LE SULTANE

Vichi

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Tre donne regnano sovrane sul palazzo popolare di via Damasco, a Bologna. Sono soprannominate le Sultane e hanno dai settant’anni in su. C’è Wilma, che nomina incessantemente il suo morto: un’abile mercante che venderebbe l’acqua santa al diavolo. C’è Mafalda, la donna più tirchia sulla faccia della terra. E infine Nunzia, bigotta fuori e golosa dentro, incapace di contenersi nonostante la sua elefantiasi.

Le loro imperfezioni sono state marchiate a fuoco da una vita poco gentile, le cicatrici sono impresse su un animo abituato a ingoiare sorci verdi. Ciò che resta delle famiglie di ciascuna è la cartolina sbiadita di un ideale deluso.

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Wilma non sa fare i conti sol suo lutto e litiga in continuazione con la figlia Melania, una disgraziata adescata da una setta satanica, che bussa alla porta solo quando necessita di un piatto caldo. Mafalda è costretta ad accudire il marito malato di Alzheimer,  lo fa in un modo tutto suo e disumano. Nunzia, in delirio tra i suoi crocifissi, trova sempre il tempo per estorcere pettegolezzi e per concedersi peccati proibiti.

I loro desideri sono palliativi al grande sconforto dell’indifferenza che suscitano. Sono ignorate da un mondo a misura di giovinezza, un mondo incarnato dalla frastornante vicina del secondo piano, Carmela, cui Wilma prova a chiedere maggiore educazione e rispetto delle regole.

Ma niente, quella se ne infischia.

Le vecchie sono abituate a non ricevere considerazione, ragion per cui, quando l’esistenza le costringe a una svolta forzata, osano quello che non hanno mai osato fare e rompono tutti i tabù. Come tre parche potenti che inseguono disperate lo scoccare del loro tempo, si muovono nell’ombra e filano i destini di chi ha tentato di metter loro i bastoni tra le ruote.

Crovi

Con atmosfere nere e suscitando sorrisi amari, questo libro racconta uno spaccato sociale che abbiamo costantemente sotto agli occhi, ma soprattutto tenta di riportare quanto la noncuranza e l’autoreferenza possano lacerare la collettività, perché dimostra che «se non sei nulla per gli altri, gli altri non saranno nulla per te».

Qui tutti gli appuntamenti

2 risposte a LE SULTANE

  1. Ugo ha detto:

    Cara Marilù le tue parole sono perle di saggezza. Continua così. Ti auguro un grande successo.

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