“Nel nero degli abissi. Un’indagine per i cinque di Monteverde” di Francois Morlupi (Salani editore)

La libreria di Gabriella

Ancora una volta Francoise Morlupi, con il suo ultimo libro “Nel nero degli abissi. Un’indagine per i cinque di Monteverde” edito da Salani, è riuscito a coinvolgerci ed a farci immergere in maniera totale nella realtà di Roma e nei più intimi sistemi che caratterizzano la vita dei commissariati. I cinque di Monteverde sono tornati in azione. Questa volta sono invischiati in una storia molto losca ed intricata che il commissario Ansaldi riesce a gestire in maniera eccellente ed impeccabile, muovendosi con maestria tra le sue molteplici ansie e perplessità. Si può sicuramente notare, durante la lettura, che questa è l’opera della maturazione di Morlupi come scrittore, maturazione che finirà per coinvolgere anche i personaggi della sua opera. Tutta la squadra, infatti è maturata, diversa da come li avevamo conosciuti; sono messe in luce, durante la lettura, tutte le loro realtà e le loro situazioni personali e professionali. Molto ci viene raccontato dei cinque di Monteverde che ci vengono appunto presentati in tutta la loro umanità.

Morlupi, italo-francese con un lavoro in ambito informatico nella scuola, ci racconta, in questa sua ultima opera, di un omicidio commesso a Villa Pamphilj in una gelida mattina di Gennaio. Un omicidio che capita nel momento meno opportuno e cioè quello del vertice politico internazionale, il Consilium, che coinvolge vari stati europei e che vede protagonisti i vari commissariati di Roma. Questo Consilium e l’omicidio a Villa Pamphilj sconvolgono la vita tranquilla del commissario Ansaldi e della sua squadra che si vedranno catapultati in una delle settimane più difficili e complesse degli ultimi anni. La risoluzione del caso in questa circostanza risulta molto difficile e l’autore riesce a tenerci in suspance fino alla fine e sembra veramente che questa volta non si riesca a venirne a capo. Addirittura il lettore ha la sensazione che i cinque di Monteverde abbiano miseramente fallito ma i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo. “Afferrò il cellulare e chiamò Simona, doveva aver terminato anche lei. Amava la sua amicizia silenziosa, mai una parola fuori posto, mai una domanda sul suo passato, mai un giudizio sprezzante. Vivere alla giornata senza troppi rimpianti e rimorsi. La compagnia perfetta per un emarginato della società come lui. Selezionò il contatto della rubrica ed effettuò la chiamata. Al nono squillo scattò la segreteria. Forse era ancora impegnata con il cliente di turno. (….) Scansò l’ultima frasca, innervosito. Rimase pietrificato. Il cervello si rifiutava di elaborare ciò che gli occhi registravano davanti a loro. Poi, dopo lunghi istanti, si scosse da quel torpore. Girò su se stesso e corse via più veloce che poté, scavalcando le siepi con poche falcate.” 

Quest’opera la si può considerare anche molto psicologica perché durante la lettura si nota che, in maniera brillante e molto chiara, vengono messe a nudo le varie personalità dei cinque di Monteverde e del commissario stesso, molto più in profondità rispetto alla precedente opera di Morlupi. Questo approccio ci ha dato la possibilità di conoscere meglio i singoli membri della squadra. Soprattutto  del commissario, l’autore ci delizia con delle brillanti descrizioni:

“Il commissario Ansaldi si sistemò la cravatta per l’ottava volta, osservandosi lungamente allo specchio. La striscia di tessuto gli sembrava cadere sempre asimmetrica rispetto al torace, magari soltanto di poco, non ottenendo affatto il risultato sperato. La perfezione, ecco cosa avrebbe voluto, ma non ci riusciva mai. (…) Durante la notte, per fortuna, l’ansia si era eclissata , ma adesso cominciava a risvegliarsi dal torpore. La sentiva, eccome se la sentiva. A breve avrebbe preso il controllo, diventando il pilota della sua mente….”

Brillanti descrizioni che, appunto come detto, non risparmiano nessuno nel commissariato di Monteverde, all’interno del quale impariamo a conoscere anche dei nuovi personaggi.

La storia raccontataci dall’autore ci tiene con il fiato sospeso fino alla fine ma il lettore non ne rimane assolutamente deluso e pagina dopo pagina la sorpresa di quello che viene fuori rende il lettore soddisfatto in pieno.

(la recensione prosegue a p.2)

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...