NUELA CELLI

Nuela 2

ATTIVITA’:   Educatrice

SEGNI PARTICOLARI:  Ironia

LA TROVATE SU: Blog ‘Pensieri di carta’

Le tue origini e la tua città

San Benedetto del Tronto. Il mio trisavolo era un costruttore che edificò mezza città. L’ho scoperto ricercando del materiale per la tesi che ho realizzato in storia contemporanea. Un outsider sempre in rotta con i notabili del tempo e dal carattere fumantino. Che dire, da qualcuno devo aver ripreso.

Cosa rispondevi, da piccola, quando ti chiedevano che lavoro volevi fare?

La scrittrice, sempre e soltanto quello. Mai avuto un piano b.

E adesso cosa dici?

La scrittrice. Anche se amo lavorare con la disabilità e i bambini, nei quali cerco sempre di individuare e far emergere le potenzialità inespresse. Ognuno di noi ne ha, e sono sempre in attesa che qualcuno le valorizzi.

Partiamo dal tuo libro “Come non mi vuoi”, uscito da poco per Echos Edizioni. Un secondo sottotitolo al libro, oltre a quello che già hai scelto: “I desideri più profondi dell’immaginario femminile”

Credo che sul mondo femminile esistano troppi stereotipi. Così tanti e radicati che spesso sono vissuti come delle verità dalle stesse donne. Spero che questo libro possa essere considerato un manuale dei desideri femminili più veri e delle conseguenti frustrazioni e delusioni che ne derivano, ma anche delle vittorie cui possono portare.

Non inseguire le proprie pulsioni mette al sicuro, farlo, è assolutamente divertente e rende vive.

Questione di scelte.

Il volume raccoglie quattro racconti lunghi che indagano sul mondo femminile, sui suoi abissi, sui suoi desideri, sulle sue aspettative, ma anche sulla cruda realtà. Il primo di questi contributi ruota attorno all’amore, sospinto dalla sua forza e rinvigorito nonostante l’assenza del destinatario: perché l’hai intitolato “Il nostro amore è perfetto”? Forse perché proprio nell’imperfezione del sentimento o nell’impossibilità di viverlo totalmente sta la sua completezza?

Grazie per la domanda. Il titolo di questo racconto, ‘Il nostro amore è perfetto’ appunto, ha un risvolto un po’ critico, perché parla dell’ossessione, tutta femminile, per gli amori impossibili.

Le donne amano immolarsi per gli uomini sfuggenti e inseguire per anni e anni dei fraintendimenti. Sono così innamorate dell’amore che spesso nel silenzio della controparte si illudono di percepire la perfezione di un sentimento, quella che la realtà nega loro. Mentre di norma, dietro a silenzi e assenze, c’è soltanto un uomo che è già preso da un’altra relazione o che, nel migliore dei casi, ci pensa una volta all’anno con un pizzico di nostalgia.

Con questo racconto voglio dire che la trappola dell’amore meraviglioso ma impossibile è bella e struggente, prima o poi tutte l’abbiamo vissuta e ne abbiamo subito il fascino, quindi va bene per un mese, due mesi, per un breve periodo della propria vita insomma, ma che dopo un po’ diventa un modo davvero sciocco di sprecare le proprie energie. E la protagonista lo sa bene.

Nuela 3

Alla fine del secondo racconto mi è sorta spontanea una domanda: ma noi conosciamo davvero le persone importanti della nostra vita?

Non sempre. Ci sono persone che hanno la forza di svegliarsi e di guardare in faccia la realtà, altre che per tutta la vita si raccontano delle fandonie. Chi le circonda lo sa, loro sanno, ma non rinunciano alla maschera che indossano e alle proprie illusioni.

Può anche accadere che guardando la verità dei fatti e non la storia che ci raccontiamo ogni giorno, potremmo scoprire che la realtà è addirittura meglio di quanto crediamo.

Certo, succede una volta su mille, lo ammetto, ma succede.

Ho apprezzato molto la tua capacità di sondare la psicologia femminile, nelle sue diverse declinazioni: ci fai un profiling per ciascuna delle voci (o narranti o narrate in terza) dei 4 racconti? 

Grazie davvero per il complimento. Ed ecco i profiling.

Primo racconto: donna passionale, che non si arrende a un mondo scaltro e avido; secondo racconto: donna intelligente e coraggiosa cui la vita sembra non voler regalare nulla, almeno spontaneamente; terzo racconto: donna bruttina e conformista, che un giorno si accorgerà di non volersi più accontentare; quarto racconto: donna delusa e spaventata dallo sfiorire della sua bellezza, che deciderà, rivoluzionandosi, di sentirsi una Venere.

Immagino che in molte lettrici scatterà un meccanismo di identificazione, perché tutte, prima o poi, siamo passate attraverso le esitazioni, i dubbi, gli aneliti dei personaggi che tu racconti. Chi è il tuo lettore ideale?

Una persona senza pregiudizi e con molto senso dell’umorismo.

Questa è la tua seconda pubblicazione, dopo il romanzo “Voci nel silenzio” (Corbo Editore). Com’è la situazione editoriale per un giovane autore non ancora affermato ma talentuoso come penso che tu sia? Nello specifico: che tipo di ostacoli hai incontrato?

Accidenti, che domanda! E da dove inizio?! Sì, ho incontrato molti ostacoli. Le insidie dell’editoria sono infinite e si nutrono dell’inesauribile serbatoio degli aspiranti scrittori, di cui, purtroppo, la  maggior parte è pronta a qualsiasi compromesso, drogando il sistema. Io non ho mai pagato per pubblicare e ho detto anche dei no, rinunciando a delle occasioni che non mi garantivano serietà, un buon editing, una distribuzione reale. Nonostante ciò, tornassi indietro, direi qualche no in più. Ecco, forse ho imparato proprio questo dal mondo editoriale. Non avere mai fretta di pubblicare.

Le occasioni arrivano, ci vuole tempo e pazienza, l’importante è essere preparati quando ciò accade.

Nuela 1Noti che ci sia una certa ritrosia verso una scrittura specificatamente al femminile come la tua (cioè scrittura di donna che parla di donne)?

Contando che prima scrivevo di fantasmi, e che mi hanno detto chiaro e tondo che non interessano a nessuno, no, non credo. Piuttosto c’è ritrosia a pubblicare al femminile non essendo omologate.

È un romanzo erotico? È un romanzo rosa? È una storia familiare di donne? È una commedia d’amore? Ecco cosa ti chiedono, vogliono che tu ti inserisca in uno specifico genere femminile.

E io non so mai cosa rispondere, perché quello che scrivo è un po’ tragico, un po’ comico, un po’ erotico, un po’ psicologico… Un po’ vero, insomma!

Raccontaci l’ultima volta che ti sei arrabbiata (e perché)

In macchina. Corro dietro a un milione di cose e ho sempre fretta. Suono il clacson ogni tre per due e mi lancio in sorpassi assurdi, poi però mi scappa da ridere, perché mi vedo dall’esterno e mi trovo piuttosto ridicola.

L’ultima volta che hai riso di gusto  (e perché)

Quando per l’ennesima volta mi è tornato in mente il nome della casa di produzione televisiva diretta dal protagonista di “La versione di Barney”, il capolavoro di Mordecai Richler.

Il nome in questione è: ‘Totally Unnecessary Production’.

Qualcosa di assolutamente inutile ma che ha reso il suo ideatore straricco, il cui nome musicale e accattivante è una geniale presa in giro della mediocrità creativa e della spazzatura televisiva.

Forse mi procura dei momenti di ilarità irresistibile anche perché è collegato a un libro che trovo geniale ed esilarante.

L’ultima volta che hai tentato con successo

Desideravo moltissimo pubblicare questo libro, anche se insieme alla mia agente, Juliane Roderer, mi stavo occupando di un altro progetto, e a ottobre dell’anno scorso selezionai delle case editrici che mi piacevano, cui spedire il manoscritto. Le storie che narro sono legate a un momento particolare della mia vita e volevo condividerle senza che passasse troppo tempo dalle sensazioni che me le hanno ispirate.

L’ultimo desiderio

Una vacanza di un mese in Puglia, in una raffinata masseria tra gli ulivi.

L’ultima malinconia

Ripensando a mio figlio piccolino. Ora ha quattordici anni. Quando guardo il passeggino in soffitta mi struggo a ripensarlo paffuto e sorridente mentre andavamo dappertutto. Adesso se gli chiedo di uscire insieme mi guarda come fossi pazza.

Due pregi e due difetti

Leale e determinata, ritardataria cronica nonché produttrice seriale di gaffe!

A cosa stai lavorando ora?

Dopo aver terminato un romanzo di quattrocento pagine, sempre sulle donne, e che spero possiate leggere a breve, sono tornata all’antica passione, una casa dall’aria stagnante, sempre sul punto di essere demolita, nella quale gli affittuari, a volte, scompaiono…

Salutaci con una citazione

“Quando non si ha fantasia, morire poco conta, ma quando se ne ha, morire è troppo. Ecco il mio parere. Mai non avevo capito tante cose in una volta sola.”

‘Viaggio al termine della notte’, Louis-Ferdinand Célin

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Una risposta a NUELA CELLI

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    bacio… bollente?????

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