Sul comodino della Rambaldi: “Il meticcio” di Federica Fantozzi (Marsilio)

Risultati immagini per Il meticcio di Federica Fantozzi (Marsilio)Federica Fantozzi – Roma – Giornalista professionista è stata cronista politica e parlamentare per l’Unità e si occupa di comunicazione economica. Scrive per Il venerdì, L’Espresso, Sette, Il Mattino, La Nazione, La Repubblica, Italia Oggi ed è autrice di tre thriller editi da Marsilio, nella collana Farfalle: Caccia a Emy, Notte sul Negev e Il logista. Con Alberto Brunelli ha scritto la biografia di Enrico Letta.

“Dal piano superiore la galleria dello shopping ammiccava. C’erano tutte le grandi griffe, ma non solo. La vetrina di calze e cappelli a righe colorate. Il negozio rosso Ferrari. Il frigorifero con lardo di Colonnata, fontina valdostana e prelibatezze varie. Le bottiglie di limoncello Pallini in fila sull’Apecar tappezzato di adesivi. Persino le tazzine da caffè con gli affreschi della Cappella Sistina, lì, non apparivano kitsch.

Amalia Pinter adorava gli aeroporti. Anche quando non doveva partire”

Giugno. Caldo intollerabile, intervallato da veloci scrosci di pioggia che non portano refrigerio. Amalia Pinter, cronista de Il vero Investigatore con sede a Fontana di Trevi, si aggira per l’aeroporto di Fiumicino a caccia di scoop per il giornale, specializzato in cronaca nera e giudiziaria in salsa nazional popolare. Continua a leggere

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“Ascia Nera. La brutale intelligenza della mafia nigeriana” di Leonardo Palmisano (Editore: Fandango)

Recensione di Marco A. Piva

Leonardo Palmisano è da un po’ sulla bocca di tanti per le sue inchieste senza paura e per i suoi reportage al riguardo senza peli sulla lingua, che gli hanno inimicato associazioni a delinquere nazionali e internazionali. Stavolta, l’autore pugliese ha deciso di indagare sulla mafia nigeriana che, come ci dimostra in questo libro, sta, nell’ambito di un’espansione internazionale, prendendo il controllo di una buona fetta dei racket criminali sul territorio italiano, in particolare per quanto riguarda la droga e soprattutto la prostituzione, partendo da una presunta ma estremamente probabile connessione con la ‘Ndrangheta. Palmisano ci racconta la storia dell’Ascia Nera, l’organizzazione criminale che sta inserendosi sempre più in tutto il mondo, guidata dall’apparentemente democraticissimo Ingegner Felix Kupa, un uomo con il pizzo ormai sale e pepe, ritratto quasi sempre con gli occhiali da sole, leader del Neo-Black Movement (NBM), un’associazione non governativa nata nelle università nigeriane con l’obiettivo dichiarato di supportare il definitivo affrancamento degli africani dall’egemonia culturale ed economica europea e nordamericana. Continua a leggere

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“Padova al femminile” di Francesca Visentin (Morellini editore)

Padova al femminileRecensione di Raffella Tamba

Francesca Visentin, giornalista attualmente al Corriere della Sera del Veneto, particolarmente attenta ai temi delle pari opportunità e della violenza (contro le donne ma non solo), è innamorata della sua città. Lo dice lei stessa, nelle prime pagine di questo libro, ma avrebbe anche potuto non dirlo apertamente: la passione e l’orgoglio per Padova trapela da ogni pagina. E di questa passione, di questo orgoglio ci vuole far parte con un testo che, sotto le sembianze di una guida turistica, nasconde una serie di piccoli racconti, aneddoti storici di cui protagonisti sono le persone comuni: “chi affronta la città con entusiasmo e voglia di conoscere scoprirà una popolazione generosa, ironica, accogliente, dal cuore d’oro“. Persone che hanno contribuito a costruire la città di Padova nel passato e nel presente, col loro lavoro, con le loro idee innovative, con la loro perseveranza, con il loro talento creativo. E la offrono ad un futuro di apprezzamento internazionale (“Urbs picta candidata come bene patrimonio dell’Unesco”).

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“La regola del lupo” di Franco Vanni (Baldini Castoldi)

Recensione di Raffaella Tamba

Terzo incontro dei lettori di Franco Vanni (cronista giudiziario per “La repubblica” e docente al master di Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano) con l’amabile figura di Steno Molteni, giornalista di un settimanale milanese di cronaca locale, coprotagonista della serie insieme al maresciallo dei Carabinieri del lombardo comune di Bellagio, Salvatore Cinà. In questo giallo perfettamente aderente ai canoni classici, fino al sottile gusto dell’ironia attualizzato con un umorismo scanzonato ma sempre molto fine, le indagini vengono portate avanti su due piani paralleli e indipendenti dai due protagonisti, molto diversi tra loro, per età prima di tutto, ma anche per carattere.

Risultati immagini per La regola del lupo, di Franco Vanni (Baldini Castoldi)

Steno è aperto, gioviale, umile (indimenticabili le prime pagine con la sua entrata in scena quasi grottesca che lo vede origliare fuori dalla porte della camera di albergo nella quale ha passato la notte insieme all’affascinante collega penalista e scoprire che è felicemente sposata, con dei figli, che il marito sa delle sue scappatelle e che addirittura lei non si fa scrupolo di informarlo di come quella con Steno sia una “ginnastica di qualità in vista dell’estate“! Un ritratto ben diverso dal classico investigatore tombeur de femmes alla 007 che popola tanti romanzi di genere). Cinà, più semplice, concreto, pacato, è ed è sempre stato soprattutto un carabiniere: “Lo era già alle scuole elementari, sempre pronto a fare a pugni perché venissero restituiti i giochi rubati ai bambini più piccoli”. Continua a leggere

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Sul comodino della Rambaldi: “Buffet al veleno” di Brigitte Glaser (EMONS, Gialli Tedeschi)

Risultati immagini per "Buffet al veleno" di Brigitte Glaser (EMONSBrigitte Glaser – Colonia – 1955 – Oltre alla serie sula cuoca Katharina Schweitzer e a quella precedente su due detective donne, ha pubblicato diversi libri per ragazzi. Questo è il suo quinto romanzo tradotto in italiano, dopo: Delitto al pepe rosa, Morte sotto spirito, Assassinio à la carte e Miele amaro. Col romanzo Buhlerhohe ha scalato le classifiche in Germania.

Quelle altezze così rarefatte si addicevano bene a Ecki. Aveva troppi valzer viennesi nel sangue e si divertiva a volteggiare fra i grappoli di ospiti bilanciando su un vassoio i calici di champagne. No, non giocava a fare il sovrano della città come Bause, semplicemente gli mancava il senso della realtà. Era un visionario. Di preferenza si fermava vicino ai gruppetti di signore che non si limitavano ad alleggerirgli il vassoio di qualche bicchiere, ma ricambiavano i suoi scherzi e complimenti sghignazzando come ragazzine eccitate, perfino le vedove nere ridacchiavano di nascosto. Trucchetti viennesi, charme da salotto: le donne di Colonia ne vanno matte! E le capivo benissimo, visto che ci ero cascata anch’io. Non erano soltanto Ecki e lo champagne a incontrare ampio favore

La simpatica Katharina Schweitzer, un metro e ottanta di pelle bianca e riccioli rossi distribuiti su ottanta chili di peso, deve occuparsi del buffet di Dirk Bause. A Colonia si usa festeggiare ai piani alti e il padrone di casa non ha badato a spese nell’affittare il ventottesimo piano della torre LVR. Tanti uomini incravattati eleganti e signore in nero sono lì per festeggiare i trent’anni della CB Computer Bause. Continua a leggere

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GRANDANGOLO: “DONNE CHE NON PERDONANO” di CAMILLA LACKBERG (EINAUDI)

Risultati immagini per "DONNE CHE NON PERDONANO" di CAMILLA LACKBERGRecensione di Marco Valenti

Donne che scrivono di altre donne. Così è e così dovrebbe essere. Se vogliamo fare una battaglia culturale in difesa della dignità al femminile non può essere diversamente. Ci sono in giro fin troppi uomini che scrivono “al femminile”, taluni peraltro con ottimi risultati [attenzione “risultati” e non “riscontri”, che è un’altra cosa]. Se pensiamo di dover sdoganare la letteratura di un certo tipo allora non possiamo che lasciare che siano le donne a parlare. Chi meglio di loro conosce e vive certe situazioni?

Detto questo addentriamoci tra le centocinquantadue pagine del volume, il primo edito da Einaudi dopo il lungo e felice sodalizio con Marsilio, per la scrittrice svedese, assoluta punta di diamante del fenomeno letterario scandinavo. Le donne che “non perdonano” sono tre, non si conoscono ma sono unite da un futuro incerto ma ancor più da un presente nerissimo. Ingrid è un’ex giornalista che ha rinunciato alla carriera per il marito e ora scopre che lui la tradisce. Viktoria è scappata dalla Russia, dove rischiava la vita, ma in Svezia ha trovato l’inferno. Ed infine Birgitta, che non va neanche dal medico per non mostrare i lividi che le lascia il marito. Come detto, non si conoscono, eppure possono salvarsi a vicenda. L’importante è prendere una decisione: smettere di essere vittime e diventare delle “mantidi”. Continua a leggere

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Sul comodino della Rambaldi: “La ragazza della palude” di Delia Owens (Solferino)

Risultati immagini per La ragazza della palude di Delia Owens (Solferino)Delia Owens è coautrice di tre saggi bestseller sulla sua vita da naturalista in Africa. Ha vinto il John Burroughs Award for Nature Writing. La ragazza della palude, pubblicato in 30 paesi, è da mesi in testa alle classifiche del New York Times e presto diventerà un film.

Il pantano non è palude. Il pantano è un luogo di luce dove l’erba cresce nell’acqua e l’acqua scorre verso il cielo. Ci sono ruscelli che serpeggiano portando il globo del sole verso il mare e uccelli dalle lunghe zampe che si levano con grazia inattesa, quasi non fossero fatti per volare, contro il boato di migliaia di oche delle nevi. Poi nel pantano, qua e là, la vera palude si insinua in torbiere basse, nascosta dai boschi umidi

La mattina del 30 ottobre 1969 il corpo di Chase Andrews giaceva nella palude, che lo avrebbe assorbito in silenzio, come d’abitudine. Nascondendolo per sempre. La palude sa tutto della morte e non per forza la considera una tragedia: di certo non un peccato. Ma quella mattina due ragazzini del paese si erano spinti con le biciclette fino alla torre antincendio e, dal terzo tornante, avevano visto il suo giubbotto di jeans…

Barkley è un tranquillo villaggio di pescatori nel North Carolina con paludi che si estendono a perdita d’occhio, dove si sopravvive distillando whishey, pescando gamberi e cacciando anatre. Continua a leggere

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