Recensioni al massimo: “Lincoln Highway”

Titolo: Lincoln Highway

Autore: Amor Towles

Traduzione: Alessandra Maestrini

Editore: Neri Pozza

Anno: 2021

Emmett Watson è un ragazzo che ha commesso un errore e per questo ha scontato una pena di poco più di un anno in prigione. Il 12 giugno 1954 viene riaccompagnato a casa, in Nebraska, dal direttore del carcere minorile di Salina. Ad attenderlo c’è il fratellino di otto anni, Billy, con altre persone che si sono occupate di lui, come Sally Ransom, una ragazza battagliera e dalle idee molto chiare. Il piano di Emmett è semplice: sistemare alcune questioni e poi partire con Billy alla volta del Texas, per mettere a frutto le proprie doti da carpentiere. Il piccolo non è, però, d’accordo: avendo trovato alcune cartoline della loro madre che li ha abbandonati da tempo, si è convinto che lei li stia aspettando a San Francisco. Per questo, Billy è deciso a percorrere la Lincoln Highway, la prima strada a collegare gli Stati Uniti da costa a costa. A complicare ulteriormente il tutto, ecco apparire Duchessa e Woolly, che sono evasi nascondendosi nel bagagliaio dell’auto del direttore della prigione. I due sono intenzionati a recarsi a New York per recuperare centocinquantamila dollari e vogliono approfittare della Studebaker azzurra di Emmett. Come andrà a finire?

Il romanzo di Amor Towles può essere definito in vari modi: di formazione, generazionale, d’avventura. Fondamentale, di certo, è il tema del viaggio. Come ha dichiarato lo stesso autore, tre sono le opere che l’hanno ispirato in tal senso: l’Odissea di Omero, l’Eneide di Virgilio e l’Edipo re di Sofocle. Per Woolly il viaggio rappresenta una sorta di ritorno a casa; per Emmett andare verso qualcosa di nuovo (come Roma per Enea); per Duchessa, infine, è in agguato il fato, proprio lui che dalla strada e dal “capriccioso dito del fato” ha imparato tutto. Gli eventi del romanzo sono racchiusi nell’arco di soli dieci giorni. Strutturalmente, la narrazione è affidata al punto di vista dei protagonisti, con una sostanziale differenza: solo Duchessa e Sally “parlano” in prima persona. Un ruolo importante gioca Il compendio degli eroi, degli avventurieri e degli altri intrepidi viaggiatori, scritto dal professor Abacus Abernathe. Questo testo è composto da ventisei capitoli, tante quante sono le figure di cui si narrano le gesta, da Achille a Zorro.

(la recensione prosegue a p.2) 

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