“Lady Constance Lloyd. L’importanza di chiamarsi Wilde” di Laura Guglielmi (Morellini)

Recensione di Patrizia Debicke

Un titolo importante  impegnativo quello dato al suo romanzo da Laura Guglielmi , ma che indubbiamente  ben si adatta alla sua straordinaria  e vivace protagonista.
Una grande protagonista Constance Lloyd che ebbe una vita intensa sia dal punto di vista culturale che affettivo, ma molto breve  perché  morì a solo 39 anni, lasciando orfani  i figli appena adolescenti di dodici e undici affidati a un tutore. Una donna, schietta lineare, generosa  che, fu coinvolta sua malgrado nello scandalo che travolse suo marito, da lei mai ripudiato e sempre moralmente sostenuto tanto che non divorziò mai  dal padre dei suoi figli.
Non si ricorda o non si vuol ricordare molto di lei come persona. Se ne parla come di una vittima  del marito,  il depravato e già famoso geniale scrittore e commediografo, di colui che al giorno d’oggi avrebbe potuto vivere e lavorare senza problemi esibendo pubblicamente la sua doppia sessualità.
La vita di Constance Lloyd fu,  all’inizio, la normale  vita di una figlia di agiata famiglia irlandese.  Orfana di un padre sciagurato e infedele, con una madre inesistente e egoista, crebbe con il nonno a Londra  e una zia zitella. Ciò nondimeno, benché  fosse più dotata intellettualmente del fratello Otho, non proseguì gli studi perché ai suoi tempi le donne non potevano accedere all’università.  Viaggiò molto tuttavia al seguito del nonno, recandosi anche in Italia.
Ma vivendo  a Londra, anche se in famiglia avevano decretato che il suo destino era di diventare moglie e madre, poteva scegliere la  sua strada. 
Nell’ultimo ventennio dell’ 800, le donne inglesi  cominciavano a guardarsi intorno e ad aprire  gli occhi, uscivano, s’interessavano di arte e  frequentavano i circoli  culturali . I  miti di Costance Lloyd erano Mary Shelley e Lizzie Siddal, l’Ofelia, la divina modella del dipinto di John Everett Millais.  Al momento del suo primo incontro con Oscar Wilde, in un salotto in cui lei ventiduenne, riservata, bionda  e bellissima, leggeva in perfetto  italiano un canto della Divina Commedia, lo folgorò.  E  lui, il famoso poeta, noto per i suoi modi  particolari e i suoi abiti stravaganti la invitò subito a un ricevimento a casa sua.
Si rividero, si frequentarono e fu un colpo di fulmine. Pareva  reciproco. Avevano gli stessi interessi, le stesse idee politiche, le stesse preferenze nell’arte e per la moda.  Oscar si presentava come una persona gentile, di modi signorili . Rappresentava il perfetto modello di marito ideale. Constance, che si scopriva diventata con la sua verve il centro degli interessi di Wilde, voleva sposarlo, essere sua. Insieme potevano formare  un nuovo ed anticonformista  modello di coppia londinese  all’avanguardia . Unico problema da valutare: le mani bucate di Oscar e i suoi debiti da ripianare.

(la recensione prosegue a p.2) 

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...