“L’UOMO SENZA SONNO” di Antonio Lanzetta

Torna, a due anni e mezzo dall’ultimo romanzo “Le colpe della notte”, l’autore salernitano Antonio Lanzetta che può vantare, oltre a una nutrita schiera di fan nostrani, anche una certa notorietà all’estero (qualche anno fa il Sunday Times lo definì uno dei più promettenti autori italiani di thriller paragonandolo addirittura a Stephen King).

Il suo nuovo romanzo L’UOMO SENZA SONNO esce per Newton Compton, editore di punta, risaputamente molto attivo nel campo della distribuzione e del marketing. Diciamo subito che i fan di Lanzetta non rimarranno delusi. In questo romanzo troveranno tutta la cifra stilistica che l’autore aveva già ampiamente dimostrato di saper padroneggiare con disinvoltura nei suoi precedenti lavori. Una storia di formazione e sofferenza ambientata a cavallo di due epoche, immersa in atmosfere gotiche e sempre in bilico fra il sovrannaturale e il thriller. Il romanzo di genere italiano, si sa, ha la capacità di saper spaziare, oltrepassare i limiti, sfuggire a definizioni troppo specifiche. Ed è proprio questo che fa Lanzetta, senza curarsi di dover contenere la sua trama all’interno di rigidi registri narrativi. La tensione non viene mai meno nel corso del racconto, il lettore viene preso per mano e accompagnato attraverso un mistero che affonda le sue radici nell’immediato dopoguerra e si ripercuote (quasi) ai giorni nostri nella timeline ambientata nel duemiladieci. Diversi sono i riferimenti a opere letterarie e cinematografiche di culto che, comunque, non vanno oltre l’omaggio all’interno di una narrazione che mantiene fieramente una sua originalità. Nulla è scontato nel romanzo di Antonio Lanzetta, tanti sono i capovolgimenti di fronte nelle vicende che vedono come protagonista il piccolo Bruno e il suo, a dir poco particolare, amico Nino, ospiti di un orfanotrofio nel quale subiscono violenze e vessazioni di ogni tipo. Nel periodo estivo saranno inviati presso la villa della ricca famiglia cilentana Aloia, come sguatteri al servizio dell’anziana governante. La loro presenza scatenerà una serie di eventi legati a un passato oscuro e tragico consumatosi nella grande casa, circondata da inquietanti sculture in legno e metallo.

La lettura del romanzo è una vera e propria corsa a perdifiato che non conosce soste e tiene avvinti stimolando la curiosità (che diventa una vera e propria necessità) di capire dove andrà a parare la trama, quale sarà la conclusione. Conclusione sulla quale, ovviamente, non anticipo nulla, se non che mi ha lasciato quel giusto mix di soddisfazione e amaro in bocca che talvolta testimonia l’integrità del narratore e la dignità del romanzo.

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