“Le donne dell’Acquasanta” di Francesca Maccani (Rizzoli)                     

È un mestiere duro in una fabbrica di morte a cui prima o poi si arrenderanno tutte.

Franca e Rosa sono amiche da sempre e  sono più veloci delle coetanee che lavorano coi figli piccoli legati alla schiena.

Perdere quel lavoro è impensabile.

Timida Rosa, impetuosa Franca, lottano in  un mondo governato dagli uomini, dove i  poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Una sogna il matrimonio, l’altra no. Sarà Franca, che continua a tossire, a rendersi conto che quella situazione non può andare avanti quando una delle amiche perderà il bambino sul lavoro. Franca che non ha mai amato farsi comandare  e subire angherie, all’ennesimo sopruso in Manifattura deciderà di lottare per i suoi diritti con l’aiuto di Rosa e del sindacalista Salvo. Insieme combatteranno per ottenere un asilo per le lavoranti e per difendere le loro idee.

La Manifattura dell’Acquasanta sarà una delle prime a avere  un baliatico aziendale e la storia per ottenerlo  è il fulcro del romanzo.

Molto dialetto che rallenta la lettura, sogni, corteggiamenti,  amori, pettegolezzi e dolori nell’ex Manifattura Tabacchi. Luogo che vedremo presto recuperato per realizzare un centro polifunzionale con: sale congressi,  multisala,  auditorium e spazi espositivi.

Un luogo e una storia per non dimenticare.

Paola Rambaldi

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