“La giustizia non è una pallottola di Fulvio Ervas (Marcos y Marcos)

Recensione di Patrizia Debicke

Copia di promo prezzo del silenzio bianca

Giugno. Il tentativo di effrazione nella splendida villa di un famoso imprenditore, con interessi che spaziano dalla viticultura ai bar e ristoranti all’estero, disturba  la paciosa quiete delle ondulate colline del prosecco. Un intervento mirato con tutta la squadra,  al comando il commissario Montini, sollecitato  dal padrone, il  signor Giustinian intenzionato a sporgere denuncia  che, benché esente per espresso desiderio di riservatezza  dal clamore delle sirene, ha bruciato in fretta i venti chilometri di distanza da Treviso.
Il tentativo di furto, sventato dalla pronta reazione della guardia privata del proprietario, signor Morabito, sarebbe avvenuto alla quattro del mattino. Nella villa dormono solo tre persone: Giustinian, Andrea Morabito,  durante i cinque giorni della settimana nei quali presta servizio,  mentre per gli altri due viene sostituito da un collega, e una bella e giovane svizzera di colore ottima pianista, le signora Nina Bosch. Gli altri domestici sono presenti solo durante il  giorno.  
L’ispettore Stucky che si trova subito a suo agio con Giustinian, uomo colto, vivace, amante  e collezionista di cose belle, ne approfitta per sondarlo  incuriosito. E, guardandosi  attorno, mentre i poliziotti  che li hanno accompagnati sbrigano le prima necessarie formalità  investigative,  si  lascia  affascinare dalla collezione di libri antichi,  dallo splendido, enorme  Tabriz Sheikh Safi del salone,  lui figlio di una  persiana e con lo zio, espatriato dalla cacciata dello Scià, grande intenditore di tappeti, e  dal pianoforte a coda che arredano  i saloni della villa.
 La forzata corsa in collina ha fatto passare in secondo piano l’assoluta  novità dell’annunciato arrivo di due nuovi agenti. Una novità, quasi una bomba  se si pensa che alla fine si scoprirà che  due colleghi saranno  invece due colleghe…  Poi  come se non bastasse in  questura di Treviso arriva la strana e quasi incomprensibile  telefonata da parte del padre guardiano del convento dei francescani. Frate che chiede aiuto per aver ricevuto una minacciosa  lettera che annuncia l’intento di profanare  la tomba di Pietro Alighieri, figlio del sommo poeta … 

Surreale richiesta di aiuto che tuttavia costringerà l’ispettore Stucky ad andare a prendere detta lettera e passarla alla scientifica. Ciò nondimeno mentre è ancora in convento, una chiamata  del commissario Montini lo costringerà a volare o quasi  nella casa sui colli di Giustinian, stavolta per un omicidio.  Possibile che qualcuno abbia scelto  di  farsi giustizia da solo?  

(la recensione prosegue a p.2)

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