“Un gelido inverno in viale Bligny” di Arianna Destito Maffeo (Morellini)

Recensione di Patrizia Debicke

Ha scritto stuzzicanti racconti per antologie, da sempre bazzica di  letteratura, gestisce (con Antonella Grandicelli)  il blog genovese “Themeltinpop”. Insomma non le mancava che una spintarella per riuscire a  pubblicare il suo primo romanzo.
Per farlo Arianna Destito  ha ricuperato  come protagonista dal racconto, Civico 42 inserito nell’Antologia I delitti della città vuota, il vicequestore, Andrea De Curtis, donna indurita, sempre in fuga da qualcosa, forse persino da se stessa,  angosciata dal dolore per una colpa non sua ma che l’accompagna  e la perseguita da quando era bambina. Qualcosa  che ha sempre condizionato  la sua vita e il suo lavoro.
Quindi, dicevamo,  l’autrice se la riprende e la rimette al lavoro  nella metropoli lombarda alla vigilia di un gelido Natale milanese.
E nevica all’inizio di un attacco salottiero e quasi di prammatica,  a un vernissage, all’inaugurazione di una mostra di quadri in cui si salutano, si sfiorano, si abbracciano e si ritrovano tutti gli esponenti  de la “creme della creme” e derivati, ovverosia di un certo ambiente di  imprenditori, professionisti e artisti di grido, mischiati allegramente  a perfetti sconosciuti.  Anche la stampa è intervenuta in gran spolvero  e le esplosioni dei flash immortalano opere e ospiti presenti nelle sale. Possiamo ritrovare,  intorno al fastoso buffet, tutta la haute della borghesia meneghina,  fatta di immensi patrimoni ereditati e  dei più gettonati rappresentanti della cultura e  della politica. Insomma non manca nessuno? 
E invece sì, manca Edoardo Solari il gallerista e famoso collezionista: la sua assenza viene notata, commentata, spettegolata. Perchè un evento senza di lui pare quasi “un gin tonic senza  gin”.  
Dopo il famoso caso  dei ragazzi rapiti e lasciati morire prigionieri di una pazza aa Sarzana, di grande risalto su tutti i media  italiani e da lei risolto con capacità e  disinvoltura, Andrea De Curtis è stata promossa vicequestore e trasferita  d’ufficio dalla Liguria addirittura a Milano.
Ragion per cui, da poco tempo, ha traslocato con armi e bagagli  in quell’appartamento dell’immobile, posto  proprio  di fronte al famoso Palazzaccio, chiamato anche  ‘Palazzo Mondo’ popolato da un’umanità proveniente dalle più diverse culture,  etnie e condizioni sociali, dove convivono fianco a fianco droga, musica e magica fantasia, ma anche gente assolutamente normale.

(la recensione prosegue a p.2)

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