“Le lacrime di Medusa” di Gard Sveen (Marsilio)                                     

Sul comodino della Rambaldi

Gard Sveen – Oslo –  scrittore e politologo è consulente del ministero della difesa norvegese. Con il suo romanzo d’esordio L’ultimo pellegrino ha vinto sia il Glass Key che il Riverton Prize i massimi riconoscimenti scandinavi per la letteratura poliziesca.

Le lacrime di Medusa è il secondo episodio della sua serie con protagonista Tommy Bergmann.

“In camera da letto la spogliò, Elisabeth rimase nuda davanti a lei. Rose le sollevò un braccio e osservò i lividi.

“Chi le fa questo? Chiese accarezzandolo.

Elisabeth scosse la testa. “Non chiedermelo. Mai.”

“Torni a letto, adesso.” Rose uscì socchiudendo la porta della camera, tanto quanto voleva Elisabeth. Elisabeth non si addormentò fino a quando non sentì suonare la sveglia di Asgeir, alle sei e mezza. Allora cominciò a toccarsi, pensando a lui. Era da sabato che non faceva la doccia. E i lividi non li avrebbe visti nessuno. Per lui farei qualunque cosa.”

È quasi Natale, nevica. Il giovane Tommy Bergmann è ancora alle prime armi.  L’uomo col cane li guida nel bosco, quando si fermano trovano Kristiane Thorstensen, 15 anni, la ragazza scomparsa. È chiusa in due sacchi dell’immondizia strappati, il viso è coperto di lividi, l’hanno bloccata con del nastro adesivo e massacrata a colpi di coltello e martello. Nell’esaminare il cadavere il collega pronuncia le parole: cacciatore di trofei. Chiamano la centrale. Per Tommy è il primo omicidio della carriera e quel che vede è talmente orribile che gli resterà impresso per sempre. La madre della vittima è convinta che abbiano ucciso Kristiane per colpa sua, pensa  di conoscere  l’assassino ma rifiuta di collaborare per non far trapelare segreti che danneggerebbero ulteriormente la sua famiglia.

Dopo  sedici anni l’ispettore Tommy Bergmann si trova a  indagare su  un caso simile.  

(la recensione prosegue a p.2)

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