“L’impero di mezzo” di Andrea Cotti  (Nero Rizzoli)        

Dopo il concorso  in polizia ha lavorato prima a Bologna e poi a Roma.

Ma per lui non esiste riposo nemmeno in Cina, perché viene subito convocato all’Ambasciata dal capitano dei carabinieri Benedetto Urru dell’Ufficio Sicurezza per un caso scomodo.

Carlo Grande, il noto imprenditore italiano, è morto precipitando dal 17° piano di un parcheggio. È un’eccellenza italiana all’estero. L’uomo che ha avuto il coraggio di sfidare i colossi cinesi della telefonia. Da quando i suoi telefonini vanno a ruba tra le celebrità di Hollywood ha costruito un impero nell’Impero di Mezzo, arricchendosi a dismisura.

Naturalmente l’attenzione mediatica sul caso è enorme e stavolta serve un osservatore italiano per non lasciare ombre come purtroppo è  già successo in altri casi.

Luca viene così invitato a ispezionare il luogo dell’incidente.

Il palazzo da cui è precipitato Grande conta 18 piani e lui è caduto dal 17°. Un salto di 80 metri. I risultati dell’autopsia non hanno evidenziato nulla di anomalo e non risultano  segni di violenza sul corpo. Come è caduto Grande? Le  telecamere del 17° piano erano guaste.

Uno scritto al computer fa pensare a un suicidio. Per debiti? Problemi di salute?

E il filmato amatoriale di un hacker, che ha ripreso la caduta, inquadra delle ombre al 17° piano.

Starà in Luca Wu ricostruire l’accaduto con l’aiuto della brava poliziotta Yen Bao Yi.

E se Luca Wu in patria fatica a farsi accettare dai colleghi italiani, qui faticherà con quelli cinesi. Al  di là delle apparenze l’indagine si rivelerà da subito irta di complicazioni e non sarà facile per lui, tra omertà, potere e segreti, portare alla luce un intrigo internazionale fatto di affari miliardari e depistaggi nei territori oscuri della terra di mezzo.

Dopo Il cinese ecco la bella scrittura di Andrea Cotti al servizio di un’altra storia avvincente in attesa del terzo libro su Luca Wu.                                                                                              

Paola Rambaldi  

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...