“L’ultimo soldato di Mussolini” di Andrea Frediani (Newton Compton Editori)                                                                                                             

Solo adesso Flavia si rende conto di essere stata ingiusta.  Si è sempre  vergognata del padre perché era  fascista. E  davanti a libri e oggetti che  testimoniano una vita ricca, dubita dei suoi ragionamenti, si pente e pensa che avrebbe voluto conoscerlo meglio. A scuola i suoi studenti lo stimavano.  Dicevano  che era brillante e intelligente, eppure Flavia  lo pensava rigido ed egoista. Sarà Alfio, un vecchio  amico di Ulisse, a parlarle di lui. Era  presente quando è morto e vuole anche pulirsi la coscienza.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, disorientato dalla caduta di Mussolini, e respinto dalla compagna e dalla figlia,  la vita di Ulisse è distrutta.

Si  vergogna del tradimento dell’Italia alla Germania. Solo la creazione della Repubblica di Salò gli ridà speranze e si unisce alla legione d’assalto Tagliamento dove si scontrerà coi partigiani e i loro sostenitori e si confronterà con rastrellamenti, violenze e fucilazioni, che faranno vacillare le  sue convinzioni, spingendolo a vedere le cose in modo diverso.

Di quei 20 mesi, dall’8 settembre 1943 al 25 aprile 1945, la gente ha memorie diverse: chi ricorda tedeschi gentili, chi non dimentica la strage di Marzabotto e chi ha avuto la casa distrutta dagli alleati.  

Alfio racconterà a Flavia la vita di Ulisse in quei 20 mesi. Un uomo che ha sempre cercato di lottare per la causa giusta.

Legati a quei 20 mesi ci sono  milioni di storie e milioni di drammi. E a distanza di tanti anni sappiamo più cose di quel periodo, ma quando c’eri dentro era così facile capirle?

L’ultimo soldato di Mussolini  è un’odissea della psiche fatta di confusione e disorientamento.

Col senno di poi è sicuramente più semplice leggere la storia. Col senno di poi con che occhi guarderemo anche l’attuale pandemia che non sappiamo ancora dove ci sta portando?

Andrea Frediani  prova a dare un quadro più ampio della guerra civile ancorando le vicende del romanzo a fatti reali.  Per  farlo sceglie la legione Tagliamento perché è stata oggetto di diversi processi nel dopoguerra.

Un autore che ha venduto più di un milione di copie per un romanzo sul periodo più buio della nostra storia. Una storia che tiene fede alla ricostruzione storica.                 Paola Rambaldi  

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