“Potevi dirmelo prima” di Elisabetta Pieragostini (Giraldi)             

Sul comodino della Rambaldi

Elisabetta Pieragostini – Imprenditrice marchigiana, laureata in Scienze della comunicazione, ha sognato, coltivato e scritto favole ma il romanzo è sempre stato la sua meta. Scrive di donne, attualità, costume e curiosità su Gli unicorni vivono qui. Potevi dirmelo prima è il suo primo romanzo.

“Mavi, io sono innamorato di te, non voglio perderti. Ho buone ragioni per pensare che tu sia la donna della mia vita e so di chiederti tanto, ma davvero, sono solo pochi mesi. Appena mettiamo in vendita la casa tutto si sistemerà e potremo anche vivere insieme ufficialmente se lo vorrai”.

“Marco, vediamo un po’. Tu vieni a casa mia, dal nulla mi dici che vivi ancora con la tua ex, che le vostre famiglie vi credono ancora una coppia felice, che non posso venire neanche a cena da te, che non possiamo telefonarci quando sei a casa e c’è pure lei, tutto questo dopo avermi fatto una sfuriata per essere andata due giorni a Riccione con i miei amici e dopo avermi bloccato? Sei sicuro di non avere seri problemi mentali? Perché io al momento non ne sono così certa.”

Leggi Potevi dirmelo prima e sospetti che ci sia qualcosa di autobiografico tanto è partecipata  questa storia d’amore di Elisabetta Pieragostini.  Tra  entusiasmi e delusioni la  passione si presenta da subito eccessiva ed entusiasmante, ma anche le storie meravigliose spesso nascondono magagne insospettabili, di quelle che ti fanno urlare: “Poffarbacco baccone! Potevi dirmelo prima!”.  

E col cacchio che te lo dicono prima. Ma andiamo per ordine.

Maria Vittoria, detta Mavi, 25 anni, vive a Bologna una di quelle estati afose che contraddistinguono la nostra città, di quelle giornate bollenti e noiose che se passi sotto l’insegna della farmacia, e vedi scritto 40°,  senti un fottuto bisogno di fresco e gratificazioni.

Perché Mavi  combatte da sempre la bruttezza con la bellezza e ama circondarsi di cose belle. Belle come l’anello che le ha appena regalato suo padre per la laurea, commissionato su misura per lei da un bravo orafo fiorentino.  

(la recensione prosegue a p. 2)

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