“Sogni e bisogni” di Werner Swan (Toten Schwan Duemilaquindici)

Recensione di Raffaella Tamba

Una voce nuova, quella di Werner Schwan, che si propone ai lettori con un racconto che è nello stesso tempo un’introspezione autobiografica ed un sincero tributo alla propria città, La Spezia. Dall’originale tema centrale, lo stadio cittadino del Picco, l’autore traccia un’accurata indagine sulla propria esperienza giovanile, sull’ambiente sociale che lo circondava, sulla città e il suo rapporto con il resto dell’Italia. Ne scaturisce un libro che si legge d’un fiato per la forza trascinante della prosa diretta ed emozionale.

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Il Picco è lo stadio della squadra dello Spezia (da notare che “per noi è Spezia, La Spezia lo dicono solo i forestieri e i libri di geografia”), una squadra che oscilla fra la serie C e la serie B, coltivando la timorosa speranza di arrivare in serie A, con la consapevolezza che rimarrà comunque una speranza ma che proprio per questa sua aleatorietà costituisce quel sogno infinito che dà la spinta per andare avanti. Continua a leggere

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“Fairy Tales” di P. Craig Russell (Nicola Pesce Editore)

Risultati immagini per “Fairy Tales” di P. Craig RussellRecensione di Claudio Guerra

16 Ottobre. Nel mio calendario laico è il giorno in cui mi piace ricordare Oscar Wilde. Quello vero, non quello della miriade di aforismi, spesso apocrifi, che compaiono nella galassia del copia e incolla che attraversa la rete. Ricordarlo nel giorno del suo compleanno.

Leggo che Sky lo ha celebrato trasmettendo un film che era nelle sale questa primavera. Un film voluto e interpretato da Rupert Everett, attore che molto ha avuto e ha dato in opere del Wilde drammaturgo. Una biopic, come si dice oggi, che ricostruisce gli ultimi tempi della sua parabola discendente. Il titolo scelto, “The Happy Prince”, per una volta almeno, viene trasposto letteralmente nella traduzione italiana, seppur con sottotitolo “chiarificatore”. Non c’era scelta: la favola scritta dall’autore irlandese espressamente per i suoi figli ed inclusa nella raccolta eponima del 1888 è parte integrante e perno della narrazione.

Dal momento che non sono abbonato a Sky ho devuto scegliere fra altre alternative. Ci sarebbe stato un volumetto di una collana umoristica della Bietti, che quest’estate mi sono accorto che aveva bisogno di una piccola restaurata. Dopo averlo rincollato non l’ho rimesso a posto, ma il ripensare che avesse avuto bisogno di essere riparato, nonostante abbia solo pochi mesi meno di me, mi faceva venire un po’ di malinconia. Continua a leggere

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Sul comodino della Rambaldi: “Il fantasma del ponte di ferro” di Piero Colaprico (NERO Rizzoli)

Risultati immagini per Il fantasma del ponte di ferro coverPiero Colaprico è caporedattore presso La Repubblica di Milano. Dopo una vita da inviato speciale, ha coniato il termine Tangentopoli prima di Mani Pulite ed è autore della serie di romanzi con protagonista il maresciallo Pietro Binda.

Ha pubblicato: Quattro gocce di acqua piovana, La nevicata dell’85, La primavera dei maimorti (con Pietro Valpreda), L’estate del Mundial e La quinta stagione.

Ne ho viste tante ormai in questa città, a Milano devo tanto, non smette di sorprenderci nel bene, ma anche nel male… continuo a domandarmi se non sia qualcosa nell’aria, nello smog, in questa puzza di pneumatico lesso e di sudore, di gerani morti e di scarpe consumate, a far venire in mente alle persone nefandezze del genere…

Il maresciallo Pietro Binda, dopo la pensione, ha aperto un’agenzia investigativa nello studio di casa sua e ora, Olga, la bella russa incinta di un metro e ottanta, gli sta portando un nuovo indizio per riaprire un vecchio caso irrisolto del 1972.

Nel vederla Alba, la portinaia del palazzo, si ingelosisce. Continua a leggere

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RubriCate: “Da qui ho un posto comodo” di Andrea Magno (CHIAREDIZIONI)

Risultati immagini per “Da qui ho un posto comodo” di Andrea MagnoScorrendo la home page di Facebook, sono intruppata in una foto di Andrea Magno (nella foto, sotto) sormontata dalla didascalia: La poesia è un tradimento.

Ho indugiato sul post trattenuta dal peso gravativo di un’intuizione ancora informe. Poi ho capito.

È un enunciato che definisce il senso più imo e netto dell’opera di Magno.

Sto leggendo la sua raccolta di poesie “Da qui ho un posto comodo”, pubblicato da Chiaredizioni, e sono stata afferrata da una smania anticipatoria di scriverne. È un effetto della poesia, questa istigazione alla libertà, all’abbattimento delle procedure intellettuali e allo scardinamento della deontologia recensoria. Continua a leggere

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Sul comodino della Rambaldi: “Le Impure” di Matteo Bertone (Nero Press Edizioni)

Risultati immagini per "Le Impure" di Matteo BertoneMatteo Bertone, 1975, si occupa di comunicazione per un’azienda farmaceutica. Ha pubblicato i romanzi: Soggetti Smarriti, La memoria dell’acqua, L’inverno di Teresa, Diurno Imperfetto, Illustri vampiri e molti racconti in antologie e riviste letterarie.

Imparare a non soffrire il freddo

Imparare la voce degli animali notturni

Imparare ad ascoltare il soffio del vento

Imparare a dominare la paura

Imparare tutti i segreti del bosco

Elettra, 30 anni, fa la escort a Torino o, come dice lei, fa la baby sitter per adulti.

Si è lasciata alle spalle un’infanzia difficile.

Il padre si è sparato e la madre, misteriosamente sparita quando lei aveva sette anni, è stata dichiarata morta. Continua a leggere

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Il giorno dei morti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi ricordate pure chi non c’è più,

recatevi al cimitero e parlate con gli estinti,

ma non crediate di toglierveli di torno.

Domani torneranno a pizzicarvi:

in un profumo improvviso

che si dilegua tra la folla,

nel sorriso di quella volta,

nel consiglio ignorato,

nella camminata di uno sconosciuto,

nell’acqua di mare,

nella ruvida dolcezza dell’alcol,

tra le nuvole che dilegua un aereo,

nei vicoli stretti della memoria,

in una melodia mai più ascoltata,

nei venti improvvisi,

nella scena di quel film,

in un sogno impalpabile

che non si ripete mai uguale.

I morti sono dietro ai muri, Continua a leggere

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Sul comodino della Rambaldi: “I boschi del tempo” di Cristina Orlandi (Damster)

Cristina Orlandi ha pubblicato decine di racconti in varie antologie come Nessuna Più, Donne che fecero l’impresa, Bologna meravigliosa, Brividi a cena in Appennino, Brividi a cena in Valmarecchia e Brividi a cena in territorio Pratese. Ha curato l’antologia Bolognesi per sempre ed è responsabile editoriale della collana R come Romance delle Edizioni del Loggione.

Non dico quello che sento per te. Non te lo dico, perché tanto lo sai. Poi, magari per te è troppo, o ti suona come qualcosa di esagerato, e quindi non ti fa piacere sentirtelo dire. Ma nel caso lo volessi, ecco, sono io che non riesco a dirlo. Ho paura a dire qualcosa di così grande. Però, ecco, anche se non lo dico, io sento quella roba lì. Quella cosa che sai”.

Margherita avrebbe voluto mandare i suoi saluti a Riccardo sulle montagne. Un posto dove non si può capitare per caso, un posto dove bisogna andarci apposta. Quella settimana ci sarebbe stata la festa del Patrono e sarebbe stata una buona occasione per tornarci, per rivederlo.

Ma temeva di non essere gradita, di risultare insistente.

Riccardo per lei era tutto, e Margherita cos’era per lui? Continua a leggere

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