“Il ferro da calza” di Marisa Salabelle (TARKA)

Recensione di Patrizia Debicke

Siamo nel dicembre  2002. Saverio Giorgianni, già incontrato come gionalista della Nazione  nel caso de L’ultimo dei Santi, dove si è fatto onore dopo il patatrac dell’incontro tra la moglie Valentina e l’amica Martina ( e con ambedue ha prolificato) ha rotto con entrambe, che continuano a vivere a Pistoia e a Montemurlo,  pur mantenendo il diritto di vedere i figli. Faccenda che, dato  il suo trasferimento  a Bologna dalla Nazione è passato al quotidiano QN, dove è stato promosso e lavora come redattore, lo costringe a fare i salti mortali e a mantenere  un ritmo rigorosamente alternato per tutti i fine settimana e cioè una volta Giada e Tommaso figli di Valentina mentre la successiva spetta  a Cosimo figlio di Martina. E con lo stesso metodo matematico  deve dividere le vacanze di  agosto a metà.  Impegno  paterno che l’ha portato a non avere più una relazione fissa ma a sfarfalleggiare qua e là dedicandosi solo a rapporti  occasionali. Ha appena pubblicato un libro “A colpi di tonfa” sulla terribile esperienza da lui vissuta a Genova l’anno precedente  in occasione del G8, dove si era recato per realizzare un servizio in compagnia dell’amico Felix Osabuohien,  talentuoso  fotoreporter, un  gran bel ragazzo figlio di madre italiana e padre  nigeriano. Entrambi,  involontari testimoni di terribili avvenimenti e, pur non prendendo parte alle varie manifestazioni di protesta,  erano rimasti coinvolti nel fuggi , fuggi generale e così  brutalmente  picchiati dalla polizia da finire in ospedale: Saverio con una gamba rotta e Felix con un braccio rotto e due costole incrinate. E  sono stati  proprio il suo libro  e l’eccezionale servizio fotografico di  Felix sul G8 a farli  invitare come ospiti al Convegno Nazionale di Amnesty International del 10 dicembre 2002, in occasione della giornata dei diritti umani dedicata ai fatti di Genova 2001, organizzato nella cittadina di  Porretta Terme  da Marianna Maffucci, narcisista, egocentrica e maniaca del potere sugli altri, attivista  di spicco della sede bolognese del movimento ma con salde radici porrettane e da Ginevra Pelagatti, brava e preparata  ragazza di paese con saldi principi,  esponente dell’Associazione Il Granello di Senape ma  anche lei membro di Amnesty International.
Importante convegno, al quale si prevede una  folta partecipazione istituzionale e di pubblico, destinato ad avere  grande risonanza sui media e a ridorare almeno in parte la  scolorita vernice dell’ex celeberrima cittadina termale, un tempo di gran moda e frequentatissima dal bel mondo della “crema” italiana. 
Ma il giorno dell’inaugurazione dell’importante evento, all’ora annunciata per andare in scena, Marianna Maffucci,  bionda bellezza statuaria da copertina che dice di avere a cuore i diritti umani ma soprattutto punta a far carriera, non sale in tempo sul palco di Casa Arancio, la splendida location proprio nel centro di Porretta.

(la recensione prosegue a p.2)

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