LORENZO BECCATI

ATTIVITA’: scrittore, autore tv (Striscia la notizia), sceneggiatore.

SEGNI PARTICOLARI: mani piccole, voce che piace alle donne, protesi alle anche, patito di film di azione, lettore onnivoro, mediano di poche speranze…

LO TROVATE SU:  www.lorenzobeccati.com www.editricenord.it

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Le tue origini e la tua formazione

Ho cominciato giovanissimo a fare teatro e soprattutto cabaret. Per necessità, scrivevo io stesso i pezzi che portavo sui piccoli palcoscenici di mezza Italia. Inoltre, componevo dei pezzi per altri comici. La svolta è stata la chiamata di Antonio Ricci a collaborare al mitico Drive In. Grazie al contato quotidiano con lui, ho imparato tutto quello che c’è da sapere, e qualcosa di più!, sul mestiere di autore televisivo. Poi sono venuti programmi come Odiens, Paperissima, Paperissima Sprint, L’araba fenice, Lupo solitario… e da ventotto anni, Striscia la Notizia. E naturalmente tredici libri.

Cosa rispondevi, da piccolo, quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?

Rispondevo il medico. Per fortuna ci ho ripensato. La sofferenza degli altri mi è insopportabile.

È da poco uscito Aenigma per editrice Nord (384 pagine, 16,90 euro), un thriller sapiente che si apre con una rapina in banca compiuta da insospettabili e procede per vie inaspettate attraverso una bella scrittura pulita, completa, preziosa. Un sottotitolo al libro.

La vostra volontà non conta nulla. Ucciderete, ruberete, mentirete per me.

Non sei nuovo al mondo della scrittura, penso al giallo storico che è stato il tuo precedente libro, Pietra è il mio nome. In realtà anche in Aenigma lambisci la storia, quella tedesca del XVIII secolo, attraverso una vicenda che corre intersecandosi tra le pagine e attraverso un personaggio, Franz Anton Mesmer, realmente esistito, una via di mezzo tra alchimista e scienziato a cui si devono le teorie del magnetismo animale, altrimenti detto – appunto dal suo nome – mesmerismo. Cosa ti ha colpito di questa figura?

Mi ha intrigato la forza di convincimento che possedeva in misura eccezionale, tanto da far passare come scienza una teoria astrusa. Da molti ritenuto quasi divino e da altri bollato come un ciarlatano. Inoltre, è stato l’antesignano dell’ipnosi, anche se ci si è imbattuto quasi per caso. E questa pratica, controversa ancora oggi, è un delle protagoniste del “Aenigma”.

Diversi sono i misteri nei quali il lettore si sente invischiato, primo tra tutti l’identità dell’uomo vestito di nero che si muove come un burattinaio, pare perfino burlarsi della polizia e, come i più leggendari criminali, ama lasciare un criptico messaggio. Una domanda tecnica, dal momento che questo blog è frequentato anche da molti scrittori. Come si gestisce, quantitativamente parlando, un personaggio che si muove nell’ombra? Lo si dosa con cautela con brevi apparizioni o cos’altro?

Di solito, per personaggi così si devono centellinare le apparizioni, ma nel mio caso, l’uomo in nero vuole apparire, mostrare il suo potere, godere delle sconfitte degli avversari.

Aenigma-di-Lorenzo-BeccatiA seguire le indagini dovrà pensare Davide Ganz. Personaggio riuscitissimo, commissario ostinato e duro alla sua maniera, ma certo originale. Come hai voluto che fosse, mentre lo ideavi?

Volevo fosse un poliziotto in possesso di una logica ferrea, per metterlo in una situazione nuova per lui. Infatti, l’intera vicenda che racconto nel libro, di logico non ha proprio nulla. Gli accadimenti sfuggono a spiegazioni razionali e immergono lui e il lettore in un limbo d’incertezze.

Molto bella anche la figura di Rabiaa, affascinante marocchina esperta comportamentale, grande osservatrice, brava grafologa e attenta collaboratrice. Per il lettore che si aspetta la solita liaison commissario-collaboratrice, posso anticipare solo che tu risolvi questo rapporto professionale in maniera inaspettata. Ci dici qualcosa di ciò che provano l’uno per l’altra?

Dall’ammirazione professionale i due passano ben presto all’innamoramento. Nel loro rapporto gioca un ruolo fondamentale il rispetto di Ganz per la religione di Rabiaa che è musulmana.

A pagina 63 Rabiaa dà importanti indicazioni sulle reazioni emotive ed espressive dell’uomo nel momento in cui mente. Qui, come in altri punti, si percepisce il grande lavoro documentativo alle spalle. Come hai scoperto tutti questi dati comportamentali di cui è latrice Rabiaa?

Ho letto saggi, consultato esperti e professori. Il bello di scrivere su cose che non conosci è una grande opportunità di apprendere tu stesso.

E per quanto riguarda la parte storica?

Mi sono documentato tantissimo. Libri antichi, biografie, internet, quadri, riproduzioni d’epoca, viaggi in Marocco e in Germania. Non mi sono fatto mancare nulla.

Arrivi dal mondo della televisione, una cosa che trovi molto bella di entrambi i mondi

I due mondi s’incontrano in un luogo chiamato “creatività”. Lavorare per striscia la notizia significa scrivere ogni santo giorno un copione. Scrivere un libro vuol sempre dire scrivere. La tv ti abitua a una scrittura precisa, ritmata, sintetica. Tutte cose che impreziosiscono anche un romanzo e creano uno stile.

Una cosa che trovi faticosa (sempre di quei mondi)

Trovo faticoso incrociare due o più trame nello stesso romanzo, ma è una fatica a cui mi sottometto volentieri perché dà ottimi risultati. Anche le revisioni sono uno sforzo notevole, ma è un lavoro indispensabile per ottenere buoni risultati. Io credo di rileggere e correggere il libro decine di volte. E faccio bene. Per ciò che concerne la tv è gravoso lo stress di andare in onda ogni giorno, fin dal lontano 1988, mantenendo alto il valore e l’interesse della trasmissione.

Una volta che pensavi di non farcela 

Pensavo di non tornare più a giocare a calcio dopo l’innesto delle protesi alle anche. Mi sbagliavo.

Una volta che hai esultato di gioia

Ogni volta che nasceva un mio bimbo ed era in salute.

Una volta che sei rimasto deluso

La delusione è un motto di spirito che cerco sempre di evitare, anticipandolo.

Una volta che hai riso come un pazzo

Una sola non la ricordo, ma ti assicuro che alle quotidiane riunioni di redazione di Striscia si ride parecchio.

A cosa stai lavorando, adesso?

Sto lavorando da tempo a un nuovo thriller scritto in prima persona, dove l’assassino invita i lettori a seguirlo nell’avanzamento verso la preda, per capire come si uccide.

Grazie di cuore, Lorenzo. Ci saluti con una citazione da Aenigma?

– Davide, hanno tentato di uccidermi

– Hai visto chi è stato, Rabiaa?

– Mia madre

 

 

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Una risposta a LORENZO BECCATI

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    L’enigmista!

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