“Il fantasma della mia libertà” di Michele Petragnani Ciancarelli (Edizioni Effetto)   

Sul comodino della Rambaldi

Michele Petragnani Ciancarelli – Washington – Due lauree in psicologia e biologia, un master in businnes administration. Dopo una parentesi alla Bocconi di Milano torna nella Grande Mela per il suo primo giorno di lavoro l’11 settembre 2001 proprio nel complesso delle Torri Gemelle. Sopravvissuto all’attentato combatterà a lungo la sindrome da stress post-traumatico, in particolare il fenomeno dei flashback che gli ha ispirato questo romanzo. Attualmente vive tra Roma e Washington.

“Ed è proprio la libertà che mi manca in queste lunghe veglie insonni. Perché sono prigioniero della paura dall’11 settembre, da quando terroristi codardi, bestemmiando il nome del proprio Dio, mi hanno privato della libertà di godermi la notte. Notte, regina del buio, io che ti amavo e che tante volte ti ho celebrata e goduta più del giorno, ora ti temo. Hai perso il vestito della goliardia che indossavi per lusingarmi nelle serate metropolitane. Notte, ti temo perché so che verrai ad affrontarmi e sarò solo e indifeso. Mi troverai prigioniero tra le quattro mura della mia stanza, dove il fantasma della mia libertà arriverà a cavallo per scipparmi a uno a uno dei miei cinque sensi. Notte ti amavo, notte ti odio.”

Il romanzo è la verità dentro una bugia – Stephen King – I.T.

Nelle prime pagine de Il fantasma della mia libertà troviamo ritagli del Corriere della Sera del 13.9.2001  che parlano di gente che si getta nel vuoto come nei film del terrore, brani riportati fedelmente dall’autore che l’11 settembre 2001 ebbe la prontezza di precipitarsi giù per le scale di una delle torri lasciando in ambasce il padre al telefono. Michele Petragnani Ciancarelli ha attinto alla sua esperienza di sopravvissuto al Ground Zero. Un miracolato che ancora oggi ha  paura di fare i conti col  passato. Da allora per lui non sono mai cessati gli incubi dovuti allo stress post traumatico e i flashback, le famose allucinazioni che scollano dalla realtà. Nel romanzo  ritroviamo il racconto di quel giorno che lo ha cambiato per sempre. Una testimonianza autobiografica in una  storia  di personaggi fittizi, dove  l’esperienza personale si mescola al romanzo di fantasia.

(la recensione prosegue a p.2)

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