“Vittime innocenti” di Angela Marsons (Newton Compton Editori)

Recensione  di Patrizia Debicke

Ormai abituali frequentatori da anni dei romanzi di Angela Marsons, in Vittime innocenti, tradotto da Enrica Farsetti, ritroviamo Kim Stone e i componenti della sua squadra impegnati stavolta in un caso  diverso , molto difficile e impegnativo.
Sissignori perché questo nuovo caso sarà prevalentemente ambientato nei lussuosi e imponenti edifici che ospitano la Heathcrest Academy. Incastonata fra il paese dormitorio di West Hagley e le Clent Hills, il costoso, prestigioso ed elitario collegio della Black Country, sorgeva in una pittoresca zona alle soglie della periferia di Stourbridge.
La detective Kim Stone  dopo aver ricevuto da una chiamata  urgente via radio, nonostante sia al volante  della sua macchina  con al fianco il sovrintendete Bryant, suo misurato suo braccio destro, e impieghi solo quattro minuti, arriverà  troppo tardi  sul luogo del  presunto suicidio. La tredicenne Sadie Winters,  è già a terra  e, a detta di alcuni testimoni, si è  buttata dal tetto della scuola. Ciò nondimeno  nessuno l’ha vista precipitare e  il punto di ritrovamento del suo cadavere rispetto all’edificio e  l’innaturale posizione del corpo, fanno sospettare a Kim che possa non trattarsi di un suicidio.
Tutto però  parrebbe smentirla. Sadie era una solitaria, considerata da tutti: famiglia, inseganti e psicologo della scuola,  una ragazza problematica, con un carattere un difficile, sempre chiusa in se stessa,  sempre restia  a stabilire rapporti con gli altri compagni. Persino la famiglia, danarosa e rispettata, genitori e sorella di tre annidi più grande, anche lei allieva della scuola,  pensa al gesto  disperato di una ragazza fragile e  teme l’ipotesi di uno scandalo,  mentre  la Heathcrest Academy ha solo interesse ad avvalorare l’ipotesi di suicidio, nel timore di sporcare in qualche modo  la propria eccellente  reputazione sul piano nazionale.
E tuttavia l’ipotesi di Kim Stone, verrà avvalorata dagli esami eseguiti dal medico legale che evidenziano  , sul corpo della  vittima, alcune  brutte fratture e una strana  serie di  lividi,  che contrastano anzi appaiono incompatibili  con una caduta . L’autopsia confermerà  dunque che gli inquirenti dovranno accollarsi uno  caso di omicidio, da prendere con le molle.  

(la recensione prosegue a p.2)

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