I favolosi anni di Billy Marvin (Rizzoli)

Risultati immagini per I favolosi anni di Billy MarvinRecensione di Raffaella Tamba

In tutte le foto disponibili in rete, Jason Rekulak, editor per la Quirk Book, una piccola casa editrice di Philadelphia, sorride con grande amabilità. Quel sorriso è l’ingrediente principale del suo primo romanzo, “I favolosi anni di Billy Marvin”, un revival degli anni ’80 nel fatidico momento della diffusione dei primi computer, gli indimenticabili Commodore 64, prima della travolgente era di Internet. Ho scritto revival ma voglio specificare che non si percepisce alcuna sfumatura di nostalgico rimpianto: quegli anni sono stati favolosi non perché siano ormai irrecuperabili ma perché hanno posto le fondamenta di un’attualità ricca di grandi opportunità.

I protagonisti della sua storia, Bill, Alf e Clark, sono tre quattordicenni che hanno costruito un’amicizia fondata sulle affinità, sul’ironia, sulla spontanea e totale accettazione l’uno dell’altro nei pregi e nei difetti. Condividono un disallineamento rispetto al cliché del quattordicenne anni ’80, che, proprio perché lo condividono, non diventa ‘disagio’; è una peculiarità che li mantiene un po’ ingenui ma fondamentalmente buoni e sensibili:

Avevamo iniziato le superiori insieme, nove mesi prima, e avevamo guardato i nostri compagni di classe lanciarsi in questo o quello sport, iscriversi a un’associazione, appassionarsi a una materia. Noi tre, invece, continuavamo a orbitare in giro, senza trovarci a nostro agio in niente”.

Dopo un incipit originale e avvincente, il narratore interno, lo stesso Billy Marvin, comincia a raccontare quella favolosa primavera-estate del 1987 che ha cambiato la sua vita.

Billy non è un brillante studente: la sua passione è la programmazione di videogiochi per la quale ha sviluppato un talento formidabile e l’autore riversa nel suo protagonista quello che era stato il suo stesso entusiasmo giovanile; leit-motiv di cornice sono i brevi frammenti del codice basic che scriveva allora con i quali introduce ogni capitolo, quasi a cornice decorativa. Chi ha programmato sul Commodre ’64 negli anni ’80 si ritroverà immediatamente catturato da un’atmosfera che credeva perduta e che Rekulak sa rivivificare con garbo e spensieratezza.

L’evento scatenante della trama è apparentemente insignificante, ridicolo: la scoperta della pubblicazione su Playboy di foto osées di quella che è per tutti la sex-symbol del momento: Vanna White. Le grandi imprese degli eroi del passato sono nulla rispetto a quella che si propongono di affrontare i tre amici: conquistare una rivista nonostante ne sia vietata la vendita ai minorenni.

Bill si offre volontario per sedurre la figlia del padrone del negozio che vende le riviste in modo da usarla per arrivare allo scopo; in realtà dentro di sé è realmente affascinato da quella ragazzina che ha scoperto essere appassionata ed esperta di computer quanto lui. Per diversi giorni riesce a mantenersi in bilico fra le due opposte immagini di sé, quella vera e quella di facciata. Sono settimane di profondo stress nelle quali per la prima volta si cimenta con una sfida importante. Il suo primo atteggiamento è di rinuncia, come ha sempre fatto nelle normali sfide scolastiche, perchè è più facile adagiarsi sulle proprie incapacità che mettersi davvero alla prova. Ma ora c’è Mary accanto a lui: lei ha quella fiducia e quel positivismo che a lui mancano. E lui si lascia trascinare:

Quattordici anni di papere a football, svarioni sottocanestro ed eliminazioni a baseball, quattordici anni di voti penosi, di figuracce sulla pista da ballo e di vestiti abbinati malissimo, insomma quattordici anni passati ‘a essere me’ non mi avevano abituato a ricevere i complimenti”.

Attraverso una serie di sentimenti nuovi (“tutti aggrovigliati dentro di me come lacci bagnati”), Bill scopre i veri valori dell’amore e dell’amicizia. Deve però passare per la delusione e l’umiliazione del rifiuto, per la conquista del perdono; deve passare per il discernimento di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato anche se sembra giusto o ciò che è giusto anche se sembra sbagliato; e ancora di più: deve conoscere la vergogna di un arresto, l’imbarazzo della confessione totale; ma soprattutto deve trovare il coraggio di riconquistare la fiducia delle persone, prima di tutto di Mary. Entrambi si erano nascosti una verità profonda che li umiliava e che temevano facesse soffrire l’altro, entrambi l’avevano ricoperta di una menzogna per salvare un’immagine di sé che non li rispecchiava. È un cammino di riabilitazione di sé a se stessi e agli altri; è la loro personale “impossibile fortress” da conquistare, come il videogame che hanno costruito insieme.

Il talento narrativo di Rekulak è proprio quello di trarre da un evento banale, grottesco, quasi volgare, una trama formativa avvincente e spiritosa, pervasa da un soffuso incoraggiamento a non vergognarsi mai di quello che si è, ad accettarsi reciprocamente ed a sostenere l’altro proprio in ciò che potrebbe farlo soffrire.

L’humor che pervade il racconto è moderno e intelligente, la prosa fluida nella costruzione delle frasi, senza ridondanze, retoricismi spocchiosi o parti trascurate. Questa scorrevolezza catalizza l’attenzione razionale ed emotiva del lettore.

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Una risposta a I favolosi anni di Billy Marvin (Rizzoli)

  1. patrizia debicke ha detto:

    buono

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