“Alle porte della notte” di Paolo Roversi (Marsilio)

Risultati immagini per "Alle porte della notte" di Paolo Roversi (Marsilio)Recensione di Patrizia Debicke 

Radeschi, Radeschi francamente ci mancavi. Sei cambiato, d’accordo, diverso, nuovo? Più riflessivo? Maturo? No, a ben vedere fa sempre capolino il ragazzo di provincia arrivato a Milano per fare fortuna come giornalista, ma anche il bersaglio sotto pressione di un invisibile e minaccioso nemico che gliel’ha giurata a morte. Stavolta con “Alle porte della notte si parte alla grande” mettendo in tavola una scenografica rapina in una gioielleria del pieno centro di Milano, insomma in via Montenapoleone il più costoso cuore dello shopping della città. L’allarme azionato a distanza che chiama al soccorso la polizia, pare scombussolare i piani dei due rapinatori, ma loro niente! Impavidi prendono una commessa in ostaggio, escono in strada, sequestrano armi in pugno il furgone di una lavanderia e dopo aver ingaggiato un conflitto a fuoco con i carabinieri, fuggono bruciando semafori e travolgendo ostacoli Ai terrorizzati occupanti del mezzo sequestrato i banditi si presentano come Luglio e Novembre. La loro fuga, che provoca senza pietà una sanguinosa e letale carambola che vedrà coinvolte volanti della polizia, auto e taxi, bloccherà Piazza San Babila, permettendo al furgone di dileguarsi nel nulla. Continua a leggere

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MANIFESTO di Venezia

A seguito dei preoccupanti articoli a favore di quello che è stato definito, in titolazione, gigante buono, ricordiamo il Manifesto di Venezia, siglato il 25 novembre 2017 e purtroppo non ancora conosciuto o seguito da una buona parte dei media.

MANIFESTO DELLE GIORNALISTE E DEI GIORNALISTI
PER IL RISPETTO E LA PARITA’ DI GENERE NELL’INFORMAZIONE
CONTRO OGNI FORMA DI VIOLENZA E DISCRIMINAZIONE
ATTRAVERSO PAROLE E IMMAGINI

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La violenza di genere è una violazione dei diritti umani tra le più diffuse al mondo: lo dichiara la Convenzione di Istanbul, approvata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa nel 2011 e recepita dall’Italia nel 2013, che condanna «ogni forma di violenza sulle donne e la violenza domestica» e riconosce come il raggiungimento dell’uguaglianza sia un elemento chiave per prevenire la violenza. Continua a leggere

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“Il lupo nell’abbazia” di Marcello Simoni (Mondadori)

Risultati immagini per "Il lupo nell’abbazia" di Marcello Simoni (Mondadori)Recensione di Raffaella Tamba

Sul podio dei libri di cui è davvero difficile interrompere la lettura, “Il lupo nell’abbazia” riconferma ancora una volta il grande talento di Marcello Simoni nell’elaborare una trama appassionante in una cornice storica rigorosa e originale. Ricercando qualcosa di alternativo ai periodi più sfruttati, in questo nuovo romanzo della prestigiosa collana Il Giallo Mondadori, lo scrittore di Comacchio, sceglie un luogo ed un anno ben precisi: l’abbazia di Fulda, in Germania, nell’anno 832. Un momento critico per il Sacro Romano Impero di Carlo Magno che, passato a Ludovico il Pio, è insidiato dai figli Lotario, Pipino e Ludovico il Germanico. In questi contrasti viene coinvolto l’abate di Fulda, Rabano Mauro, personaggio storico che governò effettivamente l’abbazia per un ventennio, intellettuale di grande prestigio, autore di opere a contenuto didascalico e poetico.

La scena del romanzo si apre con l’arrivo di un contingente di armigeri comandati dal generale Sturmio che chiede (o forse pretende) di sostare nella foresteria dell’abbazia per la violenta tempesta di neve che li ha sorpresi. Lo sfarfallìo dei fiocchi (sinestesia cara all’autore) che cadono fitti per giorni interi è il pallido riflettore che illumina tutto l’intreccio giallo, con l’ininterrotta e abbondante bufera che terrà isolata da tutto l’abbazia e i suoi misteri. Continua a leggere

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Le forme dei mari ghiacciati 

Racconto di Giovanni Giuseppe Nicosia

Quando videro avvicinarsi alla riva quegli strani grandi umiaq e scenderne quegli omoni dai capelli chiari vestiti in modo così bizzarro, i tunumiit di Ammassalik si misero a ridere.

Non era la prima volta che vedevano degli europei. Qualche mercante si era avventurato sino a lì da quel lontano sud di cui non sapevano nulla, qualche missionario aveva tentato di prendere contatto, ma erano state faccende brevi e loro per lo più avevano preferito non farsi coinvolgere troppo, non farsi trovare spesso, continuare a pescare e a cacciare come avevano sempre fatto da almeno mille inverni.

Ma adesso eccone un gruppo più composito che portava strane attrezzature, che si sistemava sulla terraferma e cercava di montare delle strane tende. Ed erano buffissimi, agitati e goffi. Li avevano avvistati in mare già da qualche giorno e da come si muovevano c’era da chiedersi come avrebbero mai fatto a prendere anche solo un pesce. Era proprio il caso di osservarli per bene, di farsi vedere e di lanciare grida di benvenuto. Questo avrebbero fatto gli antenati, questo richiedevano il mare e la terra. Continua a leggere

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Grandangolo: “IL TRADITORE DELLA MAFIA” di VITO BRUSCHINI (NEWTON COMPTON)

Risultati immagini per "IL TRADITORE DELLA MAFIA" di VITO BRUSCHINIRecensione di Marco Valenti

Dopo aver raccontato alcuni tra i casi più intricati della cronaca nera del novecento [dalla Strage di Piazza Fontana al rapimento di Emanuela Orlandi, passando per le imprese di Renato Vallanzasca e il sequestro Getty da parte della ‘ndrangheta] Vito Bruschini arriva in libreria con il suo recente “Il traditore della mafia”, con cui ci introduce la figura di Tommaso Buscetta, esponente di massimo livello di “cosa nostra” e primo storico collaboratore di giustizia nella lotta alla mafia.

Il libro esce quasi in contemporanea con l’uscita dell’omonima pellicola cinematografica [curata da Marco Bellocchio], fatto che almeno inizialmente mi aveva fatto storcere un pò il naso, dal momento che non nego di aver pensato ad una mossa commerciale tout court. Ho deciso di dare comunque una possibilità al volume visto che del tema dell’illegalità radicata nelle tradizioni locali non si parla mai abbastanza.

Il taglio che viene dato alla figura di Buscetta è molto intimo, personale. Si racconta un uomo prima che un mafioso. Un uomo che è anche marito e padre di famiglia. Sgombriamo il campo da facili equivoci, nessuno lo incensa come fosse un santo o un eroe [concetti che spesso coincidono nella cultura popolare] ma nemmeno un esempio per le future generazioni. Viene solo evidenziato come, anche “il boss dei due mondi”, sia stato un uomo come tanti all’interno del proprio nucleo famigliare. Con le debolezze e gli affetti comuni a tanti altri. Ciò che non si dimentica [e non si deve dimenticare] è il suo ruolo all’interno di una organizzazione criminale che ha scritto le pagine più tristi della nostra storia recente e passata. Continua a leggere

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Torna “LA SHERLOCKIANA, un omaggio a Tecla DOZIO”

Bello quando si ricorda chi non c’ è più.

E si tratta di una persona davvero speciale.

Dopo il sorprendente esito della prima edizione, “LA SHERLOCKIANA, un omaggio a Tecla DOZIO”, festival letterario dedicato al romanzo giallo, avrà una seconda edizione, che si terrà, come lo scorso anno, sabato 28 e domenica 29 settembre 2019 a Milano, presso la Biblioteca Cassina Anna.

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Il Festival vuole essere un omaggio a Tecla Dozio, figura indimenticata nel mondo della narrativa giallo/noir e una dei massimi esperti di letteratura di genere in Italia. Tecla Dozio, “La signora del giallo”, ha avuto il merito di far conoscere ai lettori italiani moltissimi autori stranieri e ha dato la possibilità a scrittori italiani esordienti di pubblicare i propri romanzi e di affermarsi. Continua a leggere

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“Dodici rose a settembre” di Maurizio de Giovanni (Sellerio)

Risultati immagini per dodici rose rosse a settembreRecensione di Patrizia Debicke

Mina Settembre e gli altri sono personaggi che Maurizio de Giovanni ha già usato in precedenti racconti pubblicati per Sellerio. In Dodici rose a Settembre per la prima volta diventano gli interpreti di un romanzo. Un indovinato e irresistibile ventaglio di maschere farsesche che si muove agilmente sul palcoscenico di Napoli, città dolorosa e come la pietà michelangiolesca, spesso sfinita dalla tragedia. Ma una città che sa farsi anche criminale, crudele, spietata verso i deboli che de Giovanni non ci nasconde, anzi ci fa scoprire nelle sue pagine arricchite dal fiorito ironico dialetto, stravagante ma polposo linguaggio dei suoi personaggi di ogni livello sociale. Insomma un ventaglio che, con le tante sfaccettature delle sue storie, si allarga fino a diventare quasi un colorito emblema della difficoltà della vita. Per chi non avesse ancora incontrato Gelsomina Settembre detta Mina, assistente sociale di un consultorio napoletano, mi pare doveroso chiarire che è una borghese napoletana laureata, che lavora nei Quartieri Spagnoli, cosa che troppo spesso la costringe a impegnarsi in casi che chiedono giustizia. Ma Maurizio de Giovanni ci sorprende sempre. Continua a leggere

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