“Digitalizzare un’impresa (2). Riflessioni sul futuro digitale fra impresa e società”

L’idea del cloud è semplice:

“liberare l’utente dalla preoccupazione di dover allestire, tenere in efficienza e garantire la continua disponibilità di un sistema informatico che risponda alle sue esigenze” ma soprattutto “legare l’utente al fornitore di servizi”.

In Italia il cloud, come d’altronde il manager digitalizzatore, non è sfruttato al pieno dalle aziende nonostante si preveda che nel futuro l’utilizzo sarà necessario.

Il motivo in parte sta nel fatto che molte aziende sono restie per pregiudizi infondati a spostare verso l’esterno le loro informazioni private e segrete; per ovviare a tale problematica i grandi player dell’ICT propongono architetture “ibride” costituite parte in “cloud e parte nell’infrastruttura on-premise, in modo da far fare a ciascuna delle due il lavoro che può compiere meglio” .

Da noi come dice l’autore esiste una carenza digitale, i nativi digitali imparano ad usare gli strumenti informatici in tenera età, ma nel corso degli anni nessuno “gli spiegherà mai nulla di informatica a meno che non decidano di programmarli quegli strumenti”

“Per fare un paragone automobilistico, è come dare in mano un go-kart ad un bambino di tre anni senza fornirgli alcun tipo di aiuto, e poi farlo passare a dieci su una monoposto, sempre senza insegnarli nulla, per poi fargli prendere lezioni di guida solo se deciderà di diventare pilota, altrimenti potrà comunque andare in giro indisturbato col rischio di farsi del male”.

Se la mancata digitalizzazione per i giovani si può trasformare in “rischio” per gli adulti può diventare “un rischio professionale”.

Se sono presenti questa lacune e carenze, è compito dell’azienda fornire gli strumenti e i mezzi necessari per rendere “tutti digitali”; per facilitare tale operazione è “mettere le persone al centro” chiedendo loro come svolgono oggi le loro attività e come vorrebbero “svolgerle per lavorare meglio, in modo più sereno e con maggiore sicurezza di raggiungere gli obiettivi”.

Un libro ben curato, scritto da una persona esperta del settore, molto interessante e stimolante perché apre al lettore i prossimi scenari futuri in cui verbi come “formare e supportare” saranno le basi della prossima formazione lavorativa futura; un mondo prossimo in cui le tecnologie diventeranno fondamentali per la gestione della produzione dei processi aziendali.

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