“Un gelido inverno in viale Bligny” di Arianna Destito Maffeo (Morellini)


Il famoso Civico 42, ricercato  come alloggio anche da tanti studenti  per la vicinanza con la Bocconi. E proprio  là Andrea ha incontrato e poi conosciuto Marlene, personaggio di grande spessore umano, aperto e  solare,  che ha saputo reinventarsi la  vita: un trans con il quale ha subito stabilito un legame di rispetto e complicità vicino all’amicizia. L’unico finora a Milano.
È mattina, ancora presto,  la nostra protagonista indugia alla finestra,  svogliata  ma al telefono,  la voce concitata del  questore dall’altra parte che  sollecita: «De Curtis, abbiamo un’emergenza. C’è stato un feroce omicidio. L’ispettore Antonio Torrisi e la sua squadra l’aspettano ai giardini di Porta Venezia»,   la riporta subito alla realtà  e la costringe a mettersi in circolazione sotto la pioggia  a bordo della sua vecchia e malandata Ka gialla.
Il morto, con la faccia appoggiata a terra,  presenta un vistoso squarcio alla gola. Evidentemente  aggredito da dietro e ucciso a tradimento. Attaccata alla lampo del suo piumino si nota  la pagina strappata da un libro con la scritta:
«Or, poi che Circe ebbe offerto, quegli altri ingoiato l’intriso, li colpì con una verga, li rinchiuse dentro il porcile; e già di porci avevano setole, muso, grugnito, tutto l’aspetto: soltanto la mente era quella di prima. » che la rimandano al liceo e a Omero e all’Odissea. (Canto X).
L’arrivo e l’impatto con il suo vice,  l’ispettore Torrisi,  preposto ad affiancarla e con cui  dovrà lavorare e collaborare,  è abbastanza scioccante soprattutto per il collega, che forse avrebbe preferito un Andrea De Curtis con le palle non solo in senso metaforico. Ma il baldo trentenne dovrà ingoiare il qui pro quo e arrangiarsi. Insomma anche se all’inizio ci sarà un po’ di maretta  tra loro,  ben presto si stabilirà un solido rapporto di stima  e collaborazione. Torrisi non è uno stupido ed  è  perfettamente in grado di valutare  e apprezzare i meriti della sua capa e viceversa.
Il morto dei Giardini di Porta Venezia,  formalmente identificato come il gallerista che aveva bucato la serata mondana, lascerà nello sconforto amici e conoscenti della Milano alto-borghese che frequentava . Ma a guardare meglio scatenerà anche  curiosità e  maldicenze che si diffonderanno fino al mondo più allargato  di vari strati della società, che nel bene e nel male commercia  nelle gallerie e traffica in opere  d’arte.  Solari era un collezionista, recentemente comprava soprattutto icone russe… Una testimone pare che l’abbia visto litigare con uno straniero…
Pochi giorni dopo il primo delitto, ormai proprio sotto Natale, periodo  in cui si vorrebbe fare solo festa, musica  e allegria, ce ne sarà ohimè  un secondo. La nuova vittima, Pietro Vannucci, noto critico d’arte romano, verrà ritrovato in un B&B  centrale di alto livello: amico di Edo Solari era arrivato a Milano apposta per incontrare lui e cercava una certa Anastasia. Si trattava di  commercio proibito di Icone?
Vannucci  è stato legato nudo al letto e ucciso con modalità che rimandano al primo omicidio. C’è persino la stessa scritta tratta dall’Odissea. Cosa significa? Peggio di un indovinello da risolvere. E come poi?  Bisogna annusare l’aria,  approfondire, frugare  ovunque,  cogliere ogni occasione, ogni mano tesa può essere in grado di portare aiuto. Magari persino il mitico e caotico Palazzaccio al Civico 42 di Viale Bligny con la sua essenza segreta e catartica.
Forse oltre a limitarsi a  indagare sui fatti, il vicequestore Andrea De Curtis dovrà  andare a sondare rapporti e personalità dei personaggi,  pian piano imparando a muoversi e orientarsi in una città a lei ancora e nemica e soprattutto sconosciuta.
Dovrà riuscire a capire perché alcuni  collezionisti d’arte all’improvviso appaiono come  folgorati dal mistero di antiche  icone russe, ma anche indovinare cosa si cela dietro i deliri e  le brame di  certe donne condannate all’infelicità.  Un romanzo particolare, affollato da personaggi tormentati, ciascuno alla ricerca della propria verità.
A fare da scenario e palcoscenico, una strana Milano, in un’inattesa euforia alla soglia del Natale,  con i protagonisti che l’hanno scelta o ci sono arrivati per caso. Qualcosa forse sta per cambiare?

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