BORN TO RUN

Bruce Springsteen – BORN TO RUN – L’AUTOBIOGRAFIA

bruce1EDITORE: Mondadori
COLLANA: Ingrandimenti
PAGINE: 536
LINGUA ORIGINALE: inglese
TITOLO ORIGINALE: Born to Run
TRADUZIONE: Michele Piumini

Recensione di Marco A. Piva

Born to Run è un’autobiografia di un personaggio notissimo quale Bruce Springsteen, quindi naturalmente sappiamo tutti quale sarà la “trama” del libro: Bruce nasce, cresce, diventa famoso, ha qualche problema personale, li risolve (quasi) tutti e invecchia lentamente. Chi è un po’ più appassionato del “Boss” sa che è nato in una cittadina del New Jersey da una famiglia italo-irlandese (con antenati olandesi dai quali prende il nome), in condizioni non esattamente di povertà ma comunque per nulla agiate. E a questa parte della sua vita Springsteen dedica molto spazio, consapevole come ovvio che ciò che gli è successo da bambino e adolescente ha formato il suo carattere, la sua determinazione, il tipo di musica che ha finito per comporre, il suo rapporto con gli amici e con le donne.

Una parte consistente di questo libro è dedicata anche agli anni formativi di Springsteen, quelli in cui, lasciata la famiglia (che si trasferisce in California lasciando sulla costa orientale Bruce, non ancora ventenne, e la sorella con un figlio piccolo), finisce a vivere nella cittadina costiera di Asbury Park – che tutti i suoi conoscitori avranno di sicuro presente. Lì incontra una serie di musicisti che lo aiuteranno a diventare uno dei più grandi esponenti del suo genere.

Springsteen giovane

Springsteen giovane

Si tratta di un’autobiografia non incentrata particolarmente sui successi e le canzoni di Springsteen ma piuttosto sulla sua continua crescita interiore, aiutata (o, a volte, ostacolata) da famiglia, amici, compagne, collaboratori. Naturalmente i vari album sono menzionati, a volte (soprattutto i primi) con spiegazioni anche approfondite di perché Bruce abbia scritto certe cose, o di come un certo tipo di sound sia nato, ma soprattutto facendo riferimento alle sue situazioni personali, a cosa l’abbia spinto a prendere determinate decisioni. Insomma, non è l’autobiografia del “Boss”, ma di Bruce Springsteen: un uomo che è una “forza della natura” ma che ha anche i suoi bei problemi, i suoi difetti, i suoi dubbi. Un libro onesto, aperto, sincero. Sembra di fare una chiacchierata con un vecchio amico, che finalmente si sfoga dopo anni in cui ci ha mostrato una certa faccia. Almeno, così è stato per me, che della musica di Springsteen sono un appassionato da una trentina d’anni (sì, ero un ragazzino). Mi chiedo se qualcuno che conosce solo superficialmente la musica del “Boss” possa apprezzare Born to Run. Secondo me sì: è comunque la storia della vita (finora) di un uomo interessante, di uno che “si è fatto da solo”, per usare un’espressione ormai fuori moda, che ha lavorato sui propri sogni (citazione di un album dello stesso Springsteen, vediamo chi la coglie) fino a realizzarli.

Springsteen oggi

Springsteen oggi

Cosa posso dire della traduzione, in questo caso a opera di Michele Piumini?

Si intuisce – anzi, chi parla l’inglese lo può capire proprio con chiarezza – quanto Springsteen ami giocare con le parole, fare riferimento ai titoli delle canzoni della sua vita (le sue ma soprattutto quelle che ascoltava da ragazzo), divertirsi inserendo versi di questo o quel brano nel discorso. E lì non fatico a immaginare il traduttore prendersi la testa tra le mani pensando “E adesso come faccio?”. Be’, Michele Piumini ha scelto quella che secondo me è la soluzione migliore: ha tradotto il verso o il titolo della canzone creando una nota che spiega il riferimento. Un’unica osservazione da parte mia (e si tratta di una scelta editoriale della Mondadori, non del traduttore): avrei preferito avere le note a piè di pagina invece che in coda al libro. Minuzie. Per il resto, il libro scorre agile tra il “lessico famigliare” di Springsteen e la sua ironia, che sono certo sia a volte stata intraducibile (e quindi non tradotta) ma che molto spesso è stata ben resa in italiano.

Torniamo a bomba: Born to Run è un’autobiografia ben scritta (e altrettanto ben tradotta), che definirei una lettura obbligatoria per qualunque appassionato di Bruce Springsteen e comunque consigliata a chi abbia anche solo un vago interesse nella personalità di un uomo ormai diventato una delle icone del rock mondiale.

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3 risposte a BORN TO RUN

  1. patrizia debicke ha detto:

    grazie

  2. Michele Piumini ha detto:

    Ciao Marco, sono il traduttore del libro: grazie per le tue belle parole sul mio lavoro, ho linkato l’articolo sul mio sito:
    http://www.michelepiumini.it/Michele_Piumini_-_Traduttore_letterario,_docente_di_traduzione/RECENSIONI.html

  3. cicorosmarino ha detto:

    Ciao Michele.
    Grazie per l’ottimo lavoro, so quanto tradurre un libro del genere possa essere difficile.
    E grazie per la condivisione!

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