Alice Ilgenfritz Jones – Ella Merchant: PARALLELI PERICOLOSI. Le rivelazioni marziane di due donne del West.

Paralleli pericolosi. Le rivelazioni marziane di due donne del West - Ilgenfritz  Jones, Alice - Merchant, Ella - Ebook - EPUB con DRM | IBS

A cura di Simonetta Badioli

Traduzione e Introduzione di Simonetta Badioli

Postfazione di Alessandra Calanchi

Arriva con il giusto tempismo PARALLELI PERICOLOSI  visto lo sbarco di Perseverance su Marte e la messa in onda di Gentleman Jack su Netflix. Se Lister aveva scelto il diario in codice per narrare la sua vita trasgressiva nella vittoriana Inghilterra, verso fine Ottocento, ricorreranno a un genere ibrido, un protagonista maschile e un’ambientazione extraterrestre in Unveiling a Parallel. Soluzioni davvero astute per un’America emersa dalla guerra civile. A livello di scelte narrative è certamente un passo avanti rispetto al diario nascosto di Lister. Soprattutto nel West, ormai la strada verso l’emancipazione sociale e di genere era stata avviata e, con l’immigrazione anche le frontiere si erano aperta: “nel 1890 si assiste alla fine della Frontiera” (Badioli, p 8).  

Nella sua brillante Postfazione (pagg. 193-198) la professoressa Alessandra Calanchi (Università di Urbino)  mette in luce il buio (sorry!) in cui l’intera umanità si ritrova ancora per quanto riguarda le questioni di ecologia, sostenibilità e soprattutto di genere. Persistono difatti divari di tutti i tipi: economici, culturali, sociali. Secondo Calanchi, viste le carenze sulla Terra,  magari sarebbe meglio “recuperare qualche punto prima di arrivare su Marte” (pag. 198).

(la recensione prosegue a p.2)

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“Ballata per spiriti inquieti” di Chiara Alaia (Bertoni Editore)

Ballata per spiriti inquieti

Sul comodino della Rambaldi

Chiara Alaia – Bologna – Laureata in Scienze della Comunicazione, lavora nell’ambito della moda ed è appassionata di letteratura e musica. Ha pubblicato il romanzo: Dove la terra finisce e il mare comincia e molti racconti in antologie.

“Buongiorno sono Russo…”

Gli rispose una voce femminile nasale e sgraziata: “No, grazie. Non compriamo niente.” Riagganciò.

Nico suonò di nuovo perplesso.

“Sì?”

“Forse c’è stato un equivoco, signora. Sono l’ispettore Nico Russo. Il nuovo inquilino del Ragionier Tortora.”

“Ah, è lei! Perché non l’ha detto subito? Ora le do il tiro.”

“Mi dà che?” L’apertura del portone scattò con un ronzio. Il tiro.

È quasi Natale. L’ispettore capo Nico  Russo ha trovato Rosa a letto col suo migliore amico e le ha sfondato il parabrezza della Peugeot  con una mazza da baseball. Era tornato presto per farle una sorpresa, ma  la sorpresa gliel’ha fatta prima lei. E ora ascolta jazz nell’inutile tentativo di addormentarsi. L’amico l’ha colpito  con un  potente pugno allo zigomo. E quello a pugni  se l’è sempre cavata meglio di lui.

Nico è appena stato chiamato  a Bologna per indagare sulla misteriosa morte del  noto jazzista Carlo Minguzzi, trovato strangolato al Mood Indigo. Il  Mood Indigo sul finire degli anni ‘70 è stato un locale di grido e nel tempo  è rimasto uno dei ritrovi della controcultura bolognese in piena zona universitaria. Ma a dirla tutta del locale dei bei tempi è rimasto solo l’arredamento.

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“Storia di una scomparsa” di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni (Fandango)

Storia di una scomparsa - Flavia Piccinni,Carmine Gazzani - copertina

Sul comodino della Rambaldi

Flavia Piccinni – Coordinatrice editoriale della Casa Editrice Atlantide è autrice di documentari per RAI1 e Radio3 RAI. Ha  pubblicato 3 romanzi e un saggio sulla ‘ndrangheta. Con Bellissime,  da cui è stato tratto un documentario, ha vinto il premio Benedetto Croce.

Carmine Gazzanni – giornalista, autore televisivo per RAI1 e inviato per RAI2, scrive per La Notizia, Panorama e Left e ha vinto molti premi giornalistici.

“L’ambizione locale di risolvere rapidamente il caso si stava rapidamente esaurendo. Le battute degli agenti, a cui grande supporto davano decine di volontari, non portavano a niente. Si era arrivati a cercare fino a Gallipoli, perlustrando i campi di grano e di olivi. Ormai era chiaro. Mauro non si era allontanato volontariamente. Adesso bisognava capire se fosse ancora vivo, o il suo corpo esanime fosse stato nascosto chissà dove, chissà da chi. A Taviano erano arrivati per le indagini i Carabinieri del nucleo investigativo di Lecce e altri erano giunti dalla tenenza di Casarano. A orchestrarli ci sarebbe stato il sostituto procuratore della Repubblica Luigi Molendini. Analizzando i fatti, era subito sembrato chiaro come quello non potesse essere un rapimento volto a chiedere un riscatto.”

Storia di una scomparsa è il racconto dettagliato del rapimento più lungo del mondo.

Un rapimento durato 44 anni.

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“L’invenzione della felicità” di Benedetta Gargano (Solferino)

L' invenzione della felicità - Benedetta Gargano - Libro - Solferino - | IBS

#grandangolo di Marco Valenti

Benedetta Gargano, autrice e sceneggiatrice, ma anche grande appassionata di cucina, cuoca e food blogger, arriva finalmente al debutto letterario. E lo fa grazie alla nonna Elisa, quasi centenaria. È il suo ingresso nel piccolo appartamento dove Benedetta e il marito vivono, a portarla a trasformare quello che era un semplice diario online in un romanzo vero e proprio.

L’inatteso arrivo della nonna determina uno stravolgimento delle consuetudini e delle prospettive al punto che il microclima che negli anni Benedetta è riuscita a creare in famiglia va a farsi benedire. Nonna Elisa, altrimenti destinata alla Casa di Riposo dopo una caduta, irrompe nella vita della coppia scombinando tutti i piani. La sua dinamicità, in netto contrasto con l’anagrafe che la vorrebbe quantomeno remissiva se non inferma, è la scintilla che fa deragliare il matrimonio di Benedetta, retto dalla routine e dall’assenza di sogni più che dalla passione. Tenace ed ironica, nonna Elisa, conquista con la semplicità di chi ha le idee chiare su che cosa sia la vita e su come vada vissuta per non rimanere schiacciati dal peso dei rimpianti. L’esatto contrario della nipote, che, nonostante i successi professionali in ambito televisivo, non riesce a sentirsi realizzata come donna. Vive in modo rituale, senza eccessi, senza dare spazio a quelle che sono le sue reali esigenze, al punto che ha smesso anche di curare il proprio aspetto fisico.

La tanto attesa scossa arriva e finalmente Benedetta può iniziare a riprendere in mano la propria vita, e cercare quella felicità che le manca. Arriva il momento di salutare per sempre l’autostima carente, le insicurezze, la malinconia, e tutti i suoi abituali compagni di vita, per provare a guardare al domani con rinnovato entusiasmo. Nel momento in cui si rende conto di essere in possesso della forza per cambiare Bendetta diventa inarrestabile, la sua mutazione è costante, e a tutti i livelli. Diventa finalmente quella donna che avrebbe sempre voluto essere. Le giornate, un tempo declinate secondo il medesimo e statico copione ora assumono una sostanza nuova, rinnovata. Benedetta colora una vita che stava avviandosi verso uno stanco bianco e nero, fino al punto che del suo mondo di un tempo non c’è più traccia.

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“Quando il diavolo ci mette la coda” di Maria Teresa Angelini ed Eleonora Papp (Giraldi)

Quando il diavolo ci mette la coda - Maria Teresa Angelini - Eleonora Papp  - - Libro - Giraldi Editore - Fiabe | IBS

Recensione di Patrizia Debicke

Quando il Diavolo ci mette la coda è una raccolta di sei intriganti racconti dai suasivi titoli: Quando il diavolo ci mette la coda, Il bello addormentato nel bosco, Mastello contro strofinaz, Prisca Margareta, Storia delle tre principesse, Gildas le Blanc, tutti concepiti,  premeditati e messi su carta  da Maria Teresa Angelini e da sua figlia Eleonora Papp negli anni novanta.

Sei racconti che, partendo gioiosamente dall’inferno, si fanno strada nell’avanzare delle pagine con  un voluto  taglio narrativo novellistico in grado di richiamare in parte  certe favole di Grimm.  Un abile  taglio novellistico dicevo,  che talvolta  però si diverte a sconfinare  nel distopico  e ci accompagna con grande  perizia per le oltre trecento pagine del libro. Sei racconti scritti con piglio  sicuro,  di ampia, immensa oserei dire,  estensione ambientale, nei quali si vola, si sogna, si partecipa con il pensiero, si trema di paura ma  si fa il tifo per i protagonisti  e si viaggia in mondi reali e di fantasia, tutti  gradevolmente umoristici.

Sei  storie, tutte arricchite  da un  piacevole tocco surrealistico, adatte a scatenare  un’ indispensabile scintilla di fantasia  nella mente dei più piccini e non.
Fiabe complesse, volute, ricercate, costruite dalle autrici per stuzzicare e cogliere la scintilla, l’attimo fuggente, quasi il tocco di bacchetta magica,  in grado di  trasformare la  realtà in fiaba.
Una piccola antologia fantastica, un gradito  regalo per lettori di ogni età. Un’antologia che inanella nomi di fantasia, titoli altisonanti  e  termini strani, magari complessi o più semplicemente stravaganti e spesso suggeriti da letterature e lingue più diverse e disparate  tra loro. Un’antologia che si diverte a esplorare la reale irrealtà di tante possibili  vicissitudini o gravi tribolazioni affrontate dai più  disparati gruppi familiari sia in ogni dove del pianeta Terra, che in lontani mondi magari sconosciuti e  inesplorati, oppure addirittura a varcare i confini  di diaboliche esistenze parallele.


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“Le magnifiche invenzioni” di Mara Fortuna (Giunti)

Sul comodino della Rambaldi

Mara Fortuna – insegnante, giornalista e scrittrice – ha pubblicato racconti su quotidiani e antologie e dirige La Principessa Azzurra APS, un’associazione contro la discriminazione e la violenza di genere per la quale organizza laboratori di educazione ai sentimenti, scrittura e drammatizzazione. Questo è il suo primo romanzo.

“Gaetano non era un femminiello, era un  artista e quei guaglioni erano schifosi merdajoli.

“Sce’, sce’, che fai fuje? Te sì appaurato?”

“Femminie’, fermati!” urlavano.

Tunino arrossì di rabbia, non poteva rispondere, erano troppi, allora si girò e cominciò a camminare veloce. Voleva allontanarsi per non litigare, ma inciampò in Carmelo uocchio ‘e gatta, un ragazzone quasi cieco, con l’occhio destro velato da una patina azzurrina, che era stato qualche anno all’istituto di Santa Maria di Caravaggio e ora stava stabilmente in strada. “Pecchè curri? Te prore ‘o  culo? Gli gridarono gli scugnizzi mentre correvano per raggiungerlo.”

Al San Carlo di Napoli, nel 1888, si tengono le ultime prove del balletto Coppélia e Gaetano Starace è nervoso in vista del debutto. Il  fratello  Tunino lo segue con affetto dalla platea.

Sul palco Coppélius sta per togliere la vita a Franz per dar vita alla sua Coppélia, ma  Franz si sveglia appena in tempo per accorgersi che si sta innamorando di una macchina. Il pubblico applaude.

Gaetano, detto ‘O ciucciariello,  che per anni è stato sguattero di teatro, oggi è una grande  promessa della danza, e il fratello Tunino, detto ‘O frate d’o femminiello, è un apprendista fabbro che sogna di inventare nuovi meccanismi sul lavoro. Purtroppo il padrone che l’ha preso a lavorare solo per fare un favore a suo padre non gli dà corda,  e  nemmeno  la madre,  incoraggia i propri figli che sognano solo di togliersi dalla miseria.

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“La moglie silenziosa” di Karin Slaughter (HarperCollins editore)

La biblioteca di Gabriella

La moglie silenziosa - Karin Slaughter - Libro - HarperCollins Italia - |  IBS

Girando per le librerie ed imbattendosi nei libri di Karin Slaughter, non si può passare avanti senza acquistare almeno uno dei suoi tanti bestseller perché la scrittrice è diventata con gli anni garanzia di qualità grazie soprattutto a libri che hanno lasciato il segno. Non ultimo sicuramente “La moglie silenziosa” edito dalla HarperCollins, nel quale la scrittrice ci racconta uno dei casi su cui sta nuovamente lavorando Will Trent, agente speciale del GBI e protagonista di altre sue opere.

Ne “La moglie silenziosa” Will si trova a dover riprendere in mano un caso ormai chiuso dieci anni prima ma che per una serie di nuovi morti ed a seguito di una nuova testimonianza del killer che è stato accusato precedentemente, sembra proprio non essere stato risolto come si pensava. Nelle prime pagine del libro veniamo a conoscenza dei fatti iniziali: un silenzioso predatore pare stia perseguitando le donne della contea di Grant e queste persecuzioni sembrano essere state risolte con la cattura di Daryl Nesbitt. La narrazione poi passa con abilità a dieci anni dopo quando quest’ultimo si ostina a proclamare ancora la sua innocenza ed accusa la polizia corrotta di averlo, all’epoca, incastrato ed inoltre pare che nuove morti tra donne stiano riaccendendo  preoccupazioni che sembravano ormai sopite perché il modus operandi sembra proprio quello del serial killer di dieci anni prima. Will Trent, quindi, dovrà risolvere il caso alla luce di questi nuovi elementi ma con non poca difficoltà perché l’andare avanti nelle indagini lo porterà a coinvolgere l’ultima persona che andrebbe coinvolta e cioè la sua fidanzata Sara nonché vedova di Jeffrey Tolliver, ex capo del dipartimento che all’inizio aveva portato alla cattura di Nesbitt e che rimase poi ucciso.

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Buona estate con Odissea delle donne!

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“Uno strano pubblico ministero” di Giorgio Bastonini (Mondadori)

Recensione di Nuela Celli

Paolo Santarelli è un pubblico ministero, ma di certo non lo diresti, incurante di etichette o protocolli, zaino in spalla, casinista quando non incasinato, è uno che all’occasione si fa prendere a borsettate se non di peggio, pur di scoprire la verità, incassando bene, soprattutto le gaffe, di cui è un produttore seriale, ma anche uno che non molla, mai.

“Lo specchio gli rimandava l’immagine di un uomo alto e magro, con gli occhi castani, una chioma che nessun taglio avrebbe potuto ingabbiare e un naso importante, che spiccava su un volto scavato da artista maledetto. Insomma, nel complesso era piacevole quanto bastava. In certe fasi della sua vita postmatrimoniale aveva creduto pure di essere affascinante…”

Essere informale e autoironico può ingannare chi se lo trova davanti, in realtà ha un carattere di ferro, e la famiglia dei Romano, che vorrebbe tenere in scacco la città di Latina gestendo il traffico di droga e un’ampia gamma di attività illecite, lo sa molto bene.

“Quindi è una cosa seria” commentò il Romano. “E chi avrei ammazzato?” Zucchinetto gonfiò i pettorali e serrò la mascella provocando un sinistro stridio dei denti e il guizzare improvviso dei poderosi muscoli del suo collo, che parvero animare il tatuaggio colorato che partiva da chissà dove e terminava dietro l’orecchio destro.”

Dotato di un intuito che appare fortuito ma che si rivela spesso geniale, il giovane sostituto procuratore è abituato ad andare oltre le apparenze, a pensare fuori dagli schemi e ad arrivare sempre fino in fondo. Lo deve a loro, ai morti ammazzati, di cui ogni volta si sente il carico emotivo, la richiesta muta che giustizia sia fatta per quello che è il peggiore dei crimini.

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“London Blood” di Giulia Nebbia (SEM)

London blood - Giulia Nebbia - Libro - SEM - | IBS

Sul comodino della Rambaldi

Giulia Nebbia – dopo una lunga parentesi a Singapore, vive a Londra col marito e due figlie. Laureata in scienze politiche ha un Master in Editing e Scrittura dei Prodotti Audiovisivi. È appassionata di cinema, yoga e arti marziali.

“Senti, non voglio farti del male. Va via, lasciami stare.”

“Non posso. Lo sai che non posso farlo, ci conosciamo da troppo tempo. Se non ti fermi da solo, dovrò farlo io.”

“Non puoi fermarmi, nessuno può. Non immischiarti o sarà peggio per te” disse l’uomo incappucciato a denti stretti. La sua voce era rabbiosa, determinata. Con appena un accenno di rammarico.

L’altro lo fissò per un paio di secondi. “Non doveva finire così” disse infine.

Lui sorrise. “Questa non è la fine… è solo l’inizio.”

Con un sospiro profondo, l’avversario si rassegnò all’inevitabile. “E va bene, se è questo che vuoi.” Raccolse tutta la sua considerevole forza e scattò in avanti, brandendo il pugnale come una spada.”

Londra – Un uomo incappucciato uccide cani al parco, li scuoia, si imbratta del loro sangue e li getta sui binari. Qualcuno lo vede e lo rincorre. L’incappucciato si rifugia nel cimitero. L’inseguitore non molla. È il suo mentore. L’ha  riconosciuto. Ma questo non  gli impedisce di accoltellarlo.

(la recensione prosegue a p.2)

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