Hanna di Minna Canth, Vocifuoriscena (a cura di Marcello Ganassini)

Nel 2016 la casa editrice Vocifuoriscena ha pubblicato con la traduzione di Marcello Ganassini il romanzo Hanna, edito in Finlandia nel 1886 per la penna della scrittrice Minna Canth. Nata Ulrika Wilhelmina Johnson (Tampere 1844 – Kuopio 1897), autrice di novelle e di circa quindici tra romanzi e drammi, alcuni dei quali hanno ispirato film di grande importanza nella storia del cinema, il romanzo Hanna costituisce un must per tutti gli appassionati di ugrofinnica e non solo.

Il libro è ambientato in Finlandia, nella seconda metà dell’Ottocento: Hanna, che dà il titolo al romanzo, figlia del contabile di Kuopio, il signor Mellin, vive in un ambiente tradizionale di stampo borghese ritenuto il cardine della collettività, struttura sociale perfetta per la realizzazione di ogni uomo e di ogni donna e, soprattutto, per l’avanzamento della civiltà della nazione di cui ciascuno è una componente fondamentale ed integrante.

All’inizio del romanzo Hanna è una ragazzina di quindici anni, timida, riservata, sensibile e curiosa di studiare e apprendere. Ad un certo punto l’infanzia e la fanciullezza per lei si interrompono bruscamente quando, non riuscendo a prendere sonno, la ragazzina assiste al rientro in casa, a notte inoltrata, del padre ubriaco che rivela un atteggiamento verbalmente aggressivo verso la madre. Il carattere grezzo e violento del padre e la fragilità della madre scuotono profondamente la ragazza che è tormentata da oscuri pensieri e da una sensazione di disagio. In Hanna il senso di responsabilità diventa molto forte, la ragazzina diviene malinconica e avverte il contrasto tra la sua esistenza e quella spensierata e serena delle compagne di scuola. Il fratello Jussi, più piccolo di lei, riceve invece un’educazione più libera ed emancipata, viene spesso giustificato e scusato, mentre lei, diligente studentessa, con ottimi voti è costretta ad una formazione più pratica, più manuale. Nella Finlandia dell’epoca, infatti, l’istituzione scolastica era basata sulla divisione dei sessi e le ragazze venivano preparate quasi esclusivamente al loro ruolo di mogli. Faro per la ragazza saranno le lezioni del parroco Järvelä che insegnerà loro qualche rudimento della filosofia, legandola però sempre alla religione e senza l’ausilio di libri o quaderni per prendere gli appunti. Alle ragazze del tempo sono persino vietati l’insegnamento della logica e la divulgazione della dottrina dell’evoluzione della specie di Charles Darwin.

(la recensione prosegue a p.2)

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