40 secondi Willy Monteiro Duarte: La luce del coraggio e il buio della violenza (Baldini+Castoldi)

di Gabriele Basilica

Federica Angeli nota giornalista di Repubblica di cronaca nera e giudiziaria  (famose le sue inchieste sulla mafia romana )  torna nelle librerie per Baldini+Castoldi con il libro  “40 secondi Willy Monteiro Duarte: La luce del coraggio e il buio della violenza” e ripercorre con uno stile asciutto e puntuale la storia di Willy ucciso a botte a Colleferro, vicino Roma, nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020, solo per aver tentato di difendere un amico.

“La normalità avrebbe un sapore inebriante se solo ce ne rendessimo conto nel momento in cui la viviamo e non quando accede qualcosa che cambia per sempre il sentiero della vita proiettandoci in un nuova normalità”.

La giornalista, per inquadrare al meglio la storia, introduce uno ad uno tutti i protagonisti di questa terribile vicenda:

Willy Monterio Duarte “un ragazzo di ventun anni..alle superiori aveva scelto l’Alberghiero di Fiuggi perché da sempre il suo sogno era fare il cuoco”, i gemelli Marco e Gabriele Bianchi “…ma nei fratelli Bianchi il concetto che per essere il meglio uno deve essere superiore, rispettato, uno che quando dice una parola gli altri devono stare zitti, sembra aver preso troppo piede”, Mario Pincarelli “Faccio il pontarolo, i ponteggi per gli esterni dei palazzi. Allora io dico, no? Uno lavora tutto il giorno per cinque giorni alla settimana e quando arriva il sabato..tutta vitaa”, Francesco Belleggia, Michele Cerquozzi, Omar Sabbani e la comitiva colleferriana composta da Federico Zurma, Alessandro Rosati, Azzurra Biasotti, Ludovica Del Ferraro, Rebecca Franco, Cristiano Romani, Leonardo Mosetti, Valerio Ceci, Massimiliano Pierantoni e Davide Viglianti.

Ne manca uno: Federico Zurma “non vive più a Colleferro… E’ lui che scampata la rissa tra Belleggia e l’amico Rosati, per via degli apprezzamenti del poco lucido Pincarelli torna indietro per ridiscutere con il  Belleggia”; “Ed è quando il suo amico di infanzia Willy che lo nota discutere con Belleggia” che si ferma per controllare che tutto vada bene che ha inizio “la discesa verso l’inferno..E’ per Federico che Willy si ferma e si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato”.

Un libro ben strutturato che alterna il racconto oggettivo della vicenda, che si innesca per un motivo banale –la frase “Ah bellee” rivolta da Pincarelli ad Azzurra Biasotti, il fidanzato Alessandro Rosati che si innervosisce, la successiva discussione, la stretta di mano del  chiarimento avvenuto; poi l’evento inaspettato di Federico Zurma con Belleggia che si rivolge a lui “Ma che cazzo guardi tu?” e gli rifila un “ cazzotto in faccia e cade dalle scale”, con gli atti processuali, le testimonianze delle persone, le perizie e gli esami necroscopici.

(la recensione prosegue a p.2)

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