“La ragazza nell’acqua” di Robert Bryndza (Newton Compton)

Risultati immagini per "La ragazza nell'acqua" di Robert BryndzaRecensione di Patrizia Debicke 

Un incipit angosciante che spiana la strada al terzo thriller targato Bryndiza: «Sotto la superficie dell’acqua nella cava dismessa era tutto immobile, freddo e buio. Il corpo affondava rapidamente trascinato dai pesi. Giù, giù e sempre più giù, fino a posarsi con un lieve scossone sul gelido fondale fangoso. Avrebbe riposato lì, immobile e indisturbata, per molti anni, quasi in pace. Ma sopra di lei, sulla terra asciutta, l’incubo era solo agli inizi». Voila! E, come pare logico, carta vincente non si cambia tanto che Robert Bryndiza, che ormai ha scovato l’asso, dopo il grande successo del suo La donna di ghiaccio seguito da La vittima perfetta, riporta in scena la sua protagonista seriale, l’ispettore capo Foster, slovacca di origine, bionda, molto alta, ma una donna sola benché ancora giovane. Erika è vedova, suo marito Mark, un poliziotto come lei, è morto con altri quattro ufficiali durante una tragica retata antidroga guidata proprio da lei.

Erika Foster ha combattuto a lungo per riprendersi e tornare al lavoro ma è una donna forte, con una personalità decisa, che sa farsi rispettare e continua a combattere per affermarsi. Ha perso molto, non è ancora riuscita a metabolizzare il suo lutto, ma in qualche modo riesce a mascherare la sua fragilità emotiva. Appena tre mesi prima, dopo aver bruciato i ponti dalla sua vecchia stazione nel distretto di Levisham, a sud di Londra si è trasferita a Bromley, bella cittadina di origini medievali e oggi fulcro portante del borgo più esteso della Grande Londra a sud della capitale, con un piede nel Kent e ampie zone residenziali dotate di splendidi giardini. Ḕ quasi fine ottobre e fa freddo quando l’ispettore capo Erika Foster riceve la soffiata che le prove chiave per incastrare l’uomo accusato di aver nascosto un importante quantitativo di droga, si trovano sul fondo di un lago fangoso che ha allagato una cava in disuso al centro di Hayes Common, uno splendido parco di ben novanta ettari. Senza perdere tempo dà ordine di avviare le ricerche.

Gommoni in acqua, sommozzatori che si danno il cambio e finalmente, dopo ore su ore di lavoro a frugare nella melma, recuperano una valigetta sigillata che contiene eroina per un valore di smercio di circa quattro milioni di sterline, ma anche lo scheletro di un bambino strettamente avvolto in teli di plastica. L’impronta dell’arcata dentaria lo farà risalire ben presto a una bambina di sette anni Jessica Collins, che abitava poco lontano in un quartiere residenziale, scomparsa nel 1990 mentre si recava a piedi al compleanno di una coetanea. La piccola era la secondogenita di un ricco costruttore, la sua sparizione allora aveva sollevato grande scalpore, la polizia aveva indagato per giorni e settimane in lungo e in largo ma senza risultato. Il mistero non era mai stato risolto. Erika, per il fatto di essere stata lei l’unico ufficiale presente al momento del ritrovamento dei poveri resti, ottiene che le venga affidato il caso e il supporto di Moss e Peterson i suoi paladini in La vittima perfetta. Ma anche se lei è pronta a tutto, si tratta di un cold case che risale a ventisei anni prima. Un’ostica gatta da pelare che la costringerà in un continuo ricorrersi di passato e presente, a setacciare tutti i particolari e le deposizione raccolti allora e i nuovi pochi e labili indizi. Dovrà anche fare i conti con le divergenze e i tanti segreti della famiglia Collins, con la madre ancora devastata da quella sparizione e con i rimorsi della vecchia collega, tuttora divorata dal senso di colpa per non aver mai ritrovato la bambina. E come se non bastasse, si troverà tra le mani anche un suicidio che forse invece era un omicidio avvenuto vicino alla cava. Ma chi sa qualcosa? Perché qualcuno, costi quello che costi, non vuole che il caso venga risolto? Erika è in ballo e non può tirarsi indietro. Ciò nondimeno dovrà affrontare una sfida molto pericolosa, con persino la sua incolumità e quella della sua famiglia messe a rischio, nel tentativo di scoprire finalmente la verità affossata finora da una pavida, sordida e intricata rete di bugie che risalgono al lontano passato. La ragazza nell’acqua è un romanzo poliziesco, caratterizzato da un diverso ritmo rispetto ai due precedenti thriller di Bryndiza, Non è una storia veloce, per forza siamo davanti a di un Cold case che manipolando le emozioni dei personaggi e lasciando spazio all’indagine e alle valutazioni delle azioni e degli errori commessi in passato diventa necessariamente più lento, ma non per questo privo di colpi di scena o meno intrigante.

Robert Bryndza dopo anni dedicati alla scrittura, ha conquistato la fama con il suo thriller d’esordio, La donna di ghiaccio, che in pochi mesi ha scalato le classifiche. I romanzi con per protagonista Erika Foster sono dei bestseller internazionali che contano oltre 2,5 milioni di copie vendute. Dopo La donna di ghiaccio e La vittima perfetta, La ragazza nell’acqua è il terzo romanzo della serie. Robert Bryndza, di nazionalità inglese, vive in Slovacchia con suo marito, Ján.

Questa voce è stata pubblicata in recensioni, Uncategorized e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...