“Madre terra” di Chiara Marchelli (NNE)                                                    

Sul comodino della Rambaldi

Chiara Marchelli – Aosta – laureata in lingue orientali a Venezia è autrice di romanzi e racconti e un saggio su New York, la città dove vive. Insegna letteratura contemporanea, traduzione e italiano alla New York University e Scrittura alla scuola Holden. Con Le notti blu è entrata nella dozzina finalista del Premio Strega. NNE ha pubblicato anche La memoria della cenere e Redenzione.

“L’aria è azzurra e bianca. Sul fondo, le chiazze verdi delle brughiere si allungano dentro dune di sabbia pallida tese dal vento. C’è silenzio, verso quella parte di mare. O forse il suono dei violini riverbera lontano, mescolato alle fisarmoniche, alle chitarre, alle voci, e gli occhi sono abbagliati dai lampi di rosso, giallo, blu che vorticano sollevati dai canti, dai salmi, dagli inni e dai richiami.

L’aria celeste è attraversata fino al villaggio vicino, agli stagni dei fenicotteri rosa, ai campi dei tori e dei cavalli che corrono sul piano orizzontale di questa frangia di terra. Il silenzio tornerà, tornerà domani, quando la festa sarà finita e i viandanti spariti”.

Dopo aver letto poche pagine mi son detta: caspita, che brava questa Chiara Marchelli. Brava fino alla fine. Ecco un romanzo tutto storia e pochi fronzoli,  crudo,  avvincente e con  una degna conclusione, il che non è da tutti. Spesso  leggi storie che partono benissimo e si perdono in finali poco convincenti, questa invece si mantiene calibrata e feroce fino alla  fine.

2002 – In paese si fa festa. Musica e canti si levano dai campi mentre la processione della santa nera si avvia alla  spiaggia dove la gente entra in acqua per il rito di purificazione. Intanto la bella Mirela Dragan, incurante del caldo, balla per ore e le  altre  donne, gelose, dicono che sembra una strega.

È destino che un giorno  venga ritrovata bruciata e sepolta viva.

(la recensione prosegue a p.2)

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