’acqua è presente dappertutto. Già dal titolo, ovviamente. In effetti amo l’acqua, amo le città in cui è presente, a Venezia ad esempio mi sento a casa. Nei miei racconti, dove le protagoniste prendono coscienza di sé o si riprendono la propria vita, accantonata per diversi motivi come succede – sempre – alle donne, l’allineamento con la natura è basilare. Per ricordarsi chi è, l’essere umano deve ricorrere agli elementi naturali. L’acqua è l’elemento femminino per eccellenza, si sa, e qui partono tutti gli archetipi… il liquido amniotico, il brodo primordiale, la vita che si sviluppa nell’acqua… Tutto vero, ma a me piace dire che la donna è acqua perché ne ha la stessa struttura: l’acqua prende ogni forma, si adatta, filtra, scava, corrode, abbatte. L’acqua non la fermi. L’acqua disseta. L’acqua crea, e distrugge. Come la donna…

Nel racconto “Il vento” c’è una bambina dai capelli di rame che si innamora
del vento. Geniale metafora di…

…del rapporto d’amore. Non dobbiamo mai pensare di possedere l’altro. L’istinto c’è di dire “sei solo mio” e la gelosia, la possessività, la paura del tradimento non si riferiscono soltanto alla presenza di eventuali “altre” persone, ma ai sogni, alle passioni. La pretesa di cambiare, o modificare in parte, chi ci sta accanto è un errore. Ma lo facciamo tutti, è una trappola in cui si cade. Quando sento quelle donne che dicono “ah, ma l’ho fatto cambiare!” mi viene l’orticaria. Ovviamente vale anche per noi stesse…

rossana3

“Effetti personali” è un’altra raccolta di racconti: cosa ti piace di questa
dimensione narrativa?

Considero il racconto la mia dimensione espressiva. Mi sto cimentando con una “storia lunga” (non riesco ancora a chiamarlo romanzo) da troppo tempo ormai. Inizio a credere che sia la mia impazienza a riflettersi nella modalità del racconto. E sì che mi piacciono i romanzi, ammiro chi riesce a scrivere storie lunghissime, mettendoci  dentro vite intere. A me piace dare al lettore qualcosa che si risolve in breve tempo. Mi piace il fatto di riuscire, come scrittrice, a inventare, creare e sviluppare una storia che è un pezzo di vita, una fotografia. Come spesso sono le persone che incontriamo. Siamo pezzi di vita, che si attaccano ad altri.

I racconti tornano anche nel libro per bambini “Le caramelle di rossana” (rossana in minuscolo volutamente). Non trovi che questo genere sia trascurato dai lettori e sia rischioso, se si punta ai grandi editori, che preferiscono pubblicare ciò che chiede il mercato?

É vero, il racconto è qualcosa di penalizzato nell’ambito della editoria italiana. Così come invece è apprezzato e promosso all’estero soprattutto nei paesi anglosassoni e americani. Grandi come S. King, J. O’Connor hanno seguito le orme di Fitzgerald. Il Nobel alla Munro dà speranza ai narratori brevi. Qualche italiano si sta cimentando nei racconti, molti partecipano ad antologie tematiche.

Come nasce “Le caramelle di rossana”?

Sono 10 storie “per bambini di ogni età” . Tutte le fiabe che ho scritto negli anni, tranne una che avrà una vita sua a parte. Sto presentando questo lavoro nelle scuole, raccoglie consensi ed entusiasmi da parte dei ragazzi. Le caramelle di rossana (tutto minuscolo) è un’idea del mio editore, Mario Cavigioli, che è anche un apprezzato poeta. Lui ha scherzosamente abbinato il mio nome a quello della famosa caramella, visto che le mie storie sono brevi, piacevoli e dolci, e lasciano un buon sapore, come quando mangi una caramella.La copertina è di mia figlia Rachele.

rossana4Ti chiedo un sottotitolo anche a questo libro

Riprendo la strofa della canzone di Caputo: “un baule pieno di persone – e di storie”

Sei a contatto con le gemme e le pietre preziose, grazie anche all’attività di geologo di tuo marito. Ci racconti un segreto delle pietre?

Da sempre le pietre accompagnano l’ Uomo. C’è tutto un mondo di segreti e proprietà attribuite alle pietre, anche taumaturgiche. Leggende antiche e moderne. La cosa che più mi affascina è che le persone hanno inciso alfabeti, codici, leggi, storie sulla pietra: è l’istinto di dare al pensiero umano, all’idea, al logos, l’eternità.

Una cosa che ti piace del mondo della scrittura.

Che è un Mondo, appunto. Dove tutto è possibile e dove c’è spazio per tutti, in una libertà che accomuna scrittori, lettori, personaggi. Dove anche il Tempo non ha limite: ci  sono Amleto e Montalbano seduti sulla stessa panchina, nella testa del lettore. Da autrice, mi piace il momento creativo, e quando il tuo lavoro viene apprezzato, naturalmente.

Una cosa che trovi faticosa (sempre di quel mondo).

Per me è faticoso trovare il tempo per scrivere. La vita quotidiana mi distrae, e mi limita. Sono una ladra di tempo, da sempre, fin da quand’ero bambina, sono super allenata a rubare momenti per me. Ma faccio sempre più fatica, e mi innervosisco. Anelo la solitudine, o almeno l’autonomia mentale, sogno di non dover interrompere la scrittura per DOVER fare qualcos’altro, che è sempre per gli altri. E trovo faticosa la richiesta di seguire dei canoni, delle regole (che sono quasi sempre personalismi) di aderire a questo o a quel gruppo, per farsi conoscere e pubblicare. Non sono un’individualista e amo le collaborazioni, la partecipazione – sono in diverse antologie e apprezzo il genere – ma fuggo appena fiuto una canonizzazione o un’ostentazione di potere (piccolo potere) da parte di qualcuno.

Due tuoi difetti e due pregi

Sono impaziente, soprattutto con me stessa. Sono insicura e conseguentemente pigra.

Sono empatica e sono veloce, nel pensiero e nelle soluzioni.

L’ultima delusione

Aver trovato una persona egocentrica, piena di sé, praticamente alessitimica e avergli dato fiducia per un po’. La delusione viene da me, però, che non ho saputo chiudere subito i rapporti. Ero incredula che potesse esistere gente così, nel mio mondo.

L’ultima soddisfazione

Aver scritto un racconto in cui il protagonista ha tutte le caratteristiche di colui di cui sopra, e che risulta subito antipaticissimo e stronzo. E che si becca una bella sorpresa finale…

Progetti?

Nell’immediato, trovare il tempo di scrivere un paio di racconti  brevi che ho in testa da un po’, e uno più lungo per partecipare a un concorso letterario.

Poi vorrei mettere giù un testo, un monologo teatrale, basato sulla figura di Constance Lloyd, la moglie di Oscar Wilde. Non deve essere stato facile essere sua moglie, e tra l’altro lei era una donna di grande cultura, scriveva articoli di costume, traduceva, parlava francese e italiano… non era certo un soprammobile.

Salutaci con una citazione da uno dei tuoi libri

Uso odori, immagini, carta e inchiostro come tappeti volanti su cui scappare via.

 

 

 

 

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2 risposte a ROSSANA GIROTTO

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    bACIO

  2. Bob Caprai ha detto:

    Bella intervista e un plauso a Rossana. Ci vorrebbe un libro, guarda caso, proprio per descrivere i suoi impegni in mille settori diversi. Io la coinvolgo spesso e volentieri nelle mie video interviste (io come operatore video, lei come intervistatrice) e anche qui eccelle. Un difetto di non stare mai nei tempi stretti che gli vorrei imporre ma… nessuno è perfetto

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