“Il commissario Maugeri e il pianista russo” di Fulvio Capezzuoli  (Todaro Editore)                                                                     

Sul comodino della Rambaldi

Fulvio Capezzuoli – Milano – Critico cinematografico e collaboratore della Fondazione Cineteca Italiana, ha pubblicato diversi saggi di cinema e sette romanzi ambientati nella Milano degli anni ’40 che vedono  protagonista il commissario Maugeri.

“Nel frattempo erano arrivati e parcheggiarono di fronte al Policlinico. Davanti all’ufficio informazioni trovarono Palumbo. – Immaginavo che sareste venuti. Sono stato con Cristofori fino a dieci minuti fa, poi è arrivato il primario di traumatologia e mi ha spiegato che le condizioni del ferito sono gravi. È stato colpito al capo, sopra la nuca. Le radiografie eseguite questa notte hanno mostrato un grosso ematoma interno che preme sul cervello. Stanno eseguendone altre per decidere quando operarlo. Ha anche un occhio nero, come se gli avessero tirato un pugno, ma la cosa strana è il naso incerottato. Ha sicuramente preso una botta, ma era già stata medicata… ho chiesto chi lo ha aggredito, ma lui non è molto presente. Delira, dice cose strane. E ha fatto un nome, Pantocrator.”

Milano – 1949 – Il pianista russo Ivan Golubev si è appena esibito con un pezzo di Chopin al Forlanini. Non è un gran pianista, ma la clientela della festa dell’Unità è di bocca buona. È quasi mezzanotte, è stanco, ma decide egualmente di tornare in albergo a piedi. La strada è deserta. In prossimità dell’hotel, alla base di un ponte, nota un fagotto di stracci. Pensa a un ubriaco. Nell’avvicinarsi si imbratta le scarpe di sangue. Accorgersene e  sentire la sirena della polizia è un tutt’uno. Il tempo di provare a nascondersi ed è già in arresto.

L’uomo è stato freddato con un colpo di pistola alla schiena. Una vera e propria esecuzione. Si  chiamava Aristotele Buoncompagni. Era un truffatore specializzato in prestiti a usura, in libertà da appena 3 mesi. Delle indagini vengono incaricati il commissario Maugeri e un collega. Il consolato preme perché il pianista  torni  al più presto a Berlino. Il russo, che parla fin troppo bene l’italiano, è spaventato e si professa innocente. Il  caso viene prontamente risolto dal collega di Maugeri.

(la recensione prosegue a p.2)

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