Sul comodino della Rambaldi: LA FARFALLA NELL’URAGANO

LA FARFALLA NELL’URAGANO

di WALTER LUCIUS

MARSILIO FARFALLE

Walter Lucius è autore teatrale, sceneggiatore e produttore e ha realizzato diversi documentari per il governo olandese sull’integrazione dei migranti. La farfalla nell’uragano è il primo episodio di una trilogia in prossima uscita nei principali paesi europei.

Confesso che leggendo le prime pagine de La farfalla nell’uragano nel ritrovare la ragazzina prigioniera che fugge ferita dal bosco per finire sotto un’auto di passaggio mi ha riportato alla mente l’avvio de Il domatore di leoni di Camilla Lackberg della stessa collana Farfalle di Marsilio, ma poi la storia prende un’altra piega e Walter Lucius sa come conquistare il lettore.

La bella giornalista di origini afghane Farah Hafez osserva le cicatrici allo specchio prima di indossare la tenuta da penkak silat, l’antica arte indonesiana che la porta a combattere in un ex circo contro un’agguerrita russa che la morde a sangue.

La rabbia compressa di Farah la trasformerà in una furia.

La dottoressa Danielle Bernson soccorre sotto la pioggia una bambina in fin di vita adorna di campanellini vittima di un incidente stradale, quando in ospedale le toglie i vestiti per operare si accorge che è un maschietto.

Farah, che ha quasi ucciso la russa, si reca nello stesso ospedale per averne notizie e nota il bambino vestito di campanellini in barella. Da un breve sussurro si accorge che è afghano come lei e impietosita si offre ai medici come interprete.

Farah oltre a essere una combattente è anche una giornalista del quotidiano AND e per avere notizie sul bambino si reca sul luogo dell’incidente scoprendo che ha coinvolto due auto.

Una è sparita e l’altra, una station wagon, è stata trovata incendiata poco distante con due cadaveri carbonizzati a bordo dagli agenti Calvino e Diba.

Farah spiega ai poliziotti che il bambino è un Bacha Bazi. In Afghanistan dopo i cinque anni questi bambini vengono venduti dalle famiglie indigenti a uomini senza scrupoli che li truccano da danzatrici per intrattenere i signori della guerra.

Ma qui siamo in Olanda! obiettano i poliziotti, che il mercato di questi bambini sia diventato internazionale? Ed è chiaro da subito che chi ha investito il bambino dovrà crederlo morto, se sapesse che è sopravvissuto cercherebbe sicuramente di ucciderlo.

Farah scoprirà una casa nel bosco e un orecchino di rame perduto dal bambino.

La telefonata alla polizia per avvertire dell’incidente è stata fatta da Angela Faber moglie di un noto presentatore televisivo. Quella notte fuggiva di casa per aver visto qualcosa che non doveva vedere e si è schiantata contro un albero per evitare il bambino ferito senza poi fermarsi a prestargli soccorso. Paul Chapelle giornalista di esperienza internazionale in disgrazia aiuterà Farah nell’indagine su una potente organizzazione criminale. Si scoprirà che il piccolo Sekandar è stato scelto in orfanotrofio, sfamato e agghindato per essere venduto all’uomo che vive in una grande villa. Intanto a Calvino e Diba viene chiesto di abbandonare il caso…

Che la farfalla portafortuna di Farah sia con voi!                   

 Recensione di Paola Rambaldi

 

 

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Una risposta a Sul comodino della Rambaldi: LA FARFALLA NELL’URAGANO

  1. patrizia debicke ha detto:

    Ok

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