GRANDANGOLO: “IL VOLTO DELL’ASSASSINO” di AMY McLELLAN (CORBACCIO)

Risultato immagini per "IL VOLTO DELL'ASSASSINO" di AMY McLELLANRecensione di Marco Valenti

Di chi ti puoi fidare quando ti sembrano tutti sconosciuti?

Questa la frase di lancio del romanzo di Amy McLellan edito da Corbaccio, in libreria dalla metà di Aprile. “Il volto dell’assassino” (“Remember Me” nella versione originale) è il debutto per la giornalista britannica scopertasi scrittrice. Dopo aver viaggiato per il mondo si è ritirata nella calma dello Shropshire, tra Birmingham e il confine con il Galles, dove ha iniziato a dedicarsi alla scrittura. E se i risultati sono quelli che questo suo debutto lascia intravedere, possiamo stare tranquilli. Il meglio deve ancora venire. Per ora sta solo prendendo le misure alla sua nuova avventura. Ma lo fa con il piglio, il carattere, la padronanza di una veterana, riuscendo a tenerci incollati a tutte le 360 pagine del suo romanzo.

Non si tratta solo di essere in grado di tessere una trama che prende direzioni sempre inattese per poi sfociare in un finale drammatico ma inevitabile. C’è la paziente cura dei dettagli, anche di quelli secondari, che costituisce l’altra forza del romanzo. La pazienza nella costruzione dei personaggi che vengono modellati aggiungendo un dettaglio alla volta, senza avere fretta di arrivare a quel dunque che la tensione costante mantiene palpabile ma ancora non pienamente delineato. Continua a leggere

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“Mare e amare – Mar y amar” di Filippo Melis

Penelope 

(Itaca)

Penelope.

Guarda il mare

con occhi rossi di tramonto.

La sua voce

la conoscono le onde.

Forte come una roccia

il suo corpo.

La sua tenacia.

La sua folle ostinazione.

Le lacrime si mischiano

con il mare.

Tornerà?

Tornerà.

Mare e amare – Mar y amar (2011-2014) raccoglie liriche in edizione bilingue italiano-spagnolo.

Come anticipato dalla paronomastica allitterazione del titolo, la silloge è composta da poesie d’amore (e disamore) con il mare che fa da sfondo ed include anche una sezione riservata a dieci traduzioni mie di alcuni grandi poeti portoghesi e catalani, fra cui Fernando Pessoa, Salvador Espriu ed Eugénio de Andrade. L’autore, novello Ulisse, esule nostalgico, vive un intenso, struggente desiderio di riunirsi alla sua terra natale, varcando quel mare nostrum che gli è ora amico ora ostile. Il viaggio, l’omerico nostos, da e verso la tanto agognata “Ichnusa-Itaca” è fatto di separazioni, ritorni, nostalgie e di un amore immutabile ma include anche un’odissea interiore, che fa approdare l’io lirico in alcuni porti. Incastonate tra i versi, il lettore può trovare citazioni di Omero, Archiloco, Saffo, Orazio e Virgilio. L’amore per la propria isola è al contempo passionale, struggente e malinconico. Nel percorso tracciato emerge una personalità intimamente legata alla città del sole, all’isola del vento, alla spiaggia del Poetto e a quel mare che sa essere interlocutore paziente e saggio dispensatore di consigli. Continua a leggere

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“Scrivimi” di Paolo Longarini (HarperColllins)

Risultato immagini per "Scrivimi" di Paolo Longarini (HarperCollins)Recensione di Raffaella Tamba

Siamo tutti convinti dell’apporto fondamentale in termini di comodità e rapidità della comunicazione elettronica: mail, messaggi whatsapp, call e videoconversazioni sono strumenti indispensabili del nostro quotidiano ed è giusto che sia così. Ma chi proviene dall’antica esperienza epistolare delle lettere cartacee, sa che c’è qualcosa che i nuovi sistemi hanno perduto: profumi, impronte e paralinguaggio grafico. Sono elementi che arricchiscono il dialogo remoto di qualcosa di personale e contingente, sul cui valore l’autore ha costruito questo suo romanzo: “Scrivere una lettera è un gesto rivoluzionario, (…) è una carezza a distanza, un bacio di grafite o di inchiostro (…). Una lettera si immagina, significa che lontano da te c’è qualcuno che ha creato un mondo di fantasia dove tu sei il re, un regno formato solo da due persone”.

Paolo Longarini (nella foto sotto), scrittore romano con già vari romanzi all’attivo, si premura di specificare nel sottotitolo del suo nuovo libro che vi si parlerà sì d’amore, ma anche di fughe, che spesso preparano all’amore spolverando la vita dei protagonisti da un passato che l’aveva appesantita, e di casali. Per un italiano, la parola casale è evocativa di respiro, pausa da una vita lavorativa convulsa, campagna, luce, tepore, riflessioni e nuove prospettive. Continua a leggere

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“Il gattolico praticante, Esercizi di devozione felina” di Alberto Mattioli (Garzanti)

Risultato immagini per il gattolico praticante garzantiRecensione di Patrizia Debicke  

Un libro che non è dedicato ai gatti, ma a chi li ama. Quindi non al peloso «animale domestico» – quanto domestico poi è ancora da dimostrare – ma a colui che si ritiene suo «padrone». Insomma a colui che sia in grado di riconoscere incondizionatamente la gattesca superiorità. Tra loro, in veste di autore di questo saggio, quasi una dichiarazione d’amore alla tigre da salotto, c’è Alberto Mattioli , giornalista, scrittore, librettista d’opera e genitore adottivo della ora sedicenne micia Isolde (la wagneriana Isotta) che senza pudore confessa al mondo intero i motivi della sua totale devozione per i gatti, con un panegirico del gatto erudito ed elegante, a uso e consumo dei loro padroni. Ops pardon, che dico mai: coinquilini. E proprio nelle quattro e dettagliate pagine di introduzione, l’autore ci spiega che questo suo libro è consacrato a “Il gattolico praticante”. Continua a leggere

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Videolezioni narrativa e letteratura (Kafka, Verga e Quasimodo)

Videolezione “La Metamorfosi” di Kafka:

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Sul comodino della Rambaldi: “Il mandante” di Maria Teresa Valle (F.lli Frilli Editori)

Risultato immagini per "Il mandante" di Maria Teresa Valle (F.lli Frilli Editori)Maria Teresa Valle – Genova – Ha lavorato per molti anni come dirigente biologa all’Ospedale San Martino di Genova – Per F.lli Frilli Editori ha pubblicato: La morte torna a settembre, Le tracce del lupo, Le trame della seta. Delitti al tempo di Andrea Doria, L’eredità di zia Evelina. Delitti nelle Langhe, Il conto da pagare, La guaritrice. Piccoli sospetti, Burrasca. Delitto al liceo Chiabrera, Maria Viani e le ombre del ’68, I ragazzi di Ponte Carrega, Delitto a Capo Santa Chiara e molti racconti per antologie.

Il becchino, ecco un nuovo personaggio della brava Maria Teresa Valle.

Nel 1950, a guerra finita da pochi anni, Genova cerca ancora di recuperare la sua normalità, anche se la ricostruzione è iniziata e Damiano Flexi Gerardi, dopo un lungo confino a Oristano, torna finalmente al commissariato di Pré in veste di commissario capo.

Sul posto lo attendono: l’odioso vicecommissario Alfiero Bonvicini, che l’ha già soprannominato Il becchino per via della sua abitudine di vestire sempre di nero come a un funerale e il giovane ispettore Silvio Marceddu, che si mostra invece cordiale e collaborativo. Continua a leggere

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Un grazie ciclopico!

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