“Il pomeriggio di un fauno” di James Lasdun (Bompiani)

#grandangolo di Marco Valenti

Pomeriggio di un fauno (il) di Lasdun James - 9788830102668 - Bompiani|Libreria  Di Giulio

Pietra miliare della letteratura francese ed in particolare del simbolismo, “L’après-midi d’un faune” è un poema in versi di Stéphane Mallarmé, in cui un fauno, al risveglio, ripensa alle ninfe che ha incontrato nel sonno. A distanza di 150 anni James Lasdun riscrive la storia a suo modo, contestualizzandola negli USA contemporanei, nel pieno della campagna elettorale presidenziale che vide vincere Trump.

Marco Rosedale, giornalista d’inchiesta di una certa fama e una solida reputazione, racconta un fatto increscioso che lo sta travolgendo: una sua ex assistente, Julia Gault, diventata anche lei giornalista ma ora in declino e con problemi economici, sta per dare alle stampe un libro in cui lo accusa di stupro. Il fatto, secondo la donna, è avvenuto quarant’anni prima in una camera d’albergo di Belfast, dopo una serata alcolica di entrambi per scacciare le immagini che avevano appena ripreso: una ragazza cattolica coperta di pece e piume dai paramilitari Provos per punirla della relazione con un soldato inglese.

I due salgono in camera, fanno sesso. Questa è l’ammissione comune, ma da qui tutto diverge: per Marco un rapporto consensuale e nemmeno limitato a quell’unica volta, per Julia una violenza fatta di mani rapaci su tutto il corpo. “Se la memoria non m’inganna, finì tutto molto in fretta”, scrive nel libro.

Siamo nel 2016, il movimento #metoo sta iniziando a farsi sentire a livello mondiale, lo spauracchio di vedere Trump alla Casa Bianca è ancora solo un’ipotesi a cui nessuno o quasi sente di dover credere. Questo il contesto in cui Lasdum ricostruisce gli eventi, dando voce ad un narratore esterno, che senza fatica possiamo individuare nello stesso scrittore. I protagonisti principali sono tutti britannici trapiantati negli USA ed è curioso come dall’alta borghesia britannica alla NY liberale e filodemocratica il passaggio sia stato assolutamente indolore. Da una “casta” all’altra, senza colpo ferire, senza risentire minimamente del cambiamento. Segno che da un punto di vista strettamente classista ogni collocazione “esclusiva” sia sostanzialmente sovrapponibile all’altra, anche oltreoceano. Basta far parte di un mondo dorato in cui non sono ammesse figure “esterne”.

(la recensione prosegue a p.2)

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