La compagna Natalia di Antonia Spaliviero (Sellerio)

Anche a scuola le differenze “di classe” si vedono e si sentono. E tra le tante figure invisibili si staglia quella di Natalia, compagna di classe anticonformista e atipica, prototipo della ribellione sociale. La nostra protagonista, la voce narrante di cui non è dato sapere il nome, rimane immediatamente affascinata dal fascino irresistibile di Natalia, al punto che diventano quasi subito amiche intime.

La figura della “compagna Natalia” si rivelerà al tempo stesso come accentratrice e come idiosincratica proprio grazie alla sua verve che le impedisce di condividere le ansie e le preoccupazioni di una classe di ragazze più orientate verso le prime esperienze con l’altro sesso che con le dinamiche sociopolitiche che stanno invadendo le strade in quegli anni. Dinamiche a cui Natalia, atea e comunista, non può sottrarsi, al punto che saranno proprio le scelte politiche a determinare la rottura dell’amicizia con la protagonista.

“La compagna Natalia” è individuabile come un diario che si può leggere e vedere anche come romanzo di formazione, per una generazione che non ha capito l’importanza storica dei mutamenti sociali che si stavano avvicinando. Un romanzo che racconta una generazione “inquieta” che transita da un decennio all’altro non senza danni. Un’educazione sentimentale che si trasforma anche in educazione “politica” proprio grazie a Natalia e alla sua spinta sociale purtroppo però non raccolta.

Siamo passati attraverso queste dinamiche, convinti di stare dalla parte”giusta” salvo poi ricrederci anni dopo, quando i danni erano venuti a chiederci di saldare il conto dei nostri comportamenti. Si cresce, a volte anche troppo repentinamente, sulla spinta del desiderio di sentirsi indipendenti, senza capire che ogni stagione ha il proprio frutto e anticipare il tempo del raccolto non porta a nulla. La loro è la storia di tutti quanti noi. Siamo stati tutti adolescenti e tutti abbiamo avuto le nostre incomprensioni con la vita. Oggi, probabilmente non rifaremmo le stesse scelte, ma dirlo oggi ha poco senso, oltre che essere troppo facile.

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