“L’arrivo di Saturno” di Loredana Lipperini (Bompiani)

 

di Marilù Oliva

«Ci sono state altre vibrazioni. Una, in particolare, che ha spinto Dora e Graziella verso i loro destini, potente e forse contrastabile, e se quel contrasto ci fosse stato, ora sarebbero ancora amiche e avrebbero esistenze diverse»

Un libro la cui stesura è durato circa quattro anni e mezzo. Un libro che arriva dopo un percorso significativo nell’ambito della scrittura, perché l’autrice, la giornalista Loredana Lipperini, ha pubblicato diversi saggi – tra i quali cito Non è un paese per vecchie (Feltrinelli, 2012) ma anche L’ho uccisa perché l’amavo. Falso! (2013, Laterza, scritto con Michela Murgia) e tre romanzi fantasy firmati con lo psudonimo di Lara Manni, usciti per Fazi. “L’arrivo di Saturno” (Bompiani) mescola la grande storia con la S maiuscola, all’inventio proprio dell’arte, delineando eventi epocali dove si muovono esistenze autentiche anche quando sono rivisitate dalla finzione. E, anzi, in virtù di questa magia, ancora più potenti.

Doppia è la vicenda trattata, una è la storia vera di Graziella De Palo, scomparsa a Beirut il 2 settembre 1980, vicenda ricostruita da Dora, la donna che nell’adolescenza era stata la migliore amica di Graziella; l’altra quella dell’olandese Han Van Meegeren e di Acca, che gli commissiona un Giudizio Universale che sembri di Vermeer. Loredana Lipperini gioca con diversi piani temporali e racconta al lettore un’Italia in parte ancora occulta, in parte conosciuta, toccando ad esempio gli anni Settanta, poi lo stragismo e il terrorismo, fino ai giorni nostri, per riavvolgersi ancora indietro nei ricordi e cercare di capire, attraverso l’analessi – che qui da tecnica narratologica assurge a sostanza del magma narrativo – cosa sia realmente accaduto, talvolta dilatando gli eventi oltre i confini nazionali, e lasciando comunque addosso al lettore un’immensa nostalgia per la seconda metà del Novecento. Nonostante le sue contraddizioni, le sue miserie, i segreti nascosti spesso da chi avrebbe dovuto svelarli.

I passaggi dal quondam al nunc sono costanti, alternati con mano sapiente da chi sa restituire le atmosfere di un passato che sembra tanto distante – eppure forse non lo è – e un presente che non si riesce ad afferrare perché il tempo, grande protagonista trasversale al romanzo, fugge via talvolta schiaffandoti in faccia l’evidenza.
Altro tema è quello dell’amicizia e in questo caso si tratta di un sodalizio particolare, quello totalizzante e irripetibile che scoppia quando due anime che si sono riconosciute crescono assieme, vivono in simbiosi, si giurano eterna fedeltà. Le amiche del cuore, come sopra detto, sono Graziella e Dora: in quest’ultima ho ravvisato molto di Loredana Lipperini, l’autrice stessa ha ammesso quanto di lei ci sia nel personaggio, a partire dall’amicizia che realmente la legava a Graziella.

La storia del falsario si inserisce come un’antitesi nella ricerca di Dora, che vuole scoprire la verità. Sembra un gioco di parole, ma questo effetto è voluto, perché la menzogna, oltre a essere la corazza di molti degli eventi criminosi narrati, è anche alimento di chi è assuefatto a nascondersi o a negare l’evidenza o a ignorare. O a piegarsi agli eventi. Per questo la verità acquisisce in questo romanzo un valore altissimo e diviene sinonimo di libertà. Una libertà/verità rincorsa per oltre 400 pagine che procedono con la scrittura ritmica di chi ha molte cose da raccontare ma vuole farlo bene: e l’autrice riesce nell’intento.

Ultima nota per chiudere il cerchio con il titolo astronomico: cosa c’entra in tutto ciò l’arrivo di Saturno? C’entra eccome, perché:

«Saturno è il pianeta dei cambiamenti e della perdita. Saturno è il dio che divora e feconda. Goya lo ha dipinto come un gigante dai capelli grigi, con il corpo smembrato di un figlio tra le mani. Quando Saturno venne spodestato da Giove, andò in esilio presso Giano, che lo ospitò con tale gentilezza che il vecchio dio lo ricambiò con un dono: ne sdoppiò il volto, in modo che Giano potesse vedere sia il passato che il futuro. Per questo, quando questo pianeta che ha il nome del dio entra in costellazione oscura dello Scorpione, ciò che è segreto diventa evidente».

 

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Una risposta a “L’arrivo di Saturno” di Loredana Lipperini (Bompiani)

  1. patrizia debicke ha detto:

    Grazie

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