Recensioni al massimo: Aparecida

Titolo: Aparecida

Autrice: Marta Dillon

Traduzione: Camilla Cattarulla

Editore: Gran via

Anno: 2021

Marta Dillon è figlia di Marta Taboada, militante sequestrata nell’ottobre del 1976 e mai più ricomparsa. Una desaparecida che condivide il tragico destino di tante, troppe persone durante la feroce dittatura instaurata in Argentina dal 1976 al 1983. Quest’opera, un mix di autobiografia, giornalismo letterario, cronaca e finzione, prende le mosse dal 30 settembre 2010, quando l’autrice viene a sapere del ritrovamento di alcune ossa della madre in una fossa comune. In quel momento la Dillon è in Spagna insieme alla compagna Albertina e al piccolo figlio Furio. Le comunicazioni telefoniche sono difficili e le prime notizie frammentarie. Anche per questo le reazioni iniziali dell’autrice sono di smarrimento e sgomento, fino alla rivelazione che, dopo 34 anni, sua madre da desaparecida è diventata aparecida. Da qui si dipana una narrazione che alterna passato e presente, vicende pubbliche e private. Marta Dillon cerca di ricostruire il destino della genitrice a partire dal rapimento; raccoglie, così, alcune testimonianze che l’aiutano a recuperare frammenti della prigionia, dell’uccisione e della sepoltura. Qui la storia personale s’intreccia con quella di una nazione precipitata nell’oblio di una dittatura che ha spezzato le vite di molti giovani, cancellando, di fatto, un’intera generazione. Marta Taboada, infatti, è solo una delle migliaia di persone scomparse e nell’opera presente viene assurta quasi a simbolo. L’autrice non ha mai smesso la ricerca dei resti, una volta avuta la certezza della morte. Negli anni ’80 non si usava ancora il DNA per le identificazioni e quindi si cercavano “protesi, otturazioni, chiodi chirurgici, segni di fratture mal consolidate” Quando nel 2010 la madre “riappare”, la Dillon capisce di volere quei resti, per dare loro una sepoltura dignitosa. La bara viene riempita con vari ricordi personali e con simboli politici, a rappresentare anche la militanza in vita nel gruppo dei Montoneros. Il funerale si trasforma in una lunga “marcia” cui partecipano varie associazioni sorte nel corso degli anni per rintracciare i desaparecidos.

(la recensione prosegue a p.2)

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...