“Il baby killer della banda della Magliana” di Massimo Lugli e Antonio Del Greco (Newton Compton)

Sul comodino della Rambaldi

Massimo Lugli – si è occupato per 40 anni di cronaca nera per La Repubblica. Ha pubblicato: L’istinto del lupo, Il romanzo di Mafia capitale, la trilogia Stazione omicidi, Il giallo Pasolini e L’ultimo guerriero.

Antonio Del Greco – è stato dirigente della Omicidi ed è attualmente direttore operativo della Italpol.

Insieme i due autori hanno pubblicato: Città a mano armata, Il canaro della Magliana, Quelli cattivi, Il giallo di Via Poma e Inferno Capitale.

Dentro Regina Coeli c’è uno scalino. Chi nun salisce quello nun è romano”, canta un vecchio stornello malavitoso. Luigi Morani sale il famoso scalino con una stretta allo stomaco, la faccia contratta e dura e una strizza folle. Diciotto anni oggi. Un compleanno più schifoso non si può immaginare. Le mura del vecchio carcere che si affaccia su via della Lungara hanno qualcosa di tetro, di minaccioso e nascondono insidie, pericoli, minacce. Per un ragazzino di buona famiglia, reduce da due anni di minorile a Casal del Marmo (la classica reclusione all’acqua di rose, con educatori e psicologi che fanno l’impossibile per strappare i ragazzi a un destino già segnato), l’approdo alla galera vera, quella dei grandi, dei criminali, delle cosche, dei secondini maneschi, delle consorterie criminali d’alto livello, è come tuffarsi in un mare infestato dagli squali.”

Silvio Allevi, 34 anni, detto  Er Fichetto  perché veste come unfigurino, ha fatto casini con la cassa comune e quelli  della banda della Magliana gli stanno alle costole.

Viene ucciso sul Lungotevere da qualcuno che gli spara da una moto.

Tocca al capo della mobile  Tommaso Elleni  indagare sulla sua morte.

I sospetti  cadono su Er Fringuello  che una volta uscito di galera ha fatto perdere le sue tracce.

Elleni incarica i suoi di  raccogliere notizie  partendo dalla sua permanenza in  carcere, mettendo sotto controllo i telefoni di famiglia per scoprire dove abita. Ad aiutarlo nelle indagini trova il bravo cronista Marco Scalesi.

(la recensione prosegue a p.2) 

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