“Quella notte di ottobre” di Volker Backert  (Emons Gialli Tedeschi)                                                                                                                 

In una fattoria un uomo spara in fronte a una donna col silenziatore, uccidendo anche  il compagno e il figlio piccolo,  per poi portare con sé un paperino di pezza. Fuori il complice al volante, accende il motore e lo rimprovera: “Ci hai messo una vita! E quello cos’è un trofeo?

L’assassino mette al sicuro la paperella.

La strage della famiglia Borkow verrà fatta passare per omicidio-suicidio.

Ma il lettore rodato sa già che quella paperella prima o poi salterà  fuori. Nelle storie quando ci fanno notare un oggetto, sappiamo che prima o poi si ripresenterà.

Così  da quel momento ho  aspettato che riapparisse la paperella e sono stata degnamente accontentata.

Trent’anni dopo, Hannah  Steiner, è appena stata promossa. È a un passo dalla vetta e dovrebbe  gioirne, ma  desidera solo dormire per non pensare.

La TV per cui lavora è un nido di serpi. E troppe domande la tormentano.

Chi  è veramente Hannah Steiner?

La  famosa regina della televisione tedesca, premiata a New York  per le sue battaglie contro le armi, ha da poco scoperto il tumore al pancreas di sua madre,  a cui restano  3 mesi di vita, e ne ha raccolto la stupefacente confessione. Hannah è stata  adottata quando aveva due anni.

Il  suo vero nome è  Jana Borkow e i suoi veri genitori sono stati trovati morti il 4.11.90.

Pare che Tolf-Peter Borkow, agente della Stasi, abbia ucciso  moglie e  figlio prima di suicidarsi, risparmiando solo Jana.

La scoperta di essere stata  adottata e della tragedia che ha colpito  la sua vera famiglia è un colpo al cuore.  Vuole  assolutamente sapere di più sugli accadimenti di quella notte. E le sue ricerche finiranno presto per intrecciarsi con quelle del  collega David Rosinsky, che da anni indaga su 130 milioni appartenuti alla DDR, misteriosamente spariti col crollo del comunismo…

Un thriller politico, palpabile e avvincente, scritto da qualcuno che ha vissuto quel pezzo di storia.

Paola Rambaldi

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