Prendi una donna di Marilù Oliva

olivieri_magieinquisitore_05

Prendi una donna

sventrala, insultala.

Sfasciale la grazia.

Ci vuole poco:

un pubblico marcio

applausi, moncherini.

Un palco invisibile,

accumuli di rabbia

e una connessione web.

Vomitale addosso

parole di fango,

inventati qualcosa.

Che – se è bella –

ha barattato il successo

con la sua bocca rossa.

Che – se si suda la vita –

è un’arrivista nata,

e pratica il bouldering.

Che – se è educata –

fa prestito a usura,

quando le conviene.

Che – se dice basta –

è la solita rompicoglioni,

non poteva starsene zitta?

Che – se chiede più rispetto –

femminista di merda,

cosa vuoi: comandarci?

Che – se non ha figli –

invecchierà irrancidita,

quella sporca egoista.

Che – se li ha –

che cazzo si crede,

l’unica madre al mondo.

Che – se è da poco sbocciata –

chissà che combinerà,

tanto son tutte uguali.

Che – se il tempo passa –

ormai è vecchia,

già non esiste più.

Qualsiasi cosa faccia,

la strategia è sporcarla.

E che vale, no: non dirlo mai.

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Una risposta a Prendi una donna di Marilù Oliva

  1. patrizia debicke ha detto:

    grazie

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