Libri in viaggio – Patagonia e Terra del Fuoco

  • “In Patagonia”, Bruce Chatwin – Adelphi.
  • “The Other”, Ryszard Kapuscinski – Verso Books.

Ci sono paesaggi che entrano a far parte della propria geografia personale, posti per cui si sente un forte e strano senso di attrazione e appartenenza, strade su cui in qualche modo è possibile ritrovare se stessi.

I intent to spend Christmas in the middle of Patagonia / I am doing a story there for myself, something I have always wanted to write up’.

(Ho intenzione di passare il Natale da qualche parte in mezzo alla Patagonia / Scriverò una storia laggiù, per me stesso. Qualcosa che ho sempre voluto raccontare.)

Lo dice nel 1977 un giovane Bruce Chatwin in un telegramma mandato al Sunday Times Magazine, dove lavora come consulente di arte e architettura: è la sua lettera di dimissioni, scritta appena prima di partire. La scintilla è una cartina geografica, il pretesto è il tracciare una storia di famiglia e il risultato un grande romanzo che racconta l’identità di quelle terre alla fine del mondo, estreme e affascinanti, che all’epoca non conoscevano ancora il turismo di massa. Grazie a quell’avventura, Chatwin scriverà il suo primo libro ‘In Patagonia’ tradotto da Mariagrazia Gini e pubblicato in Italia da Adelphi, quello che è universalmente riconosciuto come un cult nel genere dei libri di viaggio. Continua a leggere

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Lezioni di Scrittura

…alla Scuola di Franco Forte. Sul suo youtube di Franco Forte, Marilù Oliva parla della gestione del tempo

#fabula #intreccio #analessi #prolessi

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Premi letterari (plurale maschile) #3

di Marilù Oliva

È uscita la cinquina del Premio Alvaro-Bigiaretti , i finalisti sono tutti maschi. Un caso? Può darsi, visto che l’anno scorso si era piazzata in finale, in compagnia di 4 autori, una scrittrice e anche molto brava.

Per correttezza vi dico che quest’anno anch’io ho partecipato, spinta ingenuamente solo dal tema (Il tempo). Ma il fatto di non essere stata scelta non è un problema: noi lo sappiamo bene cosa sta dietro a molti premi letterari, quanto sia sciocco caricarsi di aspettative, quante dinamiche più o meno serie si nascondano dietro le quinte, alcune imprevedibili, altre già scritte, nessuno scrittore con un minimo di sale in zucca si aspetta di vincere un premio, piuttosto si pone con l’atteggiamento di chi tenta alla cieca, senza inutili speranze. Rispetto a tutti i concorsi letterari, in generale, sono molti disincantata e non ho nulla da ridire sulla qualità della cinquina dei finalisti del Premio Alvaro 2017.

Piuttosto mi chiedo: possibile che nemmeno una donna avesse scritto un romanzo interessante collegato al tempo? (che poi TUTTI i romanzi sono legati al tempo, se ci pensiamo).

Vorrei estendere il discorso anche ai premi polizieschi, di cui vi avevo parlato tempo fa. E a tutti premi di narrativa. Qualcuno di voi dirà: ma volete le quote rosa anche qui e bla bla bla? No, non è esattamente questo che vogliamo. Però vorremmo approfondire la questione, vorremmo capire cosa ci sta dietro. Converrete con me che se su 10 scrittori le donne sono in media 2,5 (dati Istat), allora almeno una donna (e un quarto) – in media – dovrebbe piazzarsi in cinquina. Almeno una donna dovrebbe vincere ogni quattro anni i premi letterari, sempre in media. Ma l’evidenza è che, da parecchi lustri, le medie reali siano sfasate rispetto a quelle matematiche (mai una volta che in una cinquina si siano viste 4 o 5 donne: ci mancherebbe! e dubito anche 3). Dall’esterno, questa situazione fa pensare non solo che i libri delle autrici siano considerati di meno pregio e valore rispetto a quelli degli uomini, ma che le quote rosa, che nessuno di noi auspica come obbligatorie, siano nei nostri concorsi addirittura fortemente bandite.

 

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La fragilità delle certezze di Raffaella Silvestri (Garzanti)

Recensione di Patrizia Debicke

Confesso che non mi entusiasma il titolo, tanto che ammetto di aver cominciato a leggere la storia abbastanza prevenuta. Anche se non so quale avrebbe potuto essere quello giusto. Forse: “Non esistono certezze”? Boh, e comunque non sta a me giudicare. Anche se questo titolo La fragilità delle certezze rende poco il messaggio di forza e di spinta alla ricostruzione morale e materiale che, io credo, l’autrice abbia inteso far passare scrivendo il suo libro.

Milano. Anna ha trent’anni e da sempre si sente diversa. Non si è mai trovata bene né al liceo e né durante l’università. Con la sua famiglia, poi,benché non le avessero mai fatto mancare qualcosa, il feeling non passava, i rapporti non funzionavano. Si è trovata male anche con sé stessa, come se niente avesse potuto cancellare quel quid di torbido che ha segnato la sua adolescenza. Forse l’ha segnata così tanto, da costringerla a sballarsi moralmente e ad autopunirsi, portando avanti una relazione malata e ormai decotta con Valerio, il suo ex professore di teatro. Un attore famoso, che si fa vivo solo quando gli fa comodo. Molto più vecchio, anzi troppo, che sfoga crudelmente su di lei i suoi rigurgiti di rivincita. Continua a leggere

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La più amata di Teresa Ciabatti (Mondadori)

di Marilù Oliva

«Il neuropsichiatra infantile a cui si rivolge mio padre è un luminare che arriva da Roma apposta per me. Dottore, premesso che io sto benissimo, dico sedendomi di fronte a lui. Ho molti amici che mi amano, lei non sa quanto mi amano, la gente in generale mi ama, la mia vita è incredibile, dottore, ho tutto quello che voglio, e poi sono bella, una bella ragazza, non che pensi all’amore, è presto, più che altro è l’insieme, un magnifico insieme di felicità. Lui mi fissa: volevi morire?»

Un romanzo autobiografico, “La più amata” di Teresa Ciabatti, tra i 27 candidati alla LXXI edizione del Premio Strega, frutto di mesi di ricerca compulsiva durante i quali l’autrice ha cercato di ricostruire la sua (in parte molto oscura) storia familiare. Cresciuta come protetta da un mantello verso tutti i presunti pericoli che provenivano dal mondo esterno ma priva invece di protezioni rispetto a tutto ciò che sono le dinamiche interfamiliari, la piccola Teresa è vittima di aspettative ed ansie genitoriali. Vive in una villa a Pozzarello con undici bagni e piscina, la sua è una famiglia altolocata di cui, però, Teresa, soffrirà la disgregazione e la caduta finanziaria. Continua a leggere

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Nel labirinto di Sigge Eklund (Marsilio)

Tutti noi ricordiamo la triste vicenda della piccola Maddie, la bimba britannica scomparsa la notte del 3 maggio 2007 da un appartamento nella zona centrale di Praia da Luz, durante una vacanza in Portogallo con la famiglia, mentre i genitori erano usciti. Ne è rimasto molto colpito anche Sigge Eklund, classe 1974, alle spalle cinque romanzi, blogger e produttore televisivo che oggi vive a Stoccolma con la moglie e i tre figli. Così colpito che ha deciso di ispirarsi a questa terribile sparizione per il suo thriller psicologico “Nel labirinto”, da poco uscito per Marsilio. Nel libro sparisce Magda, di undici anni, una bimba particolare, prudente, paurosa, ostinatissima. Sua madre, Åsa, è una psicologa, suo padre, Martin, un editor non del tutto trasparente. Ma sua moglie lo conosce bene le sue ombre e le sue luci:

«Ovunque andassero le chiedevano che effetto facesse aver sposato un uomo perfetto. Tutti lo adoravano. Solo lei sapeva davvero chi era. Solo lei sapeva quanti sforzi gli costasse essere Martin e non aveva nessuna intenzione di smascherarlo. Tanto la gente non avrebbe voluto saperlo» Continua a leggere

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“Ni una màs” anche il Messico. No al #femminicidio

“Nessuna più” , il progetto edito da Elliot e curato da Marilù Oliva contro il femminicidio sbarca in Messico, grazie all’attento lavoro di Fabrizio Lorusso e Clara Ferri.

40 scrittori contro il femminicidio, 40 nomi tra cui Maurizio de Giovanni, Marco Vichi, Lorenza Ghinelli, Loriano Macchiavelli, Alessia Gazzola, Raul Montanari, Francesca Bertuzzi.

I proventi del progetto italiano sono stati devoluti a Telefono Rosa.

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