Recensioni al massimo: Azrael

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Titolo: Azrael

Autore: Pierluigi Porazzi

Collana: Farfalle

Editore: Marsilio

Euro: 18,00

Anno: 2015

Il Teschio, sadico serial killer che aveva seminato il terrore a Udine, è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza. La sua cattura si deve in gran parte alla squadra guidata da Alex Nero, cui l’assassino ha ucciso moglie e figlia. Ora nella città friulana una ragazza viene ritrovata cadavere, ammazzata con lo stesso modus operandi adoperato dal Teschio. Il nuovo killer si firma Azrael, come l’angelo della morte e continua a mietere vittime. Alcune sono persone legate a Nero, come a mettere in atto una sorta di vendetta verso l’ex agente. Altre sono, invece, persone che con lui non hanno nulla a che fare; il tutto rende l’indagine ancora più complicata. L’interrogativo più inquietante riguarda l’identità di Azrael: chi è? Ha qualche legame con il Teschio? A queste domande deve dare una risposta la squadra di investigatori tornata in campo per l’occasione e capitanata ancora una volta da Nero. Il tempo scorre inesorabile e bisogna fare in fretta prima che il killer faccia altre vittime.

Seguito de L’ombra del falco il romanzo in questione è un noir teso e avvincente, caratterizzato da un ritmo che non lascia respiro al lettore. L’ambientazione è quella del Nordest italiano, un tempo zona ricca e prospera e simbolo di benessere. La crisi economica iniziata nel 2008 ha spazzato via tutte le certezze anche in questa parte del nostro Paese: emblema è la costante apertura dei “Compro oro”. In un clima simile non manca chi approfitta per gettare benzina sul fuoco, alimentando i conflitti etnici in una guerra fra poveri che fa felici solo i ricchi. La corruzione politica ma non solo è ormai dilagante, incarnata nel romanzo dalle figure del senatore Rostagno e dell’imprenditore Greco. La bravura dell’autore sta nell’unire la narrazione serrata riguardante la caccia al serial killer con le riflessioni di natura sociale che la crisi inevitabilmente comporta. Il tutto senza dimenticare che Azrael resta fondamentalmente un noir crudo, in alcune parti ai limiti del pulp. Il merito è che quello di riportare in scena Alex Nero, personaggio indimenticabile che, sono certo, tornerà presto per la gioia di noi lettori.

Il punto massimo:

Non si può salvare un Paese già morto. Ucciso dalla corruzione e dai privilegi, da leggi scritte per opprimere gli onesti e salvare i potenti, da disonestà e ipocrisia. Troppe persone cercano soltanto e prima di tutto la loro convenienza. I principi e le leggi devono essere sempre gli altri a rispettarli. Nessuno, in questi anni, ha mai voluto rinunciare a un euro dei suoi profitti, soprattutto se illeciti o ingiusti. Come se il fatto di non averli meritati rendesse più difficile rinunciarvi. Pensioni e retribuzioni da decine di migliaia di euro al mese sono lo scandalo di questa epoca, in un’economia malata, in cui pochi detengono ricchezze e risorse affamando tutti gli altri, la maggioranza inconsapevole, stordita dalle menzogne, incapace di ribellarsi finché ognuno curerà soltanto il proprio orticello, fregandosene di tutto il resto, diventando complice dei potenti. Il motto divide et impera è sempre attuale.

Recensione di Massimo Ricciuti

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2 risposte a Recensioni al massimo: Azrael

  1. Patrizia Debicke ha detto:

    Bello, mamma mia che caldo.Bacionepatrizia

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