“America non torna più” di Giulio Perrone  (HarperCollins)                                                           

Sul comodino della Rambaldi

america non torna più

Giulio Perrone – Roma – Fondatore della casa editrice che porta il suo nome ha pubblicato i romanzi: L’esatto contrario, Consigli pratici per uccidere mia suocera e L’amore fin che resta.

“Tu, che ridi e mi batti soddisfatto una mano sulla spalla, a sottintendere che ce n’è di strada da fare.

Sì è anche questione di buona sorte, casualità, qualcuno direbbe culo.

E ora? Tra mezz’ora esatta passerai sotto i raggi.

A te diranno: ernia molto, molto seria alla schiena. A noi: tumore.

A te: che ti aspetta una lunga riabilitazione. A noi: che ti restano tre mesi.

A te: che il tempo sanerà ogni cosa e che… l’estate prossima dove te ne andrai in barca?

A noi: che dobbiamo capire come farti passare al meglio il Natale perché sarà l’ultimo…

A 56 anni la grinta non ti servirà a nulla. Cattiva sorte, casualità, qualcuno direbbe sfiga.”

America non torna più è un profondo confronto tra padre e figlio. Con un padre che disapprova tutto  e  rimprovera al figlio di non impegnarsi, di non metterci grinta e di pensare solo al divertimento. Eppure anche il genitore ha fatto notti brave in gioventù con gli amici Verme, Godzilla e America.  Diego soprannominato Verme perché troppo sdolcinato con le ragazze, Fabrizio chiamato Godzilla per via di mole e modi, e  America, cugino degli altri due, che non c’è mai, che beve, si stona e ama vivere all’estremo nutrendo sogni che un giorno si riveleranno fatali. Già, ma che fine ha fatto America?

Giulio Perrone si cimenta in un romanzo autobiografico fatto di domande scomode e risposte dolorose che racconta il difficile rapporto col padre fatto di silenzi, incomprensioni, differenze e somiglianze, fino alla  malattia.

Quando il genitore si ammala  si presta a fargli la barba  senza sentimento in vista dell’ultima  riunione di famiglia a cui parteciperanno anche il fratellastro di Roma, la  sorella di Milano e il famoso messicano, che torna apposta dal Messico per l’occasione, che si chiama Renato Perrone e che somiglia tanto a Giulio.

(la recensione prosegue a p.2)

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