“Solo una canzone” di Roberto Livi (Marcos y Marcos)

Recensione di Patrizia Debicke

Solo una canzone - Roberto Livi - copertina

La canzone è quella mitizzata che il protagonista, di cui leggiamo subito lo smarrito elenco di ideali perduti , difficoltà e pensieri, vorrebbe comporre da sempre. Una canzone annunciata e che tutti ormai, sua moglie Ave per prima, si aspettano da lui. In fondo poi forse gli potrebbe bastare solo una canzone, per rimettere in moto tutto quanto e ripartire o meglio ricominciare. Ma quella sua canzone è una fantasia , una realtà o piuttosto un’ineluttabile condanna? 
Finora ha buttato giù quattro battute, un’intera strofa ed  è già da tanto, mentre era rimasto da solo in trattoria , o durante una  gita sul lungo mare,vicino all’acqua,  o tra le gole dei monti e poteva tranquillamente strimpellare con la chitarra, ma il ritornello, l’indispensabile seconda parte, il seguito,  non gli riesce proprio. Non trova lo spunto.  Si sente un mezzo fallito e  di umor nero come tutti i vestiti che possiede e indossa.
Il gestore di La Luna nel pozzo ha  ereditato dai genitori l’obbligo  di mandare avanti un’ esercizio pubblico. Ma non gli piace ed è tutto meno che il classico ristoratore marchigiano, sempre pronto a chiacchierare, a scherzare con i clienti e a servirli. Anche perché è  sopraffatto delle loro pessime recensioni online. Tanto che,  con il crack che incombe minaccioso all’orizzonte,  ha paura di quei clienti. Soprattutto con una  trattoria che giorno dopo giorno continua a perdere soldi e ormai  è a un passo dalla chiusura.  Lui, quei clienti, vorrebbe poterli allontanare e finalmente  chiudere.  Da tempo infatti si è ridotto a fare il cameriere, ad avere sempre male ai piedi, a essere libero soltanto di martedì e a servire piatti surgelati.  Unica concessione culinaria: le tagliatelle tirate a mano  dalla Gianna, la ex vice cuoca salita di grado ma  durerà ancora  per poco.  Insomma la sua azienda sta andando a rotoli, e lui non cerca certo  di farla andare meglio.
Si sente un artista mancato.  Avrebbe sempre desiderato sognare, viaggiare, andare lontano e invece è incatenato là, dalla  Luna nel pozzo e si è stufato dall’Ave, la moglie che ha sposato, la rotonda paleontologa, la donna dalla testa concreta che quando parla sembra un fiume in piena.  Il loro rapporto ormai è arrivato agli sgoccioli. A letto non funziona più.  Lei poi litiga sempre e gli rinfaccia  persino il suo sogno di scrivere una canzone. Insomma si dia una mossa e lo faccia infine  a tutti i costi e purchessia, lo sprona, perché anche uno schifo di sicuro è sempre  meglio di niente.

(la recensione prosegue a p.2)

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...