“Le ombre degli uomini” di Abir Mukherjee (Sem)

Recensione di Patrizia Debicke

Sempre con la  straordinaria traduzione di Alfredo Colitto,  torna in libreria  il pluripremiato scrittore Abir Mukherjee con una nuova indagine del capitano Sam Wyndham nell’età dell’impero anglo-indiano: “Le ombre degli uomini” ,  quinto romanzo delle avventure di Sam Wyndham e Suren, Banerjee.

Ambientato in un difficile momento storico,  nella Calcutta in fermento  del 1923, con il clima politico in  ebollizione.  il romanzo,  che sarà l’ ultimo e conclusivo episodio della serie,  costringe  Wyndham e Banerjee a inserirsi in una sfida che richiama il   Grande gioco di Kipling, con un’avventura epocale.

La storia prende il via  dalla decisione del  Capitano Sam Wyndham con il sostegno del  suo sergente indiano, Surendranath Banerjee,  di ricattare Uddam il Leone, boss di una pericolosa  gang indù  che controlla buona parte del traffico dei narcotici  di mezza città, con lo scopo di  fermare una  vendicativa guerra tra bande prima delle  elezioni locali.  Di abitudine  gli inglesi preferiscono non interferire nelle faide indigene,  lasciando  che se la vedano tra loro ma, in questo caso, le  due fazioni  in lotta non solo provengono da quartieri diversi, ma sono ohimè anche di fedi diverse.  E sia Wyndham che Sua signoria , Lord Taggart, suo capo e capo della  polizia, sanno bene – con  il Mathama Gandhi,  messosi a  digiuno e  in ritiro spirituale per la parte avuta nello scatenare le avverse passioni –  che certi  omicidi potrebbero facilmente  degenerare  da  faida religiosa di basso livello in un  “massacro generale tra  indù e musulmani”.

Il loro  piano però rischierà  di fallire quando Banerjee non si presenterà all’ appuntamento previsto. Wyndham usando  fermezza e minacce otterrà una dilazione di poche ore. Tuttavia  non sarà facile rintracciare  Suren Banerjee. Questi  infatti,  convocato di persona  da Lord Taggart, aveva  ricevuto l’ordine  di pedinare in segreto ( ovverosia senza informare neppure il suo capitano)  Farid Gulmohamed,  un finanziere di Bombay,  importante uomo politico musulmano e scoprire i motivi  per i quali si trovava a Calcutta.

 Nel corso dell’inseguimento aveva notato che  Gulmohamed,  dopo aver raggiunto un hotel ristorante in un sobborgo malfamato,  si era fermato a parlare con un euroasiatico,  ma dopo,  mentre Banerjee proseguiva il suo pedinamento, era  stato aggredito  alle spalle davanti al cancello di un recinto. Al suo risveglio, Gulmohamed era scomparso, e una  successiva ispezione dei luoghi  gli aveva fatto trovare  aperta la   porta di una casa  dove aveva scoperto  un omicidio , riconoscendo nel morto   Prashant Mukherjee, celebre accademico indù.

(la recensione prosegue a p.2)

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